"Gli Usa sequestrano 4 petroliere cariche di greggio iraniano"
Scoop del Wall Street Journal: è la prima volta che Washington compie un'operazione simile. Lo scopo è aumentare la pressione su Teheran
WASHINGTON - Lo scontro fra Washington e Teheran sale ancora di livello dopo che gli Stati Uniti hanno confiscato quattro petroliere cariche di petrolio iraniano dirette in Venezuela: le navi, secondo Washington, operavano in violazione delle sanzioni imposte sull'Iran dall'Amministrazione Trump. La confisca è avvenuta nei giorni scorsi ed è stata raccontata dal Wall Street Journal: non ci sono ancora conferme ufficiali.
Fonti dell'Amministrazione Trump hanno spiegato ai giornalisti del quotidiano che la confisca è avvenuta in modo pacifico e che non c'è stato alcun uso di forza militare: le petroliere - Luna, Pandi, Berign e Bella - stanno facendo ora rotta per Houston, uno dei principali centri petroliferi americani. Quando arriveranno l'intera operazione sarà con tutta probabilità resa pubblica. La speranza degli americani è che la mossa scoraggi il settore petrolifero in tutti i suoi rami, ma anche q…
Fonti dell'Amministrazione Trump hanno spiegato ai giornalisti del quotidiano che la confisca è avvenuta in modo pacifico e che non c'è stato alcun uso di forza militare: le petroliere - Luna, Pandi, Berign e Bella - stanno facendo ora rotta per Houston, uno dei principali centri petroliferi americani. Quando arriveranno l'intera operazione sarà con tutta probabilità resa pubblica. La speranza degli americani è che la mossa scoraggi il settore petrolifero in tutti i suoi rami, ma anche q…
WASHINGTON - Lo scontro fra Washington e Teheran sale ancora di livello dopo che gli Stati Uniti hanno confiscato quattro petroliere cariche di petrolio iraniano dirette in Venezuela: le navi, secondo Washington, operavano in violazione delle sanzioni imposte sull'Iran dall'Amministrazione Trump. La confisca è avvenuta nei giorni scorsi ed è stata raccontata dal Wall Street Journal: non ci sono ancora conferme ufficiali.
Fonti dell'Amministrazione Trump hanno spiegato ai giornalisti del quotidiano che la confisca è avvenuta in modo pacifico e che non c'è stato alcun uso di forza militare: le petroliere - Luna, Pandi, Berign e Bella - stanno facendo ora rotta per Houston, uno dei principali centri petroliferi americani. Quando arriveranno l'intera operazione sarà con tutta probabilità resa pubblica. La speranza degli americani è che la mossa scoraggi il settore petrolifero in tutti i suoi rami, ma anche quello finanziario internazionale, a fare affari con Iran e Venezuela. Un primo gruppo di petroliere aveva raggiunto il Venezuela fra maggio e giugno.
Ambedue i Paesi sono colpiti da un drastico regime di sanzioni decretato dagli Stati Uniti. Quelle contro l'Iran erano state parzialmente tolte da Barack Obama dopo la firma dell'accordo sul nucleare, poi sono state ripristinate ed inasprite dall'Amministrazione Trump che ha denunciato quell'accordo nel maggio 2018. L'embargo al Venezuela è una pressione contro il regime Maduro, considerato illeggittimo, e colpevole di abusi contro i diritti umani. Gli Stati Uniti continuano formalmente a riconoscere come rappresentante legittimo di Caracas il capo dell'opposizione Juan Guaidò
Il mese scorso i pubblici ministeri federali degli Stati Uniti avevano intentato una causa per sequestrare quattro petroliere cariche di benzina che l'Iran stava inviando in Venezuela, nel tentativo dell'amministrazione di soffocare i flussi di merci e denaro che contribuiscono a mantenere al potere due dei suoi principali nemici. Secondo le accuse, un uomo d'affari iraniano affiliato al Corpo delle Guardie rivoluzionarie, l'unità militare d'élite iraniana designata dagli Stati Uniti come gruppo terroristico, ha organizzato le consegne di carburante attraverso una rete di società di comodo per evitare il rilevamento ed eludere le sanzioni statunitensi.
Già lo scorso anno Washington aveva tentato di sequestrare una petroliera accusata di trasportare greggio iraniano, ma l'operazione non aveva avuto successo: dopo uno stop a Gibilterra e un braccio di ferro fra Londra e Washington la nave aveva ripreso il largo.
Fonti dell'Amministrazione Trump hanno spiegato ai giornalisti del quotidiano che la confisca è avvenuta in modo pacifico e che non c'è stato alcun uso di forza militare: le petroliere - Luna, Pandi, Berign e Bella - stanno facendo ora rotta per Houston, uno dei principali centri petroliferi americani. Quando arriveranno l'intera operazione sarà con tutta probabilità resa pubblica. La speranza degli americani è che la mossa scoraggi il settore petrolifero in tutti i suoi rami, ma anche quello finanziario internazionale, a fare affari con Iran e Venezuela. Un primo gruppo di petroliere aveva raggiunto il Venezuela fra maggio e giugno.
Ambedue i Paesi sono colpiti da un drastico regime di sanzioni decretato dagli Stati Uniti. Quelle contro l'Iran erano state parzialmente tolte da Barack Obama dopo la firma dell'accordo sul nucleare, poi sono state ripristinate ed inasprite dall'Amministrazione Trump che ha denunciato quell'accordo nel maggio 2018. L'embargo al Venezuela è una pressione contro il regime Maduro, considerato illeggittimo, e colpevole di abusi contro i diritti umani. Gli Stati Uniti continuano formalmente a riconoscere come rappresentante legittimo di Caracas il capo dell'opposizione Juan Guaidò
Il mese scorso i pubblici ministeri federali degli Stati Uniti avevano intentato una causa per sequestrare quattro petroliere cariche di benzina che l'Iran stava inviando in Venezuela, nel tentativo dell'amministrazione di soffocare i flussi di merci e denaro che contribuiscono a mantenere al potere due dei suoi principali nemici. Secondo le accuse, un uomo d'affari iraniano affiliato al Corpo delle Guardie rivoluzionarie, l'unità militare d'élite iraniana designata dagli Stati Uniti come gruppo terroristico, ha organizzato le consegne di carburante attraverso una rete di società di comodo per evitare il rilevamento ed eludere le sanzioni statunitensi.
Già lo scorso anno Washington aveva tentato di sequestrare una petroliera accusata di trasportare greggio iraniano, ma l'operazione non aveva avuto successo: dopo uno stop a Gibilterra e un braccio di ferro fra Londra e Washington la nave aveva ripreso il largo.