Francia, incendio Rouen preoccupa residenti: "Incrostazioni ovunque"
L'incendio all'impianto chimico della società Lubrizol che produce dal 1954 additivi per lubrificanti, è domato. Ma le scuole resteranno chiuse fino a lunedì, ai cittadini più cagionevoli è consigliato di rimanere al riparo in casa e agli agricoltori imposto di monitorare gli animali al pascolo. I medici però rassicurano: "Al di là di irritazioni agli occhi o alla mucosa respiratoria non ci sono tossicità". Associazioni chiedono l'avvio di un'indagine: "Incrostazioni visibili su strade, palazzi e automobili. Quando la gente pulirà inquinerà le acque che finiranno nella Senna". LEGGI L'ARTICOLO
Lo spegnimento è stato confermato dalla prefettura e dai pompieri, i quali hanno comunque deciso di mantenere un presidio sul sito della fabbrica Lubrizol, che si trova a circa 3 chilometri dal centro della città e dalla famosa cattedrale di Rouen e che produce additivi per carburante, da dove sale ancora fumo e persiste un "odore sgradevole".
La preoccupazione sui danni per la salute e sulle conseguenze ecologiche di questo incidente industriale sono altissime. "Capisco la preoccupazione perché era estremamente impressionante. Anche la prefettura si trovava nella traiettoria del pennacchio" di fumo, ha detto oggi il prefetto della Normandia, Pierre-André Durand.
Ma "al di là di irritazioni agli occhi o alla mucosa respiratoria", in relazione agli "odori di idrocarburi", "non vi è alcuna tossicità acuta. Non ci troviamo di fronte a una nuvola di cloro", ha confermato il medico di medicina generale Stéphane Pertuet.
Le scuole tuttavia resteranno chiuse in 12 comuni della zona a lunedì mattina. E la prefettura continua a raccomandare alle persone più cagionevoli e a rischio, di restare al chiuso almeno fino a stasera. Gli agricoltori inoltre devono accertarsi che i loro animali "non consumino alimenti contaminati".
Incendio a Rouen, la nuvola nera di fumo si alza dall'impianto chimico
L'impianto, che impiega circa 400 persone, produce e commercializza additivi che vengono utilizzati per arricchire oli, carburanti o vernici industriali. È stato classificato come "soglia alta Seveso" che indica la sua pericolosità e gode di una supervisione speciale. Secondo le autorità è stato evitato anche l'inquinamento della Senna, che attraversa Parigi prima di Rouen e sfocia nel Canale nel porto di Le Havre.
Questo secondo grave incidente arriva a meno di sette anni da un altro che ha interessato lo stesso impianto. "È scandaloso che il governo affermi che il gruppo Lubrizol stia rispettando le norme del suo stabilimento di Rouen, vista l'entità dell'incendio", ha dichiarato Gérald Le Corre, direttore locale del sindacato CGT. La fabbrica appartenente al gruppo chimico statunitense Lubrizol Corporation, di proprietà del Berkshire Hathaway, holding del miliardario e famoso investitore americano Warren Buffett, "rispetta i canoni di sicurezza" ha specificato ancora il prefetto.
Francia, incendio in impianto chimico a Rouen: fumo visibile a chilometri di distanza
Un vasto incendio è divampato questa notte, intorno alle tre, in un impianto chimico della società Lubrizol, a Rouen, in Francia. L'impianto è classificato "Seveso", sulla base della direttiva europea che impone agli stati membri di identificare i propri siti a rischio. La prefettura ha chiuso le scuole della zona e consigliato ai cittadini di restare in casa. Il fumo si vede a chilometri di distanza, come mostrano le immagni su Twitter. LEGGI L'ARTICOLO
Nel gennaio 2013, l'impianto di Lubrizol ebbe una perdita di gas maleodorante - il mercaptan - che arrivò a Parigi, fino al Regno Unito. Nel 2014, la Lubrizol France fu condannata a una multa di 4 mila euro. "Una somma ridicola", ha dichiarato Le Corre, chiedendo più controlli e che la società sia multata visto che è arrivata a mettere in pericolo anche la vita dei residenti della zona.
Il procuratore ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per distruzione involontaria. Anche l'associazione per la difesa ambientale Robin Hood, ha chiesto l'avvio di un'indagine. Secondo il suo portavoce Jacky Bonnemains, "gravi incrostazioni sono visibili su strade, facciate di palazzi e automobili. Quando la gente pulirà finirà tutto nelle acque e quindi anche nella Senna".