Esteri

Proteste a Budapest (ansa)

Ungheria, si riunisce il nuovo Parlamento: tensione e proteste a Budapest, decine di fermi

Dopo le elezioni legislative dell'8 aprile con il trionfo del premier nazionalconservatore Orbán, i dimostranti, soprattutto giovani, protestano contro quelli che denunciano come limiti brutali alla libertà di stampa, corruzione, accuse di frodi elettorali. Catena umana intorno al Parlamento

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BERLINO - Oggi l'Ungheria si prepara a vivere un lungo giorno di tensione nella capitale Budapest. Gruppi giovanili, organizzazioni della società civile, forze di opposizione hanno cominciato da ieri sera a formare una catena umana attorno all´enorme edificio del Parlamento nazionale (Országház) nella centralissima Kossuth tér. Proprio nella mattina in cui si terrà la seduta costituente del nuovo Parlamento, uscito dalle elezioni legislative dell'8 aprile scorso con un trionfo della Fidesz, il partito (membro dei popolari europei) del popolare premier nazionalconservatore Viktor Orbán, il piú energico leader sovranista nell'Unione europea. I dimostranti protestano protestare contro quelli che denunciano come limiti brutali alla libertà di stampa, strappi ai valori dello Stato di diritto, corruzione, accuse di frodi elettorali. Nel primo mattino la polizia è entrata in azione in modo massiccio ed efficiente: ha sciolto la catena umana allontanando da piazza Kossuth (la piazza dove appunto sorge il Parlamento) tutti i partecipanti, uno a uno, spingendoli in una strada lontana all'esterno delle recinzioni di sicurezza. Tra trenta e sessanta giovani accusati di aver insultato le forze dell'ordine sono stati fermati e a norma di legge possono essere trattenuti in stato di fermo per 24 ore.

Fonti attendibili affermano che i giovani più “arrabbiati” intendono tentare di impedire agli eletti l'ingresso nel Parlamento, dicendo “il Parlamento è nostro, alcuni di loro sono stati eletti con irregolarità elettorali”. Intanto dopo lo scioglimento della catena umana da parte della polizia deputati e membri del governo sono entrati senza problemi in Parlamento. Per volontà di Orbán hanno tutti recitato insieme preghiere cristiane. Il gesto, una novità nel dopoguerra, è stato male accolto da parte dell´opinione pubblica (secondo sondaggi a caldo) come violazione delle regole e protocollo dello Stato laico.
Vincendo alla grande la maggioranza dei due terzi col suo terzo mandato Orbán può procedere a modifiche costituzionali. Le autorità hanno respinto le accuse di brogli elettorali e rigettato la richiesta di cittadini, opposizioni e ong di ripetere il conteggio dei voti. Il premier vuole anche, subito, far passare la legge “stop Soros”. Accusando da tempo, anche in campagna elettorale, il tycoon americano di origini ebree ungheresi, che aiuta le ong umanitarie pro-migranti, di voler islamizzare Ungheria ed Europa intera inondandole di migranti musulmani, intende introdurre supertasse per le ong, registrarle come “al servizio dello straniero”,  e dare allo Stato facoltà di vietarle se giudicate minaccia alla sicurezza nazionale.

In un primo tempo la manifestazione era stata proibita. I promotori della catena umana si sono appellati alla magistratura e hanno ottenuto il permesso. Ma poi tra le 6 e le 7 del mattino la polizia come si diceva è entrata in azione sciogliendo la catena umana e sgomberando e isolando piazza Kossuth. Già da ieri sono pronti diversi idranti, e forti reparti speciali della polizia. Tutta la zona attorno al Parlamento è transennata. Incidenti e disordini sono dunque giudicati probabili e temuti da molti osservatori, anche nelle prossime ore e nel pomeriggio e sera.

Nel pomeriggio infatti, dalle 18, si svolgerà un corteo delle opposizioni parlamentari e tradizionali (dai socialisti a Jobbik trasformatosi da ultradestra razzista in destra nazionale in doppiopetto anti-corruzione e pro-giustizia sociale) che diverrà una marcia sul Parlamento. Non si può escludere che giò sfoci in altri disordini e incidenti. Tanto piú nel caso che si verifichino scontri dimostranti-forze di sicurezza nel mattino, che inevitabilmente esaspererebbero la tensione e appunto il rischio di nuovi confronti di piazza. Finora le due grandi manifestazioni antigovernative svoltesi a Budapest dopo il trionfo elettorale di Orbán, nei due sabati successivi alle elezioni, sono state pacifiche ma per oggi martedí 8 aprile si percepisce un clima diverso, teso e di rabbia. Qualsiasi cosa accada avrà anche probabili conseguenze nei già non facili rapporti tra il governo di maggioranza liberamente eletto ungherese e la Commissione europea. A Bruxelles si studia il modo di ridurre gli aiuti (fondi di coesione) a paesi accusati – come ad esempio Polonia e Ungheria - di violare i principi dello Stato di diritto.

Media indipendenti e blogger ungheresi denunciano un imbarazzante dettaglio alla cerimonia svoltasi stamane al Parlamento di Budapest per l'insediamento della nuova legislatura. A fianco del popolare premier sovranista Viktor Orbán, scrivono l'autorevole testata HVG, altri media e l'informata blogger Márta Demeter, era Yaid Naffa, uomo sospetto che avrebbe aiutato Gaith Pharaon, ricercato in dall'Fbi americano per frode fiscale, a vivere tranquillo in Ungheria fino alla morte. In Ungheria Gaith Pharaon avrebbe, sempre secondo i media e i blogger, preso casa a un passo da quella di Orbán. Alcuni dicono che da vicino di casa sarebbe stato anche un buon amico del capo dell'esecutivo. Fonti ufficiali ungheresi al momento non hanno espresso né conferme né smentite né no comment sulla notizia. (ha collaborato Ani Horvath)