La bozza, presentata stamane dal capo negoziatore europeo Michel Barnier, contiene due indicazioni fondamentali: la permanenza dell’Irlanda del Nord nell’unione doganale, come soluzione per mantenere aperto il confine con la Repubblica d’Irlanda e dunque, in futuro, fra Regno Unito e Ue; e il ruolo di supervisione per la Corte Europea di Giustizia nell’interpretazione dell’intesa. Per Barnier, si tratta di patti concordati appunto in dicembre e ora esplicitati in un documento “con valore legale”. Ma per Downing Street e per il Dup, il piccolo partito unionista nord-irlandese che dà la maggioranza al governo britannico, si tratta di condizioni “del tutto inaccettabili”. Per la premier Theresa May "minacciano la tenuta costituzionale" del Regno Unito. Proposte “offensive”, le definisce invece Nigel Dodds, leader del Dup al parlamento di Westminster. “La Ue sta cercando di annettere l’Irlanda del Nord e portarcela via”, tuona il Daily Telegraph, bastione dei brexitiani.
Brexit, Theresa May firma la lettera per avviare il processo
Tailleur grigio con collo in velluto. Lo sguardo concentrato sui fogli che ha di fronte. Alle sue spalle la bandiera britannica e il ritratto di Robert Walpole, considerato di fatto il primo premier del Regno Unito. Downing Street ha diffuso le foto del momento in cui la premier Theresa May ha firmato la lettera che innescherà l'addio all'Ue, come deciso dal referendum del 23 giugno scorso. Il documento sarà consegnato al presidente del Consiglio Ue, il polacco Donald Tusk
Come hanno sempre osservato molti commentatori, l’accordo di dicembre, definito un successo, era basato soltanto sull’ambiguità dell’intesa raggiunta, in particolare sull’Irlanda del Nord. E’ bastato che la Ue formulasse la sostanza dell’accordo per rivelare quanto siano distanti le due parti. Con il leader laburista Jeremy Corbyn che questa settimana ha messo in difficoltà il governo, schierando il suo partito per la permanenza della Gran Bretagna nell’unione doganale, e con Theresa May che si prepara a fare venerdì un discorso annunciato come cruciale e rivelatore sulle future relazioni britanniche con la Ue, il negoziato si trasforma in una tempesta perfetta. Sottolineata, se mai ce ne fosse bisogno, dalla bufera di neve che sta imbiancando Londra e tutto il Regno Unito, paralizzando i trasporti e portando ulteriore caos in una nazione che sembra avere perso la bussola.
Gb, nuovo Banksy ancora contro la Brexit: ma l'opera viene imbrattata
E' durata solo poche ore l'ultima opera attribuita a Banksy, il popolare street artist senza volto autore di centinaia di murales contro il capitalismo in tutto il mondo. L'artista ha disegnato sul ponte abbandonato di Scott Street a Kingstone upon Hull, nel Regno Unito, un bambino con uno scolapasta come elmo, quella che sembra una spada di legno in mano e sopra la scritta ''Draw the raised bridge'', una frase che è stata letta come un messaggio contro gli elettori che hanno votato la Brexit, cancellando di fatto il ponte tra la Gran Bretagna e il resto dell'Europa. Il murale, subito oggetto di pellegrinaggio dei cittadini più curiosi, è stato rovinato e imbrattato con della vernice. Il primo ad accorgersi del danno è stato il signor Jason Fanthorpe, un addetto alla pulizia dei vetri, che è subito intervenuto : ''All'inizio ho usato dell'acqua pura - ha spiegato alla Bbc - ma non volevo distruggere definitivamente l'opera d'arte - poi ho usato dell'alcol''. Il comune della città ha fatto sapere che il murale sarà ripulito e protetto con una pellicola: ''Questa misura servirà a preservare il lavoro da possibili altri danni e a far godere tutti dell'opera'', hanno spiegato le autorità. Gli scatti che ritraggono lo stencil sono stati pubblicati sul profilo Instagram di Banksy, che ha sempre espresso opinioni critiche rispetto all'uscita del Regno Unito dall'Europa. Il precedente graffito dell'artista, realizzato lo scorso maggio a Dover, in Inghilterra, aveva per protagonista una donna intenta a cancellare, a colpi di scalpello, una delle stelle dell'Unione Europea.