Dopo quasi tre giorni di trattative serrate e rinvii, anche la Russia, alleata di Assad, ha votato a favore della risoluzione. Dal cessate il fuoco sono esclusi gli attacchi contro Isis, al Qaeda, al Nusra e altri "gruppi, individui e entità" affiliati con terroristi. Una richiesta di Mosca che dal 2011, anno in cui iniziò la guerra civile, aveva posto undici volte il veto su risoluzioni riguardanti la Siria.
Il voto era previsto per ieri ma era stato rinviato per le perplessità di Mosca, contraria a un cessate il fuoco che coinvolgesse anche le forze qaediste che secondo le accuse del governo di Damasco controllano Ghouta, dove 400 mila civili vivono sotto assedio dal 2013. Nel testo approvato dal Consiglio di sicurezza si sottolinea tra l'altro che in tutta la Siria oltre cinque milioni e mezzo di civili di più di 1.200 comunità hanno "urgente bisogno di aiuti".
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"Non è un accordo di pace complessivo per la Siria, ma un passo che può portare a una de-escalation della violenza", ha commentato l'ambasciatore svedese Olof Skoog, che con il collega del Kuwait, che è anche il presidente di turno, aveva presentato la bozza e condotto il complesso negoziato.
Siria, la bimba con il pigiama rosa simbolo della tragedia dei civili sotto attacco a Ghouta
Il soccorritore in bilico sul bordo di quello che resta di un appartamento passa una bambina di circa otto anni a qualcuno sotto di lui, pronto con le braccia tese ad afferrarla. Il rosa del pigiama della bimba, probabilmente sorpresa dai bombardamenti durante il sonno, rompe il grigiore delle macerie e della polvere sollevata dall'attacco: l'immagine, scattata ieri e condivisa sulla pagina Facebook dagli 'White helmets', il corpo di soccorritori indipendente attivo in Siria dal 2014, rappresenta in maniera drammatica la situazione di pericolo che stanno vivendo i civili di Ghouta, come testimoniano anche tante altre foto. In questa area della periferia di Damasco sta proseguendo per il quarto giorno consecutivo l'offensiva dell'aviazione siriana contro la più grande roccaforte dei ribelli. La situazione sarebbe "catastrofica", secondo quanto ha riferito un medico raggiunto dall'emittente 'Bbc'. Gli intensi attacchi contro Ghouta, definita "la grande operazione finale" dai vertici di Damasco, avrebbe causato secondo le ong locali tra i 200 e i 250 morti tra i civili. Qui riesiedono ancora 400mila persone strette tra il fuoco dell'esercito regolare sostenuto dalla Russia e le ultime postazioni dei ribelli, che dal 2011 cercando di rovesciare il governo di Bashar al-Assad.
Il fatto che nel testo non sia prevista una data per l'entrata in vigore del cessate il fuoco è sicuramente un elemento di incertezza. Quel "senza indugi" non è una garanzia per la popolazione di Ghouta, la cui situazione si fa di giorno in giorno più grave. Soccorrere i civili e prestare cure mediche è sempre più difficile, come Medici senza Frontiere ha evidenziato poche ore prima del voto al Palazzo di Vetro: gli ospedali e le strutture sanitarie supportate da Msf hanno ricevuto più di 2.500 feriti e oltre 520 morti in cinque giorni. Molte delle vittime sono donne e bambini: neella giornata di ieri, il 58% dei feriti e il 48% dei morti erano donne e bambini. Nello stesso periodo 13 strutture mediche, pienamente o parzialmente supportate da Msf nell'area di Ghouta, sono state colpite da bombe o granate. I medici nell'area, già allo stremo, stanno lavorando ininterrottamente da sei giorni, senza alcuna realistica speranza di poter trattare adeguatamente i loro pazienti in circostanze così estreme.