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Imran Khan (ap)

Così Imran Khan, mistico e donnaiolo, espugna il Pakistan

L’ex campione di cricket e star del jet set si autoproclama vincitore alle urne
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Di che cosa stiamo parlando
Dopo le elezioni in Pakistan Imran Khan si è autoproclamato nuovo primo ministro con la vittoria del suo partito, il Pakistan Tehreek Insaf (Movimento per la giustizia del Pakistan, Pti), con almeno 119 seggi. Tutti gli altri principali partiti denunciano brogli. Pe formare il governo è necessaria una maggioranza di 137 seggi. I risultati ufficiali non sono ancora stati comunicati a causa di “problemi tecnici” dovuti ad un nuovo software elettorale.

BANGKOK - Imran Khan il campione di cricket, il donnaiolo, il politico populista, è alle soglie di una vittoria data per certa nonostante l'indignazione per la denuncia di brogli elettorali. E nonostante le rivelazioni personali come quelle mosse nel libro di una delle sue ex mogli - oltre a una presunta omosessualità - accuse di essere cocainomane e "molestatore seriale" di conduttrici televisive. Nulla è riuscito a fermare la sua lunga scalata alla …
Di che cosa stiamo parlando
Dopo le elezioni in Pakistan Imran Khan si è autoproclamato nuovo primo ministro con la vittoria del suo partito, il Pakistan Tehreek Insaf (Movimento per la giustizia del Pakistan, Pti), con almeno 119 seggi. Tutti gli altri principali partiti denunciano brogli. Pe formare il governo è necessaria una maggioranza di 137 seggi. I risultati ufficiali non sono ancora stati comunicati a causa di “problemi tecnici” dovuti ad un nuovo software elettorale.

BANGKOK - Imran Khan il campione di cricket, il donnaiolo, il politico populista, è alle soglie di una vittoria data per certa nonostante l'indignazione per la denuncia di brogli elettorali. E nonostante le rivelazioni personali come quelle mosse nel libro di una delle sue ex mogli - oltre a una presunta omosessualità - accuse di essere cocainomane e "molestatore seriale" di conduttrici televisive. Nulla è riuscito a fermare la sua lunga scalata alla poltrona di primo ministro.
Un'immagine del 1992: Imran Khan è capitano della nazionale pachistana di cricket e guida la squadra alla vittoria contro l'Inghilterra nella Coppa del mondo (ap)
Nei primi anni '90, già celebre per aver capitanato la squadra che diede al Pakistan la coppa del mondo, era l'unico della sua piccola formazione Tehreek e Insaf (PTI), il Movimento della Giustizia, a racimolare abbastanza voti per un seggio in Parlamento. Già allora le voci dei suoi flirt londinesi negli anni di università a Oxford con donne del bel mondo "infedele" e dei party nei pub a base di alcol proibito per ogni musulmano, non gli impedirono di trasformarsi in un "Masaniello" contro la corruzione delle dinastie politiche come i Bhutto e gli Sharif che ora sono stati sonoramente sconfitti rispettivamente col triplo e col doppio dei voti.

Ad appoggiarlo si dice sia stato l'esercito, nonostante il suo passato non proprio militaresco e una facciata di uomo estremamente religioso, associato a gruppi fondamentalisti (lo hanno chiamato Taliban Khan) ma anche seguace di una visione tollerante dell'Islam come quella Sufi, della quale venera i santi recandosi in pellegrinaggio alle loro tombe. Spesso porta perfino vistosi rosari di preghiera, e ha anche sposato la sua "istruttrice spirituale" in una cerimonia col velo, sebbene anche questo terzo matrimonio sia già traballante.
Il matrimonio con Bushra 
Secondo il libro della seconda moglie Reham, un'ex conduttrice tv pachistana passata alle previsioni del tempo della Bbc, dietro al fervente mistico si celerebbe però un depravato che "guardava le foto degli uomini nudi a letto" mentre lei "gli preparava la cena", che tirava su col naso file di cocaina dicendo che era come "bere mezzo bicchiere di vino". E che soprattutto aveva amanti uomini e donne sia tra membri del suo partito che tra gli attori più popolari.
Imran con la ex moglie Reham 
In altre circostanze certi dettagli avrebbero stroncato il più forte candidato al potere, ma pochi hanno letto, e - visto il risultato finale - ancora meno creduto alle affermazioni di Reham, comprese quelle di "molestie sessuali" nei suoi riguardi prima del matrimonio, o ai messaggini secondo lei spediti da Khan con i suoi genitali a note conduttrici dei programmi tv.   

Nato e cresciuto in una ricca famiglia di origini pashtun a Lahore, con la fama di filantropo e il progressivo successo della sua politica populista, Khan si è con gli anni scrollato di dosso almeno all'esterno gli eccessi della "contaminazione" occidentale. Dopo il fallimento delle prime nozze, da cui sono nati due bambini che ora vivono a Londra, si era pentito di non aver ascoltato sua madre quando in partenza per gli studi di Economia a Oxford gli chiedeva di non portarle a casa figli stranieri. Le ha dedicato un ospedale per curare il cancro che l'aveva uccisa, e ha sposato in seconde nozze una musulmana. Ma non finì bene nemmeno stavolta, visto che è stata proprio Reham a rivelare l'altro volto del leader.
Nel 1995 con la ex moglie Jemima a Lahore (ap)
Nel 1996 con lady Diana, di cui era molto amico (ap)
Un volto che era ben noto nei salotti londinesi per i suoi flirt con donne dell'alta società, oltre che per la sua amicizia con Lady Diana e Mick Jagger. Da una nobildonna figlia del barone White di Hull ebbe una figlia di nome Tyrian da lui mai riconosciuta, specialmente dopo aver sposato un'altra ereditiera, Jemina Goldsmith, figlia di un gioielliere della City che gli ha dato un maschio e una femmina. Mentre Jemina twittava orgogliosa dopo i risultati di ieri che i suoi due pargoli erano "figli del prossimo premier pachistano", continuavano però a circolare in rete anche i brani del libro di Reham dove si dice che l'ex marito aveva avuto "almeno altri cinque figli" da altrettante donne indiane.
1995, con la ex moglie Jemima dopo il matrimonio a Londra (ap)
Con l'ex moglie Jemima a Londra nel 1996 (ap)
Nessun accenno a un'altra storia segreta degli anni ruggenti di Oxford. Quello che conta adesso, è che ieri Khan ha sconfitto alle urne anche il figlio di un'altra vecchia presunta fiamma, Benazir Bhutto.