Putilo, il blogger che ha dato voce alla rivolta bielorussa
di Rosalba Castelletti , di Rosalba CastellettiInsieme a Tikhanovskaja, il fondatore del canale Telegram “Nexta” riceverà a nome dell'opposizione bielorussa il Premio Sakharov per la libertà di pensiero conferito dal Parlamento europeo: “Sono disposto a fare qualsiasi sacrificio pur di tornare dall’esilio. Succederà presto, tra meno di un anno. Lukashenko ha i giorni contati”
Senza il ventiduenne Stepan Putilo non ci sarebbe nessun movimento di protesta in Bielorussa. Pur rimasta senza leader, da oltre 100 giorni l'opposizione all'autoritario presidente Aleksandr Lukashenko scende in piazza, sciopera, sventola bandiere bianche e rosse grazie al suo canale "Nexta" sull'applicazione di messaggistica Telegram, l'unica in grado di eludere i continui blocchi di Internet imposti dal regime o di aggirare la censura grazie alla cifratura delle conversazioni.
"Sono diventato il megafono della rivolta. È capitato, mio malgrado. Ma adesso sento una grande responsabilità. Quello che scrivo ha un impatto notevole", spiega a Repubblica in video-collegamento da Bruxelles dove oggi, insieme all'ex candidata alle presidenziali Svetlana Tikhanovskaja, riceverà a nome dell'opposizione bielorussa il Premio Sakharov per la libertà di pensiero conferito dal Parlamento europeo.
Seguendo l'esempio del r…
"Sono diventato il megafono della rivolta. È capitato, mio malgrado. Ma adesso sento una grande responsabilità. Quello che scrivo ha un impatto notevole", spiega a Repubblica in video-collegamento da Bruxelles dove oggi, insieme all'ex candidata alle presidenziali Svetlana Tikhanovskaja, riceverà a nome dell'opposizione bielorussa il Premio Sakharov per la libertà di pensiero conferito dal Parlamento europeo.
Seguendo l'esempio del r…
Senza il ventiduenne Stepan Putilo non ci sarebbe nessun movimento di protesta in Bielorussa. Pur rimasta senza leader, da oltre 100 giorni l'opposizione all'autoritario presidente Aleksandr Lukashenko scende in piazza, sciopera, sventola bandiere bianche e rosse grazie al suo canale "Nexta" sull'applicazione di messaggistica Telegram, l'unica in grado di eludere i continui blocchi di Internet imposti dal regime o di aggirare la censura grazie alla cifratura delle conversazioni.
"Sono diventato il megafono della rivolta. È capitato, mio malgrado. Ma adesso sento una grande responsabilità. Quello che scrivo ha un impatto notevole", spiega a Repubblica in video-collegamento da Bruxelles dove oggi, insieme all'ex candidata alle presidenziali Svetlana Tikhanovskaja, riceverà a nome dell'opposizione bielorussa il Premio Sakharov per la libertà di pensiero conferito dal Parlamento europeo.
Seguendo l'esempio del russo Aleksej Navalnyj, "una fonte d'ispirazione", Putilo (anche noto come Svetlov) ha iniziato la sua carriera di blogger nel 2015, pubblicando video musicali satirici su YouTube. Ma ben presto ha iniziato a divulgare anche prove di corruzione e ingiustizie, spesso fornite da fonti "insider", culminate nel documentario Fedina penale sulla salita al potere di Lukashenko.
È migrato su Telegram nel 2018 dopo l'accusa di "insulto al presidente" e una perquisizione in casa. Putilo si trovava in Polonia e non è più tornato in Bielorussia. Ma il suo esilio è diventata la sua forza. Dopo le contestate presidenziali del 9 agosto e l'inizio delle proteste, il governo ha iniziato ad arrestare i giornalisti e a bloccare i media indipendenti. Mentre il canale di Putilo da poche centinaia di migliaia di utenti è arrivato a contarne oltre 2 milioni.
Oggi Nexta (pronuncia niek-ta, "qualcuno" in bielorusso) da essenziale canale d'informazione si è trasformato nel coordinatore di fatto delle proteste. Ogni giorno invia l'elenco degli orari e dei luoghi delle manifestazioni, incoraggiamenti, avvertimenti e testimonianze.
"Nessun altro può farlo in Bielorussia perché verrebbe arrestato. La gente si fida di noi perché continuiamo a pubblicare anche quando il governo blocca Internet, mostriamo la verità su quello che accade nel Paese, diffondiamo i loro appelli e diamo consigli sulla sicurezza". Le informazioni arrivano da un esercito di "qualcuno", al ritmo di 300 messaggi al minuto. "Verifichiamo tutto. Ci sono tentativi di disinformazione, ma usiamo vari filtri per arginarli".
C'è un prezzo da pagare. Il governo ha emesso un mandato d'arresto internazionale a suo nome e definito Nexta un canale "estremista". Accusato di organizzare disordini di massa, Putilo rischia fino a 15 anni di carcere se tornasse in Bielorussia. "Sì, non è semplice. Non dormo molto, non riposo mai. Ma sono disposto a fare qualsiasi sacrificio pur di tornare a vivere in Bielorussia, in una Bielorussia democratica. Mi riposerò quando tornerò a Minsk".
E quando succederà? "Credo tra meno di un anno. Ci sono state repressioni, arresti, torture. Ma la gente continua a scendere in piazza. Anche con la pioggia, la neve, il gelo. Perché sa che ne vale la pena. Lukashenko non ha più sostegno politico né popolare. I suoi giorni sono contati. E quando tornerò, tutti i prigionieri politici verranno liberati e finalmente si terranno elezioni libere e oneste".
"Sono diventato il megafono della rivolta. È capitato, mio malgrado. Ma adesso sento una grande responsabilità. Quello che scrivo ha un impatto notevole", spiega a Repubblica in video-collegamento da Bruxelles dove oggi, insieme all'ex candidata alle presidenziali Svetlana Tikhanovskaja, riceverà a nome dell'opposizione bielorussa il Premio Sakharov per la libertà di pensiero conferito dal Parlamento europeo.
Seguendo l'esempio del russo Aleksej Navalnyj, "una fonte d'ispirazione", Putilo (anche noto come Svetlov) ha iniziato la sua carriera di blogger nel 2015, pubblicando video musicali satirici su YouTube. Ma ben presto ha iniziato a divulgare anche prove di corruzione e ingiustizie, spesso fornite da fonti "insider", culminate nel documentario Fedina penale sulla salita al potere di Lukashenko.
È migrato su Telegram nel 2018 dopo l'accusa di "insulto al presidente" e una perquisizione in casa. Putilo si trovava in Polonia e non è più tornato in Bielorussia. Ma il suo esilio è diventata la sua forza. Dopo le contestate presidenziali del 9 agosto e l'inizio delle proteste, il governo ha iniziato ad arrestare i giornalisti e a bloccare i media indipendenti. Mentre il canale di Putilo da poche centinaia di migliaia di utenti è arrivato a contarne oltre 2 milioni.
Oggi Nexta (pronuncia niek-ta, "qualcuno" in bielorusso) da essenziale canale d'informazione si è trasformato nel coordinatore di fatto delle proteste. Ogni giorno invia l'elenco degli orari e dei luoghi delle manifestazioni, incoraggiamenti, avvertimenti e testimonianze.
"Nessun altro può farlo in Bielorussia perché verrebbe arrestato. La gente si fida di noi perché continuiamo a pubblicare anche quando il governo blocca Internet, mostriamo la verità su quello che accade nel Paese, diffondiamo i loro appelli e diamo consigli sulla sicurezza". Le informazioni arrivano da un esercito di "qualcuno", al ritmo di 300 messaggi al minuto. "Verifichiamo tutto. Ci sono tentativi di disinformazione, ma usiamo vari filtri per arginarli".
C'è un prezzo da pagare. Il governo ha emesso un mandato d'arresto internazionale a suo nome e definito Nexta un canale "estremista". Accusato di organizzare disordini di massa, Putilo rischia fino a 15 anni di carcere se tornasse in Bielorussia. "Sì, non è semplice. Non dormo molto, non riposo mai. Ma sono disposto a fare qualsiasi sacrificio pur di tornare a vivere in Bielorussia, in una Bielorussia democratica. Mi riposerò quando tornerò a Minsk".
E quando succederà? "Credo tra meno di un anno. Ci sono state repressioni, arresti, torture. Ma la gente continua a scendere in piazza. Anche con la pioggia, la neve, il gelo. Perché sa che ne vale la pena. Lukashenko non ha più sostegno politico né popolare. I suoi giorni sono contati. E quando tornerò, tutti i prigionieri politici verranno liberati e finalmente si terranno elezioni libere e oneste".