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Nucleare iraniano, il tempo stringe

Esperti nucleari nell'impianto di Isfahan 
Joe Biden vuole tornare all'accordo con Teheran raggiunto nell'era Obama, come anche l'Europa auspica. Trump continua a imporre sanzioni che non hanno fermato il programma nucleare iraniano. Che cosa accadrà? Parlano gli esperti Raz Zimmt e Trita Parsi. Questo contenuto fa parte della newsletter Continental Breakfast, una selezione di articoli pubblicati dall'alleanza LENA (Leading European Newspaper Alliance). Per vedere un'anteprima potete cliccare qui / Per iscrivervi e riceverla ogni settimana sulla vostra casella di posta elettronica potete cliccare qui
1 minuti di lettura
L’Iran annuncia che molte compagnie si stanno già organizzando per tornare a fare affari a Teheran in vista del cambio di inquilino alla Casa Bianca. L’Europa spera di poter tornare all’accordo sul nucleare stretto con la Repubblica islamica nell’era Obama. Joe Biden ha chiarito di volersi muovere in quella direzione, ma vorrebbe ampliare gli impegni iraniani contemplati nel testo del 2015. Intanto Donald Trump continua a imporre sanzioni contro Teheran non discostandosi dalla sua politica di “massima pressione”.

Abbiamo chiesto a Raz Zimmt, israeliano, ricercatore presso l’Institute for National Security Studies e a Trita Parsi, politologo iraniano naturalizzato svedese e vicepresidente del Quincy Institute for Responsible Statecraft, cosa ci si può aspettare nei prossimi mesi da uno dei fronti più caldi della politica internazionale.
L’Iran annuncia che molte compagnie si stanno già organizzando per tornare a fare affari a Teheran in vista del cambio di inquilino alla Casa Bianca. L’Europa spera di poter tornare all’accordo sul nucleare stretto con la Repubblica islamica nell’era Obama. Joe Biden ha chiarito di volersi muovere in quella direzione, ma vorrebbe ampliare gli impegni iraniani contemplati nel testo del 2015. Intanto Donald Trump continua a imporre sanzioni contro Teheran non discostandosi dalla sua politica di “massima pressione”.

Abbiamo chiesto a Raz Zimmt, israeliano, ricercatore presso l’Institute for National Security Studies e a Trita Parsi, politologo iraniano naturalizzato svedese e vicepresidente del Quincy Institute for Responsible Statecraft, cosa ci si può aspettare nei prossimi mesi da uno dei fronti più caldi della politica internazionale.