OUAGADOUGOU - La strage è avvenuta sabato pomeriggio in un mercato del villaggio di Silgadji nel Nord del Burkina Faso. Secondo fonti governative citate da Rfi, gli assalitori avrebbero prima fatto riunire tutti gli abitanti per poi separare le donne dagli uomini e uccidere questi ultimi. Un testimone ha raccontato che i killer hanno verificato le identità degli uomini prima di ucciderli. Il gruppo armato prima dell'assalto avrebbe isolato il villaggio con degli esplosivi impedendone l'accesso.
Gli Stati Uniti stanno provvedendo all'evacuazione dei familiari (con meno di 21 anni) dei diplomatici e del personale consolare. La regione del Sahel (Niger, Ciad, Mauritania, Burkina Faso, Mali) è sotto pesante attacco dei gruppi jihadisti: da Boko Haram all'Iswap, lo Stato islamico della provincia dell’Africa Occidentale. Solo negli ultimi giorni, tra Mali e Ciad, sono morte 70 persone. E in base al rapporto Onu di gennaio, le perdite di militari di tutta la regione sono aumentate del 116% rispetto ai tre mesi precedenti, con oltre "193 militari morti e più di 4000 vittime civili in tutto il 2019".
Il 20 gennaio, 38 civili sono stati uccisi in due attacchi terroristici nella provincia di Sanmatenga, sempre nel Nord del Paese. I militanti armati si sono fatti strada con la forza tra i banchi nel villaggio di Alamou e hanno ucciso i civili prima di distruggere l'intera struttura. “Questo attacco abietto e ignobile su popolazioni civili ci ricorda, ancora una volta, la crudeltà dei nostri nemici”, denunciò il presidente burkinabé Roch Marc Christian Kaboré. “Dovremo anche, in un sussulto nazionale e patriottico, riaffermare la nostra determinazione e il nostro impegno al fianco delle nostre forze di Difesa e sicurezza”. Il riferimento del presidente è alla legge sul “volontariato per la difesa della patria”, votata il 21 gennaio all’unanimita’ dall’Assemblea nazionale. I volontari, riferisce il sito di informazione Lefaso.net, firmeranno un contratto con lo Stato in cui si impegnano a difendere beni e persone nel proprio villaggio o dipartimento di residenza. Chi si arruolerà non avrà una divisa ma potrà contare sulla fornitura di un “equipaggiamento specifico”. I Vdp, Volontari per la difesa della patria, saranno operativi dopo una formazione di due settimane, che dovrebbe comprendere “educazione ai diritti umani, istruzioni sull’uso delle armi e sulla disciplina”.
Il 13 gennaio a Pau in Francia, il presidente Emmanuel Macron ha ospitato il summit con i Paesi del G5 Sahel, in cui si è concordato di rafforzare la cooperazione militare per far fronte all'avanzata degli attacchi jihadisti. La nuova "Coalizione per il Sahel”, riunirà le forze dei 5 del Sahel e della missione a guida francese Barkhane.
Si fa sempre più drammatica la situazione delle persone che scappano dalla violenza. Nel febbraio 2019 gli sfollati erano 60 mila, oggi, più di 600 mila, numero destinato ad aumentare. "La gente ha paura - ha detto Jan Egeland, segretario generale del Norwegian Refugee Council (Nrc) - Si prevede che questa cifra raggiungerà le 900 mila persone entro aprile di quest'anno, perché la violenza continua a costringere le famiglie a lasciare le loro case".
Gli Stati Uniti stanno provvedendo all'evacuazione dei familiari (con meno di 21 anni) dei diplomatici e del personale consolare. La regione del Sahel (Niger, Ciad, Mauritania, Burkina Faso, Mali) è sotto pesante attacco dei gruppi jihadisti: da Boko Haram all'Iswap, lo Stato islamico della provincia dell’Africa Occidentale. Solo negli ultimi giorni, tra Mali e Ciad, sono morte 70 persone. E in base al rapporto Onu di gennaio, le perdite di militari di tutta la regione sono aumentate del 116% rispetto ai tre mesi precedenti, con oltre "193 militari morti e più di 4000 vittime civili in tutto il 2019".
Il 20 gennaio, 38 civili sono stati uccisi in due attacchi terroristici nella provincia di Sanmatenga, sempre nel Nord del Paese. I militanti armati si sono fatti strada con la forza tra i banchi nel villaggio di Alamou e hanno ucciso i civili prima di distruggere l'intera struttura. “Questo attacco abietto e ignobile su popolazioni civili ci ricorda, ancora una volta, la crudeltà dei nostri nemici”, denunciò il presidente burkinabé Roch Marc Christian Kaboré. “Dovremo anche, in un sussulto nazionale e patriottico, riaffermare la nostra determinazione e il nostro impegno al fianco delle nostre forze di Difesa e sicurezza”. Il riferimento del presidente è alla legge sul “volontariato per la difesa della patria”, votata il 21 gennaio all’unanimita’ dall’Assemblea nazionale. I volontari, riferisce il sito di informazione Lefaso.net, firmeranno un contratto con lo Stato in cui si impegnano a difendere beni e persone nel proprio villaggio o dipartimento di residenza. Chi si arruolerà non avrà una divisa ma potrà contare sulla fornitura di un “equipaggiamento specifico”. I Vdp, Volontari per la difesa della patria, saranno operativi dopo una formazione di due settimane, che dovrebbe comprendere “educazione ai diritti umani, istruzioni sull’uso delle armi e sulla disciplina”.
Il 13 gennaio a Pau in Francia, il presidente Emmanuel Macron ha ospitato il summit con i Paesi del G5 Sahel, in cui si è concordato di rafforzare la cooperazione militare per far fronte all'avanzata degli attacchi jihadisti. La nuova "Coalizione per il Sahel”, riunirà le forze dei 5 del Sahel e della missione a guida francese Barkhane.
Si fa sempre più drammatica la situazione delle persone che scappano dalla violenza. Nel febbraio 2019 gli sfollati erano 60 mila, oggi, più di 600 mila, numero destinato ad aumentare. "La gente ha paura - ha detto Jan Egeland, segretario generale del Norwegian Refugee Council (Nrc) - Si prevede che questa cifra raggiungerà le 900 mila persone entro aprile di quest'anno, perché la violenza continua a costringere le famiglie a lasciare le loro case".