Germania, otto anni di carcere per l'afgano femminicida
dalla nostra corrispondente TONIA MASTROBUONI
(ansa)
La destra organizza proteste. Il caso rischia di rinfocolare le polemiche dopo gli scontri a Chemnitz. Stasera nella città della Sassonia si terrà un concerto anti-razzismo
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BERLINO. Un femminicidio annunciato. La vittima aveva sporto denuncia pochi giorni prima dell’aggressione fatale. Persino il padre era andato dalla polizia per avvertire che la figlia quindicenne Mia era perseguitata dal suo ex fidanzato Abdul D. Non è servito a nulla. A dicembre del 2017 Abdul ha accoltellato a morte la sua ex, probabilmente per gelosia. E oggi il tribunale della Renania-Palatinato lo ha condannato a otto anni e mezzo di carcere.
Una sentenza che non mancherà di far discutere. E non solo a Kandel, la cittadina del Palatinato dove Mia è stata assassinata e dove la destra ha organizzato subito dopo la sua morte una serie di manifestazioni contro l’omicidio commesso da un profugo.
Il punto è che Abdul D. è stato condannato secondo la legge per i minori. Quando era arrivato in Germania, aveva sostenuto di avere 15 anni. Dopo l’omicidio una perizia della procura aveva stabilito che dovesse averne tra 17,5 e 20. E ad oggi non è chiaro se Abdul abbia origini davvero dall’Afghanistan. In ogni caso, i giudici avevano deciso di trattarlo come un minorenne; perciò il processo era stato condotto a porte chiuse, lasciando fuori la stampa. L’accusa aveva chiesto dieci anni, la difesa sette e mezzo.
Dopo la atroce settimana delle manifestazioni estremiste a Chemnitz, il caso di Abdul rischia di rinfocolare le polemiche. Anche i cortei di Afd, Pegida, neonazisti e hooligan erano partiti come reazione all’omicidio di un falegname tedesco-cubano da parte di un profugo iracheno. E l’aggravante è che all’assassino era stata rifiutata la richiesta di asilo e avrebbe dovuto essere rimpatriato da tempo.
Intanto, stasera nella città sassone sono attese decine di migliaia di persone per un concerto contro l’estremismo di destra cui parteciperà la leggendaria band punk Toten Hosen, ma anche band locali come i Kraftklub o gruppi indie impegnati come Feine Sahne Fischfilet. L’hashtag è “wirsindmehr", “Noi siamo di più”.