Esteri

Siria, i jet di Mosca bombardano, 21 jihadisti uccisi

Ribelli antigovernativi manifestano a Idlib (afp)
Oltre 130 raid contro le cellule superstiti dell'Isis, dice l'Osservatorio siriano per i diritti umani
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DAMASCO - Almeno 21 jihadisti dell’Isis sono rimasti uccisi nei bombardamenti effettuati dall'aviazione russa in diverse regioni della Siria: secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani i fondamentalisti sono stati colpiti in almeno 130 attacchi aerei nelle ultime 24 ore, indirizzati proprio contro le cellule rimaste dello Stato islamico. I caccia di Mosca hanno colpito in un'area fra le province di Aleppo, Hama e Raqqa, nel nord della Siria, ma anche nelle zone di Homs (al centro) e Deir Ezzor (a est). Gli attacchi, proseguiti anche questa mattina, sono la risposta a una serie di attentati firmati venerdì dall’Isis contro le forze di Damasco e gli alleati, in cui sono stati uccisi almeno otto membri di una milizia filo-governativa.

Nonostante la caduta del Califfato nel marzo 2019, l'Isis continua a compiere attacchi mortali in Siria, in particolare nel deserto di Badiya, dalla provincia centrale di Homs a quella di Deir Ezzor, al confine con l’Iraq. Negli ultimi mesi in quest’area jihadisti e forze di Bashar al Assad, sostenute dagli alleati, si sono affrontati frequentemente. Da marzo 2019 oltre 1.300 militari governativi sono caduti negli scontri, così come 145 membri di milizie filo-iraniane, contro più di 750 jihadisti dell'Isis, secondo i dati dell’Osservatorio.

Partita nel marzo 2011, la guerra in Siria ha provocato più di 387.000 morti e milioni di sfollati. L'intervento di potenze straniere e l'ascesa dei gruppi jihadisti ha complicato ulteriormente il quadro. La Russia sostiene le forze governative siriane dal 2015 e grazie a questo sostegno Bashar al Assad è stato in grado di riconquistare gran parte del territorio perso all'inizio del conflitto.