BERLINO - Faceva le pulizie in una scuola elementare di Berlino. E da mesi preparava un attentato sanguinoso. La polizia lo ha arrestato stamane, dopo averlo tenuto sotto stretta osservazione per tre mesi. Il siriano è accusato di aver pianificato un attacco che avrebbe dovuto fare il maggior numero di vittime possibili. Per la Procura è un terrorista islamico.
Da tempo il ventiseienne si scambiava messaggi su una chat di estremisti vicini all’Isis per informarsi su come costruire una bomba. La Procura di Berlino ha confermato che “l’obiettivo di quegli scambi era la preparazione di attacchi terroristici”; l’uomo si era già comprato alcune sostanze chimiche per produrre del perossido di acetone (Tatp), un esplosivo facile da realizzare usato in molti attentati di matrice islamica. La polizia ha anche perquisito il suo appartamento nella capitale.
Secondo Andreas Geisel (Spd), ministro dell’Interno di Berlino (che fa Land a sé), non ci sono indicazioni sul luogo preciso dell’attentato, ma “partiamo dal presupposto che il pericolo fosse grande”. Nelle chat il siriano avrebbe espresso la volontà di uccidere più persone possibili. E’ stato sempre Geisel a precisare che il sospetto terrorista sarebbe stato controllato dagli inquirenti 24 ore su 24, negli ultimi mesi; l’indizio che il fondamentalista stesse pianificando un attacco sarebbe arrivato da “un servizio segreto di un Paese alleato” che avrebbe scoperto la chat dei militanti dell’Isis.
Da tempo il ventiseienne si scambiava messaggi su una chat di estremisti vicini all’Isis per informarsi su come costruire una bomba. La Procura di Berlino ha confermato che “l’obiettivo di quegli scambi era la preparazione di attacchi terroristici”; l’uomo si era già comprato alcune sostanze chimiche per produrre del perossido di acetone (Tatp), un esplosivo facile da realizzare usato in molti attentati di matrice islamica. La polizia ha anche perquisito il suo appartamento nella capitale.
Secondo Andreas Geisel (Spd), ministro dell’Interno di Berlino (che fa Land a sé), non ci sono indicazioni sul luogo preciso dell’attentato, ma “partiamo dal presupposto che il pericolo fosse grande”. Nelle chat il siriano avrebbe espresso la volontà di uccidere più persone possibili. E’ stato sempre Geisel a precisare che il sospetto terrorista sarebbe stato controllato dagli inquirenti 24 ore su 24, negli ultimi mesi; l’indizio che il fondamentalista stesse pianificando un attacco sarebbe arrivato da “un servizio segreto di un Paese alleato” che avrebbe scoperto la chat dei militanti dell’Isis.