Esteri

Siria, violato il cessate il fuoco di cinque ore a Ghouta

La tregua umanitaria voluta da Mosca è entrata in vigore alle 9 ora locale. Ma l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha denunciato raid aerei e lanci di razzi

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DAMASCO -  È stata subito violata la "pausa umanitaria" di cinque ore nella provincia Ghouta orientale, enclave ribelle alle porte di Damasco, annunciata ieri dalla Russia. La cessazione degli attacchi era prevista dalle 9 (le 8 italiane) alle 14 (le 13 italiane), secondo quanto annunciato dai russi che hanno parlato di una misura applicata su base quotidiana. Ma l'Osservatorio siriano dei diritti umani ha denunciato raid aerei e lanci di razzi dopo l'entrata in vigore della tregua, accusando le forze del presidente Bashir Al Assad. L'agenzia ufficiale Sana e fonti di Mosca hanno invece riferito di attacchi da parte dei gruppi ribelli che vogliono continuare a tenere in ostaggio i civili. Sta di fatto che il cessate il fuoco non è stato rispettato, come ha confermato a Ginevra il portavoce dell'Ufficio per gli aiuti umanitari, Jens Laerke. E almeno due civili, tra i quali un bambino, sono stati uccisi, e 16 sono rimasti feriti.

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Nella notte sulla zona c'erano stati sporadici lanci di razzi. Secondo i ribelli negli attacchi di ieri erano state usate armi chimiche, accusa che Damasco respinge. 


Anche se la pausa negli attacchi fosse stata rispettata, la crisi non sarebbe stata risolta: la Croce rossa internazionale è tornata ieri a chiedere corridoi umanitari per l'evacuazione dei feriti e in generale dei civili che vogliono lasciare l'area, ma nulla per ora si è mosso su questo fronte.

Nella zona secondo l'Onu vivono 400mila persone: ribelli, loro familiari e civili usati come scudi dalle forze antigovernative che bombardano Damasco, sostiene il governo siriano. Ma le foto arrivate dall'aerea mostrano soprattutto civili nelle zone più densamente abitate - quelle dove cadono le bombe - mentre i combattenti sarebbero ammassati sui confini della provincia per respingere eventuali attacchi. Nell'ultima settimana i combattimenti si sono intensificati: più di 540 i morti in sette giorni.

Sabato, il Consiglio di sicurezza dell'Onu aveva chiesto un cessate il fuoco di almeno 30 giorni, che su richiesta di Mosca non riguarda le aeree in mano ai "terroristi", quindi la provincia della Ghouta orientale. Questa è l'ultima roccaforte ancora in mano ai ribelli siriani nei pressi della capitale Damasco. L'area è dal 2013 sotto l'assedio delle forze governative siriane appoggiate dalle milizie filo iraniane e dalla Russia.

Il conflitto siriano potrebbe intercciarsi con un'altra crisi, quella tra Corea del Nord e Occidente. Il New York Times ha pubblicato un rapporto in cui esperti dell'Onu sostengono che Pyongyang ha fornito al governo siriano materiali che potevano essere utilizzati per la fabbricazione di armi chimiche e che tecnici nordcoreani sono stati visti lavorare in impianti per la produzione di ordigni chimici e missili in Siria.