Navalnyj, Stati Uniti a Mosca: "Se è stato avvelenato misure senza precedenti"
Aleksej Navalnyj (reuters)
Lo riferisce il ministero degli Esteri russo dopo l'incontro di Lavrov con Stephen Biegun, il vice segretario di Stato americano. Farnesina: "Le autorità russe avviino al più presto una indagine indipendente e trasparente"
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MOSCA - Il vice segretario di Stato americano Stephen Biegun ha detto al ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov che Washington potrebbe prendere seri provvedimenti contro la Russia se si dimostra che l'attivista dell'opposizione Aleksej Navalnyj è stato avvelenato.
A renderlo noto è il ministero degli Esteri russo. ""Avendo classificato l'accaduto un 'incidente', la parte americana ha sottolineato che in caso di conferma del suo avvelenamento in quanto attivista dell'opposizione Washington prenderà misure che farebbero impallidire la reazione pubblica degli Stati Uniti all'ingerenza russa nelle elezioni presidenziali americane del 2016", si legge nella nota ripresa da Interfax.
Anche il segretario di Stato Mike Pompeo ha sottolineato come gli Usa siano profondamente preoccupati per le conclusioni preliminari riportate da esperti medici tedeschi dell'ospedale tedesco Charité. "Se i rapporti si dimostreranno accurati, gli Stati Uniti appoggeranno la richiesta dell'Ue di un'indagine completa e sono pronti a fornire assistenza in questo sforzo". "La famiglia Navalnyj e il popolo russo meritano di veder condotta una indagine piena e trasparente, e che i responsabili siano puniti", ha aggiunto.
"Profonda preoccupazione" è quanto espresso anche dal Ministero degli Esteri italiano. "Sosteniamo con forza - scrive la Farnesina - l'esigenza che si faccia rapidamente piena luce su questi gravissimi accadimenti e, in linea con quanto già richiesto in sede Ue, auspichiamo che le autorità russe avviino al più presto una indagine indipendente e trasparente con l'obiettivo di assicurare i responsabili alla giustizia".
Un'indagine dopo il rapporto dei medici tedeschi che parla di "segni di avvelenamento" è stata chiesta anche dalla Francia e dalla Germania che, secondo il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov è stata troppo frettolosa: "Né i medici in Russia né quelli tedeschi possono determinare la causa del calo di colinesterasi nel corpo" di Navalnyj. Anche i dottori russi, ha continuato il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, "all'inizio avevano considerato la possibilità di un avvelenamento", ma la sostanza che ha portato al drastico peggioramento dell'attivista "non è stata identificata".