Contro aborto e gay, l'università polacca che vuole sfidare le democrazie liberali
di Dominika Wielowieyska , di Dominika WielowieyskaI docenti del Collegium Intermarium non hanno pubblicato su riviste importanti, non hanno insegnato nelle principali università. Lavorano in università secondarie o strettamente religiose. Conosciamo da vicino l’università dell’istituto ultracattolico Ordo Iuris. Ordo Iuris ha fondato una sua università con il nome di Collegium Intermarium. Sarà guidata dall’avvocato Tymoteusz Zych, vicepresidente dello stesso Ordo Iuris. I fondatori dichiarano che “la missione del Collegium Intermarium è quella di un contesto per favorire la collaborazione tra gli accademici dei paesi dell’Europa centrale”. Le lezioni degli studi multilingue inizieranno il prossimo ottobre.
Il corso di studi trainante sarà quello in giurisprudenza. È stato lanciato un programma di studi post-laurea in lingua inglese dedicato alle questioni relative ai diritti umani. L’elenco dei docenti indica che l’essenza di qu…
I docenti del Collegium Intermarium non hanno pubblicato su riviste importanti, non hanno insegnato nelle principali università. Lavorano in università secondarie o strettamente religiose. Conosciamo da vicino l’università dell’istituto ultracattolico Ordo Iuris. Ordo Iuris ha fondato una sua università con il nome di Collegium Intermarium. Sarà guidata dall’avvocato Tymoteusz Zych, vicepresidente dello stesso Ordo Iuris. I fondatori dichiarano che “la missione del Collegium Intermarium è quella di un contesto per favorire la collaborazione tra gli accademici dei paesi dell’Europa centrale”. Le lezioni degli studi multilingue inizieranno il prossimo ottobre.
Il corso di studi trainante sarà quello in giurisprudenza. È stato lanciato un programma di studi post-laurea in lingua inglese dedicato alle questioni relative ai diritti umani. L’elenco dei docenti indica che l’essenza di questi diritti risiede nel rifiuto dell'aborto e nella messa al bando delle unioni e dei matrimoni omosessuali.
Il Collegium Intermarium è stato aperto ufficialmente il 28 maggio dal Ministro dell’Istruzione Przemyslaw Czarnek. Tra i relatori invitati a parlare all’apertura si annoverano l’ex presidente e il primo ministro della Repubblica Ceca, il famoso euroscettico filorusso Vaclav Klaus, il vicepresidente del Consiglio dei ministri Piotr Glilski e il ministro della Giustizia ungherese Judit Varga. C’era anche il professor Andrzej Zybertowicz, consigliere del presidente polacco Duda, e la filosofa cattolica francese Chantal Delsol.
Il vasto elenco di docenti stranieri dovrebbe assicurare l’afflusso dei futuri studenti. Non mancano avvocati e politologi polacchi. “Un'accozzaglia di fautori dell’autoritarismo (tra cui il principale ideologo di Orbán), di euroscettici e comuni fanatici (per esempio un ideologo dei diritti dei padri vicino agli ambienti dei suprematisti bianchi degli Stati Uniti)”, sintetizza su Twitter il professor Wojciech Sadurski dell’Università di Sydney e del Centro Europeo dell’Università di Varsavia. “Nessuno di questi avvocati può vantare un qualche riconoscimento internazionale. Non hanno mai pubblicato sulle principali riviste scientifiche e neppure hanno ricoperto funzioni di ricerca presso rinomati atenei. Sono attivi in università secondarie o in altre di stretto orientamento religioso e di rango anche inferiore. Unica eccezione è rappresentata da Chantal Delsol, filosofa di fama mondiale.
Per quanto riguarda i docenti polacchi, ci sono appena un paio di scienziati, alcuni impiegati in università cattoliche, che possono vantare un curriculum decente. Abbondano invece i giovani avvocati legati a Ordo Iuris. E non mancano i fanatici”, è il giudizio del professor Sadurski. Anche secondo l’avvocato Michal Wawrykiewicz: “Quanto ai docenti stranieri, nessuno di loro costituisce un’autorità riconosciuta in qualsiasi ambito”.
Dice il professor Marek Safjan, giudice della Corte di giustizia dell’UE: “Non conosco neppure uno dei decenti e delle autorità di questo ateneo. Non posso dire nulla sui loro risultati scientifici, perché non ho mai avuto a che fare con loro”.
Ingrid Detter de Frankopan: la duchessa della Brexit
Il posto d’onore nell’elenco dei docenti è occupato dalla “duchessa e professoressa Ingrid Detter de Frankopan”, avvocatessa svedese che si occupa di diritto internazionale e militare. Il Collegium Intermarium le ha affidato la funzione di “capo del Dipartimento di Diritto Internazionale”. Alla pagina del sito del nuovo ateneo si legge: “Eccezionale specialista in diritto internazionale, professore emerito all’Università di Stoccolma. Consulente nell’ambito del diritto internazionale pubblico e privato, del diritto dell’UE, incluso il diritto di uscire dall’organizzazione. Nel 1984-2005 è stata consigliera di papa Giovanni Paolo II”. “Ho avuto molti incontri con il papa. Mi aveva chiesto un rapporto sulla questione dell’indipendenza degli Stati baltici. Quando ho portato il documento per consegnarlo nelle mani del segretario del Papa, Padre Stanislaw Dziwisz mi ha invitata nell’ufficio del Pontefice perché glielo consegnassi personalmente”, ha dichiarato Frankopan al settimanale “Wprost”.
Il corrispondente del “Deutsche Welle” Tomasz Bielecki ha frugato tra i documenti resi accessibili dal Vaticano e non ha trovato alcuna menzione di Frankopan, per quanto 21 anni di consulenza non siano un periodo di tempo da non lasciare traccia. In un’altra nota, Frankopan scrive di essere stata consigliera del Papa per oltre 25 anni. Chiedo ad alcune persone al corrente dei rapporti in Vaticano ai tempi di Giovanni Paolo II se siano al corrente del lungo e stretto rapporto tra la sedicente duchessa e il Pontefice. Ricevo una sola risposta: “L’unica donna che può essere considerata una consigliera e un’amica di Karol Wojtyla è Wanda Póltawska. È la prima volta che mi capita di sentire che il Papa abbia avuto bisogno di consulenti legali esterni. In Vaticano, tutte le perizie e i rapporti di diritto internazionale vengono messi a punto esclusivamente dalla Segreteria di Stato”. Un altro mio interlocutore aggiunge che l’avvocatessa con cui il Papa ha consultato gli aspetti legali dell’aborto è Mary Ann Glendon, divenuta poi ambasciatrice degli Stati Uniti presso la Santa Sede.
Il dottor Filip Ludwin scrive per conto del Collegium Intermarium in una e-mail indirizzata a “Gazeta Wyborcza”: “Il fatto che San Giovanni Paolo II sia stato consigliato dalla duchessa Ingrid Detter de Frankopan può essere confermato dal cardinale Stanislaw Dziwisz”. Alla mia richiesta di conferma Dziwisz mi ha risposto: “La professoressa Frankopan non è mai stata consigliera del Santo Padre Giovanni Paolo II in nessuna questione. Nel giro di alcuni anni, in seguito a sue richieste di udienza, posso dire che si sono verificati vari incontri tra di loro. Le conversazioni riguardavano l’attività scientifica della professoressa. Personalmente non ho mai preso parte a queste conversazioni, che di solito avevano forma di brevi udienze. Ho sempre avuto l’impressione che in campo scientifico sia una persona competente e impegnata”.
“La signora Frankopan sembra una ciarlatana uscita direttamente dall’operetta La principessa della ciarda”, dice ridendo il professor Sadurski. “I suoi variopinti capelli con le piume sono il coronamento di un’immagine del tutto eccezionale”. E forse questa immagine era eccessiva anche per le autorità del Collegium, perché la foto della Frankopan con un cappello di piume colorate è stata poi rimossa dal sito Web e sostituita con un ritratto più sobrio senza cappello e in un abito blu spento.
Colorita è anche la storia di come ha acquisito il titolo nobiliare: nel 1991, il marito di Ingrid Detter, l’immigrato e imprenditore croato Vjekoslav Nikola Dujmil-Vukasinovil, divenuto poi Vjekoslav Nikola Antun Dojmi di Delupis, allora cittadino britannico, ha cambiato nome e cognome in Louis Doimi de Frankopan Šubil Zrinski. Il diritto civile britannico permette simili operazioni, ma sarebbe un po’ come – ha scritto su Wyborcza.pl il professor Sergiusz Michalski – “se un immigrato polacco nel Regno Unito aggiungesse altisonanti nomi di casate nobiliari polacche tipo ‘Radziwill-Lubomirski-Sapieha’ al proprio cognome”. Le famiglie aristocratiche croate hanno protestato poiché la stirpe dei Frankopan risulta estinta dal XVII secolo. Le accuse indirizzate alla sedicente duchessa sono state respinte da Jacek W. Bartyzel, responsabile dell’ufficio delle pubbliche relazioni dell’ateneo. “Simili accuse di usurpazione basate su Wikipedia non vanno trattate seriamente. Immagino che proveranno anche a negare i rapporti con i Windsor (Paola, la figlia della duchessa, è sposata con Nicholas Windsor). Senza contare che l’epiteto di ‘ciarlatana’ indirizzato a una persona che costituisce un’autorità nel campo del diritto è ancora più offensivo”. È stata tuttavia la stampa britannica e svedese – anche in occasione del matrimonio di Paola Frankopan con Nicholas Windsor – a sollevare dei dubbi riguardo al titolo nobiliare della sposa facendo riferimento a informazioni ottenute dalle associazioni degli aristocratici croati. Ne ha parlato anche “La Stampa”.
Dagli archivi dei siti di informazione svedesi si scopre che Ingrid Detter si è separata dall’Università di Stoccolma verso la metà degli anni Novanta dopo violente controversie che hanno coinvolto i tribunali e la Commissione disciplinare dell’ateneo. Il “Dagens Nyheter” nel 1993 riportava le parole di Ronnie Eklund, direttore del Dipartimento di Diritto dell’Università di Stoccolma: “Si tratta di un caso unico. Ci sono molte accuse e il modo in cui tratta gli studenti è sconvolgente […]. Ingrid Detter è stata nominata professoressa di diritto internazionale nel 1988. I problemi sono cominciati fin dall’inizio. Nel 1990, in seguito a diversi suoi comportamenti scorretti, è intervenuta per la prima volta la Commissione disciplinare. La Detter si è impegnata a rispettare le regole, ma la situazione non è migliorata. Nel 1992, la Commissione è intervenuta una seconda volta. Il Consiglio di ateneo ha chiesto il suo licenziamento, il che costituisce un provvedimento eccezionale”.
L’università ha articolato le sue accuse in un documento di ben 250 pagine. Riporta ancora il “Dagens Nyheter”: “Le autorità accademiche hanno accusato Ingrid Detter di aver trasmesso false informazioni agli studenti e di avere condotto gli esami in palese contrasto con la deontologia professionale. La facilità con cui gli studenti superavano i suoi esami ha seriamente compromesso la qualità e la credibilità dell’ateneo. Sono emerse gravi inadempienze a livello amministrativo e didattico: Ingrid Detter trascurava conti e fatture e utilizzava i fondi di ricerca per scopi privati. Ma l’accusa più grave è stata quella di aver fatto pressione su due studentesse che avevano presentato delle lagnanze nei suoi confronti: se le avessero ritirate una avrebbe conseguito un voto più alto e l’altra il diritto a ripetere l’esame”. Nel corso del processo che ne è seguito la Detter ha chiesto un risarcimento all’università per le accuse formulate nei suoi confronti, ma ha perso la causa.
Il “Dagens Nyheter” ha chiesto più volte a Ingrid Detter di commentare le accuse che le sono state rivolte, ma non ha mai avuto risposta. Scrive il giornalista: “La sua posizione emerge comunque dalla lettura della decisione della Commissione disciplinare dell’Università di Stoccolma. In sostanza la professoressa nega ogni addebito. Agli studenti avrebbe fornito informazioni veritiere. La mancanza di spazi adeguati e la numerosità dei gruppi degli studenti avrebbero reso difficile la pianificazione degli esami. Per quanto riguarda le accuse delle sue studentesse, nega con fermezza di avere esercitato alcuna forma di pressione e di avere proposto loro delle agevolazioni”.
“La sedicente duchessa è effettivamente una legale, ha scritto diverse monografie di diritto che – per quanto non abbiano raccolto recensioni positive – non possono considerarsi compromettenti. Lo è invece la sua ultima pubblicazione, ‘Il suicidio dell’Europa’, del 2016”, afferma Sadurski. Ardente sostenitrice della Brexit e antieuropeista, Ingrid Frankopan presenta nel suo libro la teoria secondo cui l’UE sta deliberatamente portando “mezza Africa” nel continente per distruggere l’Europa. “L’UE ha deliberatamente pianificato e incoraggiato l’invasione dei migranti nordafricani nel corso degli ultimi 12 anni. Conformemente ai piani segreti dell’UE, la prossima ondata arriverà dall’Azerbaigian”, dichiara sul portale PCh24.pl. Il perché dovrebbe arrivare proprio dall’Azerbaigian resta un mistero.
Un portale legato all’associazione Piotr Skarga e agli ambienti di Ordo Iuris non lesina alla sua interlocutrice il titolo di “Sua altezza”. La Frankopan afferma che la Polonia è ingiustamente criticata dall’Unione Europea per aver infranto le regole. “Anche Cristo venne criticato per lo stesso motivo, ma per fortuna ancora non ci stanno uccidendo. Non va bene quando qualcuno rovina il proprio paese permettendo che venga invaso da estranei con una cultura diversa”, dichiara. E poi aggiunge che la Polonia dovrebbe piuttosto “contenere la propria russofobia”.
Nel corso della precedente legislatura, Ingrid Frankopan è intervenuta nel Parlamento polacco nel corso del secondo Forum per la Libertà organizzato dal club Kukiz’15. In quell’occasione ha espresso opinioni e fatto battute che hanno messo in serio imbarazzo lo stesso traduttore, Artur Dziambor, attualmente deputato del partito ultranazionalista Confederazione. La Frankopan ha spiegato che i polacchi non devono avere paura della Brexit, perché nessuno li scaccerà dal Regno Unito e gli inglesi stessi ridono di tali paure. Perché mai? ‘Non c’è neppure una delle miei amiche a cui i magnifici operai e idraulici polacchi non abbiano fatto dei lavori in casa”. E non ha neppure voluto risparmiare all’auditorio una popolare barzelletta britannica in cui la regina dice al presidente polacco invitato a cena a Buckingham Palace: “Visto che ci sei, perché non dai un’occhiata al piccolo problema idraulico del bagno?”.
Durate lo stesso incontro, la Frankopan ha anche affermato che Federica Mogherini, ex responsabile degli affari esteri dell’Unione, è una comunista rossa e che il suo modo di agire ricorda le Brigate Rosse. Questa affermazione Artur Dziambor ha preferito non tradurla.
Abbiamo rivolto alcune domande al rettore del Collegium Intermarium, l’avvocato Tymoteusz Zych: “Può fornirci delle informazioni precise riguardo alle funzioni di consigliera della signora Frankopan presso Giovanni Paolo II? In particolare sarebbero utili fonti diverse dai resoconti forniti dall’interessata”. “Qual è la sua opinione riguardo alle polemiche sollevate dall’acquisizione del titolo nobiliare da parte della signora Frankopan?”. “Potrebbe rilasciare un commento sulle opinioni della signora Frankopan a proposito di una prossima ondata di immigrati provenienti dall’Azerbaigian?”.
Il rettore Zych ha risposto: “Apprezzo il suo interessamento e quello di ‘Gazeta Wyborcza’ per i titoli nobiliari. Sarò breve: forse per alcuni ambienti polacchi questa non è la norma, ma la collaborazione della professoressa Frankopan con la nostra università non è ascrivibile alla sua origine o ai suoi legami familiari, bensì ai suoi grandi meriti scientifici”. Il dottor Filip Ludwin, per conto del Collegium Intermarium, interrogato sulla barzelletta sul Presidente polacco ha detto: “La professoressa Detter de Frankopan ha parlato in modo molto cordiale e con grande apprezzamento dei polacchi che vivono in Gran Bretagna. Tenuto conto del contesto, non si può affermare che la battuta sul presidente avesse una coloritura negativa o offensiva. E c’è un malinteso anche per quanto riguarda quello che ha detto su Federica Mogherini. La professoressa ha detto per la precisione ‘Federica Mogherini is a red hot communist, you know, virtually Brigate Rosse’. È evidente che questa frase non può essere interpretata come un’accusa di appartenere Brigate Rosse”.
L’ideologo di Orbán, il suprematista USA, l’attivista pro-life e il nemico di Soros
Il successivo nome nella lista è quello del professor András Lánczi, filosofo conservatore e politologo, rettore dell’Università Corvinus di Budapest nonché noto sostenitore di Viktor Orbán. “András Lánczi per Orbán è ciò che fu Carl Schmitt per Hitler. In altre parole è l’ideologo di Orbán, anche se forse il paragone con Schmitt è fuori misura poiché Schmitt fu un filosofo eccezionale. Lánczi è un critico della democrazia liberale e fautore dell’autocrazia. Il suo pensiero si basa sull’idea che in politica bisogna trovare il proprio nemico e definirsi attraverso di lui”, afferma il professor Sadurski.
La posizione successiva nell’elenco è occupata dal nome dell’avvocato americano Stephen Baskerville, fino a poco tempo fa associato al Patrick Henry College, università di orientamento cristiano e nazionalista della Virginia, considerata la fucina dei quadri dirigenti di Trump. Come scrive OKO.press, questo ateneo fornisce un’istruzione “in pieno accordo con la visione biblica del mondo”. Il Patrick Henry College in tutte le sue attività mira a “onorare e glorificare il Signore Gesù Cristo”. Ogni dipendente e studente deve firmare una dichiarazione dove si afferma l’infallibilità della Bibbia come “Parola ispirata di Dio” e l’esistenza di Satana, “essere malvagio che agisce come tentatore e accusatore”. Secondo una nota biografica, Baskerville non lavora più al Patrick Henry College e, secondo OKO.press, la collaborazione è terminata perché in un discorso tenuto all’università ha affermato che “gli attivisti omosessuali hanno avuto un ruolo chiave nell’ascesa del nazismo”.
Abbiamo chiesto al Patrick Henry College le ragioni della rottura del contratto di lavoro con Baskerville, ma non abbiamo ricevuto risposta. Baskerville non ha invece voluto negare una dichiarazione a “Gazeta Wyborcza”: “Questa non è la citazione esatta di quello che ho detto durante quel discorso e le questioni relative a LGBT non hanno nulla a che vedere con la fine del mio rapporto lavorativo con il Patrick Henry College. Durante quella conferenza ho citato i seguenti testi: “The Strange, Strange Story of the Gay Fascists” dall’Huffpost.com e “Standing for Liberty: Marriage, Virtue, and the Political State” di Allan Carlson, conferenza tenuta alla Family Research Council nel giugno del 2004, nonché il libro di Scott Lively e Kevin Abrams, “The Pink Swastik: Homosexuality in the Nazi Party”,
Nel 2013, l’avvocato è intervenuto durante un incontro dei nazionalisti bianchi dell’HL Mencken Club, insieme al famoso suprematista americano Richard Spencer, accusato di avere opinioni naziste. Nel settembre 2018 ha partecipato a un panel sull’‘ideologia di genere’ durante il World Congress of Families (WCF) tenutosi in Moldavia. Il WCF è una coalizione internazionale di organizzazioni ultracattoliche e pro-life finanziata, tra gli altri, dagli oligarchi russi.
Di questioni etiche, compreso l’aborto, si occupa invece il docente polacco del Collegium Intermarium, Bawer Aondo-Akaa, dottore in teologia e attivista della fondazione pro-life “Pro – Prawo do lycia”, che si batte per il divieto totale dell’aborto. Si tratta della stessa fondazione che affigge nelle vie e nelle strade polacche i manifesti che illustrano l’essenza dell’aborto: foto di feti insanguinati commentati da slogan tipo: “I politici decidono, gli abortisti uccidono” oppure “L’aborto per le donne polacche è stato legalizzato da Hitler”. Aondo-Akaa dichiara a proposito delle persone LGBT+: “Chi parla di due uomini o due donne che si baciano perché si amano opera una manipolazione”.
Tra le stelle del Collegium Intermarium figura anche il Dottor Grégor Puppinck, direttore dell’ONG ultraconservatrice Centro Europeo per il Diritto e la Giustizia (ECLJ). Puppinck ha scritto un rapporto sui giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e sui loro presunti legami con George Soros: “Le conclusioni del rapporto sono scioccanti”, informa il portale wPolityce.pl. Dei 100 giudici che hanno prestato servizio presso la CEDU negli anni 2009-19, ben ventidue avevano “forti legami con fondazioni e ONG controllate da Soros – come Open Society Foundation – o da lui significativamente finanziate come Amnesty International o Human Rights Guarda”. Secondo il rapporto di Puppinck, è sufficiente che qualcuno lavori per una fondazione che ha ricevuto una sovvenzione dalla Open Society per essere considerato una persona, come scrive il quotidiano “Nasz Dziennik” “al soldo di Soros”. “Il rapporto accusava molti giudici di mancanza di imparzialità solo perché in passato erano stati attivi in organizzazioni per i diritti umani che avevano ricevuto sovvenzioni da parte di Open Society”, commenta il professor Sadurski.
Puppinck è un conservatore contrario ai matrimoni omosessuali e alla fecondazione in vitro. Klementyna Suchanow, studiosa delle connessioni internazionali dell’estrema destra e autrice del libro “Questa è una guerra. Le donne, i fondamentalisti e il nuovo Medioevo”, fa notare che si è recato in Russia proprio durante l’annessione della Crimea per parlare con i politici russi della tutela dei valori cristiani e lodare il Cremlino per averli promossi. Il giurista francese figura anche nell’elenco dei partecipanti agli incontri di Agenda Europe. Ai lavori di questo network ha partecipato anche Alexei Komov, che si occupa dei progetti internazionali nella fondazione dell’oligarca Konstantin Malofeev e sostiene iniziative in linea con gli obiettivi geopolitici del Cremlino.
Chantal Delsol su Ordo Iuris: non vorrei essere governata da loro
Che cosa ci fa Chantal Delsol tra queste figure e in un’università sostanzialmente creata per consolidare il fondamentalismo cattolico? Filosofa, storica delle idee e autrice di romanzi, Chantal Delsol è stata amica di Padre Tischner e ospite delle giornate a lui dedicate. È considerata fautrice di una Chiesa aperta, una conservatrice liberale. Le ho domandato via mail se fosse al corrente delle attività dei fondatori del Collegium Intermarium. “Rispondo con grande gioia. – mi ha risposto. – So chi sono i fondatori di Ordo Iuris. Si tratta degli stessi tradizionalisti che ci sono anche nella mia famiglia, gente animata da convinzioni sincere. Tuttavia in nessun caso vorrei vivere sotto i loro governi: mi confischerebbero la penna, perché una donna non può essere una scrittrice! Vieterebbero il divorzio e prenderebbero molte altre decisioni con le quali non sarei d’accordo. Che cosa posso dunque fare per loro? Approfittare del credito di stima e fiducia che mi hanno accordato e aiutarli ad evolvere. Spiegare loro che i cattolici non possono imporre la propria visione del mondo a tutta la società”.
Si legge sul portale wPolityce.pl: “Interessante è la figura della filosofa francese Chantal Delsol, la quale – pur restando una strenua sostenitrice dei valori tradizionali – ha conservato la linearità del suo discorso filosofico, infrangendo i limiti del politicamente corretto, ma senza cadere nel fanatismo. La sua cattedra all’Università Marne-la-Vallée di Parigi rappresenta uno dei pilastri della sua autorevolezza di pensatrice. Per quanto essa poggi anche su un centro di ricerca sul totalitarismo da lei istituito nel 1993 sotto l’egida dell’Hanna Arendt Institute. Chantal Delsol è una filosofa di fama mondiale che, come quasi nessun altro al mondo, ha plasmato la nostra valutazione del nazismo e dell’Olocausto. La sua autorevolezza non può essere messa in discussione neppure dalla sinistra”.
Qualche anno fa Delsol sosteneva sulle pagine di “Le Figaro” che oggi non abbiamo affatto a che fare con uno “scontro di civiltà”, come sosteneva Huntington, ma con una divisione binaria che contrappone le forze del tradizionalismo e del cristianesimo a quelle che fanno invece del proprio vessillo l’apertura al mondo, l’accettazione per le scelte diverse, il rifiuto per ogni forma di determinismo. Affermava che Putin potrebbe porsi alla testa delle prime a livello europeo e globale. La filosofa francese, che ama definirsi come una conservatrice liberale, spiega che bisogna trovare un compromesso introducendo dei cambiamenti, ma tenendo conto della sensibilità dei tradizionalisti. Il professor Sadurski ricorda tuttavia il manifesto “L’Europa in cui crediamo”, firmato da un gruppo di intellettuali conservatori europei, tra cui il famoso Roger Scruton, Ryszard Legutka e la stessa Desol in cui si afferma che: “Il vero pericolo è la stretta soffocante nella quale la falsa Europa imprigiona la nostra immaginazione”. “Si prega di prestare attenzione al linguaggio: l’Europa di sinistra, liberale, pluralista, laica o qualsiasi altra non conforme ai modelli tradizionali e nazionalisti non è semplicemente “peggiore”, ma non è la ‘vera’. Dunque non può esistere”, osserva Sadurski.
Ordo Iuris: così si privano gli studenti dell’accesso alla verità
Per quale motivo la Polonia abbia bisogno di un’università come il Collegium Intermarium è stato spiegato qualche tempo fa dal rettore Zych al caporedattore del settimanale di destra “Do Rzeczy”, Pawel Lisicki. Quest’ultimo ritiene che la sinistra abbia il totale controllo delle università occidentali e che i conservatori siano perseguitati ed esclusi dal dibattito pubblico. A titolo di esempio ha menzionato il recentemente scomparso Roger Scruton, apprezzato per il suo pensiero non convenzionale e per la capacità di superare le fragili dicotomie ideologiche. Si è dimenticato tuttavia di aggiungere che parte dei problemi del pensatore e giornalista britannico derivavano dal semplice fatto che scriveva articoli in difesa del fumo essendo pagato da una società del tabacco.
La questione della presunta censura a cui sono sottoposti gli intellettuali conservatori è un cavallo di battaglia nella retorica dei sostenitori di Ordo Iuris. Si ricorda spesso il caso della sociologa Ewa Budzylska. Secondo gli studenti dell’Università della Slesia, avrebbe affermato che l’uso della contraccezione costituisce un “comportamento antisociale”, che “l’aborto è una forma di omicidio” a prescindere dalla sua motivazione e che anche l’utilizzo della spirale vada considerato come una pratica abortiva. Avrebbe detto che “una famiglia normale è sempre composta da un uomo e da una donna” dando a intendere che gli omosessuali siano persone peggiori. Lo studio legale del presidente di Ordo Iuris, Jerzy Kwasniewski, che si occupava della difesa della sociologa, aveva negato con fermezza la veridicità dei resoconti degli studenti. Anche l’allora ministro dell’Educazione, Jaroslaw Gowin, aveva preso le difese della docente.
“Durante le lezioni guardavamo principalmente dei film che non erano neppure indicati nel programma. Ad ogni modo, non c’era nessun sillabo e la professoressa Budzylska non lo ha preparato fino a quando non abbiamo presentato una lamentela formale alle autorità accademiche”, dichiara a OKO.press una sua ex-studentessa. “L’apice è stato toccato durante una lezione tenuta il 17 dicembre del 2018. Ci ha portato dei modellini di plastica di feti, quelli che si usano alle lezioni di biologia. Ha mostrato come il bambino venga strappato via durante un aborto chirurgico. Ha anche affermato che la contraccezione ormonale costituisce una pratica abortiva. Quindi ha fornito altre informazioni prive di fondamento scientifico. Ha detto che l’unica forma di contraccezione accettabile è il calendario. Qualsiasi altra conduce all’aborto spontaneo e quindi va considerata una forma di omicidio. Ha confuso più volte la piccola anticoncezionale con la pillola del giorno dopo”, continua la studentessa.
A suscitare il vespaio di polemiche che ne è seguito, non sono state le opinioni della professoressa, alle quali ha legittimamente diritto, quando quali contenuti dovrebbero avere le lezioni all’università. Il tema ufficiale del corso della professoressa Ewa Budzylska erano i “Rapporti intergenerazionali nelle famiglie del mondo” e l’obiettivo era mostrare il funzionamento del nucleo familiare nelle diverse culture e religioni.
“Qualche settimana fa, la Commissione Disciplinare dell’Università della Slesia ha biasimato la professor Ewa Budzylska per aver trasmesso durante le sue lezioni contenuti coerenti con il programma e con le basilari conoscenze scientifiche, per il semplice fatto che non sono stati graditi agli attivisti che partecipano ai suoi corsi”, hanno affermato i capi di Ordo Iuris. “Nel corso degli ultimi anni ci sono state diverse decine di casi di violazione della libertà di espressione in ambito accademico. Ma per ogni docente imbavagliato ci sono centinaia di studenti a cui è stato negato l’accesso alla verità. E sebbene ognuna delle vittime della censura nelle università polacche possa contare sul sostegno degli avvocati di Ordo Iuris, la portata del restringimento dello spazio del libero dibattito accademico mostra che l’assistenza legale in casi specifici non sia più uno strumento sufficiente”.
Bartyzel senior e Bartyzel junior
Tra i docenti “perseguitati” del Collegium Intermarium, spicca la figura del professor Jacek Bartyzel. Storico del pensiero politico e docente dell’università di Torul, Bartyzel è diventato famoso nel 2019 per un suo post antisemita pubblicato su Facebook. “Il fatto che gli ebrei ci odino e ci calunnino, lo capisco perfettamente. Del resto che cosa c’è da aspettarsi da questa stirpe di serpenti, pieni di superbia, veleno e cattiveria? Vanno tenuti a distanza il più possibile, non c’è altra soluzione. È inutile cercare di discutere con loro oppure di convincerli; non sono in grado di mostrare gratitudine, ma credono di avere diritto a tutto”, ha scritto Bartyzel. La sua università madre ha avviato un procedimento disciplinare, ma si è concluso nel nulla. Anche la procura alla fine ha archiviato la pratica.
Ai tempi della Repubblica popolare di Polonia, Bartyzel aveva collaborato con il Comitato di difesa degli operai (KOR), movimento all’origine di Solidarnosc, ed era legato al gruppo conservatore e indipendentista Movimento della Giovane Polonia di Aleksander Hall. Oggi Bartyzel è invece un guru dei circoli antidemocratici, antisemiti e nazionalisti. Przemyslaw Witkowski, studioso dell’estremismo politico, ne segue da tempo l’attività e ha messo insieme per “Krytyka Polityczna” e “OKO.press” una piccola antologia delle citazioni più colorite del professore: “Solleverò un bicchiere di calvados o un calice di armagnac per brindare in silenzio in onore dei soldati della legione francese Charlemagne e del loro cappellano, il legittimista padre Jean de Mayol de Lupé, l’ultimo ad aver tenuto testa a Berlino alla barbarie mongolico-bolscevica”. La legione “Charlemagne” era costituita di volontari fascisti francesi e venne incorporata nelle SS nel 1944. Nelle dichiarazioni di Bartyzel, vero e proprio volto dell’Organizzazione dei monarchici polacchi, compaiono spesso riferimenti agli ebrei: “C’è una terza generazione di ebrei comunisti che si sta facendo in quattro per infangare la memoria delle Forze Armate Nazionali”.
Nell’elenco dei dipendenti dell’università c’è anche spazio per il figlio del professore. Jacek Wladyslaw Bartyzel è a capo dell’Ufficio per le Pubbliche Relazioni del Collegium Intermarium. Nella sua nota biografica si legge che è un giornalista sostenitore della libertà forte di una grande “esperienza nell’ambito della comunicazione con i media” acquisita nel corso di “una pluriennale attività pubblica e sociale”. Purtroppo la nota non riporta alcuna fonte per risalire alle sue molteplici esperienze lavorative. Bartyzel junior è stato un tempo legato al Movimento Palikot, partito di sinistra progressista e provocatorio per quanto riguarda le questioni sociali, e successivamente a Nowoczesna, partito liberista e liberale. Ha partecipato alle manifestazioni arcobaleno per i diritti delle persone LGBT insieme a Joanna Scheuring-Wielgus e Pawel Rabiej, e a un happening durante il quale veniva messa in ridicolo la figura di Giovanni Paolo II proprio nel periodo in cui in Vaticano si svolgevano le celebrazioni per la sua canonizzazione. In Internet circola una foto in cui Bartyzel junior mangia un dolce alla crema sotto la scritta “Papa candito”. Il giovane Bartyzel ha spiegato la sua passata militanza in questi partiti giustificandola con le sue convinzioni radicalmente liberali in fatto di economia. “Speriamo sinceramente che si tratti di un fotomontaggio, impossibile anche solo pensare che il professore abbia cresciuto un figlio sul modello di Palikot”, scrivono preoccupati i lettori del sito Konsatyzm.pl.
Il professor Bartyzel ha replicato alle critiche con una dichiarazione: “Chiunque abbia anche solo un po’ di immaginazione e il sapere necessario è consapevole che cosa quell’atto rappresenti per me e per tutta la mia famiglia. Chiunque, tuttavia, pretende da me che rinneghi pubblicamente il sangue del mio sangue allora vada a leggersi la poesia di Konstantinos Kavafis ‘Il sacerdote del Serapeo’ e si domandi se sarebbe in linea con i principi del cristianesimo”. In ogni caso il figliol prodigo alla fine non ha deluso il padre e si è legato con gli ambienti vicini all’imprenditore nazionalista Marek Jakubiak e con il partito di ultradestra Confederazione. Ho domandato a Jacek Wladyslaw Bartyzel le ragioni del suo ravvedimento ma non ho ottenuto alcuna risposta.
I fedeli di PiS tra i docenti
Ma il personale docente del Collegium Intermarium viene reclutato non solo nelle periferie del mondo accademico. Ci sono anche persone direttamente legate a PiS, come il deputato Piotr Ulcilski, coautore della mozione alla Corte Costituzionale che ha portato al divieto dell’aborto a causa di difetti congeniti del feto. Docenti del nuovo ateneo sono anche il viceministro delle finanze Piotr Patkowski e Dariusz Drajewicz, membro del Registro Giudiziario Nazionale. Tra gli avvocati che avranno a che fare con gli studenti c’è anche Krzysztof Wlsowski, lo stesso che ha preparato la perizia che autorizzava l’organizzazione delle “elezioni in busta” nel maggio 2020. Il primo ministro Morawiecki aveva già ricevuto precedentemente due perizie da parte del capo del dipartimento legale della Cancelleria del Primo Ministro Magdalena Przybysz e del presidente dell’Ufficio del Procuratore Generale Mariusz Haladyja, in cui si dichiarava in modo netto che non vi era alcuna base giuridica per l’organizzazione delle votazioni secondo quella modalità. In seguito è stata immediatamente richiesta una ulteriore perizia a Wlsowski che, in un testo che ricordava più un articolo giornalistico che a una puntuale analisi giuridica, affermava la legittimità di tali votazioni. Perizie dai contenuti simili sono state poi emesse anche dal rettore Tymoteusz Zych e dal presidente di Ordo Iuris Jerzy Kwalniewski. Il primo ministro non può certo ringraziarli per i loro buoni consigli, visto che la Corte dei Conti polacca ha poi indirizzato alla procura delle richieste di intervento contro il premier e alcuni suoi ministri.
Gli studenti avranno anche lezioni con Dariusz Loranty, ex-poliziotto e noto esperto in questioni di sicurezza. Alla mia domanda se si ritenga un simpatizzante di Ordo Iuris ha risposto: “Ho idee un po’ arretrate, questo sì, ma parlando seriamente ritengo che anche le persone vicine a Ordo Iuris abbiano diritto a proclamare pubblicamente le proprie opinioni. Il mio datore di lavoro ha diritto alle sue opinioni, anche se in molti casi non sono d’accordo con lui. Per esempio sono contrario al divieto totale di aborto, ho sempre sostenuto il cosiddetto compromesso sull’aborto, ovvero la situazione legale precedente alla sentenza della Corte costituzionale. Sono inoltre un sostenitore dell’Unione Europea, perché è grazie ad essa che l’Europa ha conosciuto un così lungo periodo di pace. Tuttavia ho il pieno diritto di criticare la burocrazia europea”.
Da dove vengono i finanziamenti?
Assunzione di docenti, personale amministrativo, costi relative alle infrastrutture e al mantenimento degli edifici: un’università con ambizioni internazionali rappresenta un’impresa finanziaria di grossa portata. Chi e come finanzia il Collegium Intermarium? I fondatori dell’ateneo hanno rivolto un appello pubblico per chiedere un sostegno finanziario. Non solo per le ordinarie attività dell’università, ma anche sostenere le spese del convegno inaugurale.
“Dopo molti mesi di pandemia, questo sarà il primo evento durante il quale la maggior parte dei relatori interverrà in presenza. Grazie a ciò, sfrutteremo in pieno la possibilità di riunire in un unico luogo diverse persone provenienti dal mondo della scienza, degli affari, dell’attivismo sociale e politico; persone in grado di promuovere la nostra concezione di una nuova e coscienziosa educazione accademica. Tuttavia il convegno di apertura comporterà dei costi significativi. Metà della quota è stata raccolta grazie alle generose donazioni dei donatori coinvolti nel progetto. Tuttavia, in questi ultimi giorni di preparativi, vorremmo chiedervi di sostenere direttamente questo evento chiave, vero e proprio fondamento di tutte le ulteriori attività del Collegium Intermarium e base stessa del futuro sviluppo dell’istituto Ordo Iuris. Il business plan dell’università prevede che il progetto sarà in grado di autofinanziarsi a partire dal quinto anno di attività”, informa il
Collegium Intermarium sul suo sito Internet
Lo sponsor strategico è, sempre secondo le informazioni fornite dal sito web, la società PZW Inwestycje di Pawel e Franciszek Józef Witaszek. Il primo dei due è un imprenditore e collaboratore di Marek Jurek, uno dei politici ultracattolici più noti fin dagli anni Novanta. Nelle strade delle più grandi città polacche, qualche mese fa, era facile imbattersi in grandi manifesti rappresentanti le drastiche immagini di un feto insanguinato di 11 settimane steso in una mano. Lo slogan recitava: “L’aborto uccide. I politici possono fermare questo omicidio”. Organizzatrice di questa azione era la fondazione pro-life PRO – Prawo do lycia, che si pone come obiettivo l’abolizione totale dell’aborto. La campagna è stata finanziata dalla fondazione della Witaszek.
Pawel Witaszek è coinvolto in diverse importanti iniziative imprenditoriali, ad esempio è un azionista attivo di Elektrim. Non tutti i suoi soci azionari e collaboratori hanno gradito l’attivismo cattolico di Witaszek. Una delle società si è separata da lui chiedendo di non essere neppure menzionata per non venire associata con il fondamentalismo cattolico. Lo stesso Pawel Witaszek evita le apparizioni pubbliche. In passato ha sostenuto finanziariamente partiti e politici a lui ideologicamente vicini. Secondo il settimanale “Newsweek”, nel 2010 ha sostenuto economicamente il comitato elettorale del candidato presidenziale Marek Jurek. In quell’occasione ha dichiarato: “Considero il mio impegno (anche finanziario) nelle campagne elettorali come un dovere civico, un modo per contribuire al bene comune e alla costruzione di una società civile”. “Io e Pawel ci conosciamo da 40 anni, fin dai tempi del Movimento Giovane Polonia. È un imprenditore di successo che è guidato dalla responsabilità civile e sostiene iniziative socialmente importanti. È anche un bibliofilo, un appassionato della montagna e un eccezionale collezionista. La sua collezione di dipinti dei monti Tatra è cosa nota agli appassionati e studiosi di arte”, mi racconta Marek Jurek.
Il nome Witaszek campeggia anche tra i finanziatori del premio Janusz Krupski al festival cinematografico di Gdynia. Ma è anche titolare di una società registrata in Slovacchia, la QXE Holdings. Sua moglie Zofia allo stesso indirizzo ha registrato un’altra società. Entrambe si occupano di prestiti e crediti.
Nel 2017, “Newsweek” ha chiesto a Witaszek delle dichiarazioni sulle sue attività in Slovacchia e sul patriottismo economico. La risposta è stata: “I polacchi possiedono società e soggetti giuridici all’estero per diversi motivi; per approfittare di regimi fiscali più miti (cosa che è diventata sempre più difficile da quando PiS è al governo, per quanto la tendenza sia iniziata anche prima); per ridurre la trasparenza dei propri patrimoni al fine di stornare da sé l’attenzione dei delinquenti (e certamente anche dei giornalisti); per generare ricavi operando sui mercati locali. Queste ragioni possono manifestarsi in varie configurazioni, ma talvolta anche contemporaneamente”.
Witaszek, che non ama parlare dei propri affari e preferisce parlare delle montagne dei Tatra che ha scalato o su cui ha sciato, è membro dei consigli di sorveglianza di diverse società. Franciszek e Pawel Witaszek sono entrambi membri del consiglio di sorveglianza della S.p.A. Zdrowit. Si tratta di una società che fornisce servizi di consulenza e organizzazione, tra l’altro, a farmacie appartenenti a diverse altre società. “Il nostro obiettivo è creare la più grande catena di farmacie nel sud della Polonia, in modo da essere il più vicino possibile ai nostri pazienti. Le farmacie Zdrowit sono un gruppo di società con capitale polacco al 100%”, si legge sul sito web del consorzio.
Nelle farmacie è possibile acquistare, tra l’altro, il famoso farmaco EllaOne, noto come la pillola del “giorno dopo”, che per i pubblicisti di destra rappresenta il simbolo dell’aborto farmacologico e della vergognosa condotta delle donne polacche, in particolare di quelle più giovani. A mettere in guardia dal farmaco EllaOne è stato anche il Consiglio Scientifico del Centro di Bioetica di Ordo Iuris che ha dichiarato: “Il preparato può portare alla morte del feto che si trovi nella fase iniziale del suo sviluppo al momento della somministrazione. Ciò significa che causa gravi difficoltà nell’impianto dell’embrione, condizione imprescindibile per lo sviluppo del bambino”.
Ho scritto a Pawel Witaszek domandandogli se la collaborazione con le farmacie Zdrowit non collidesse con la sua inequivocabile visione del mondo. Mi ha mandato un’ampia e dettagliata risposta ma mi ha proibito di citarla.
Collegium Intermarium: la futura fucina delle élites dell’Europa centrale
“Grazie a questo nuovo progetto, che costituisce una tappa naturale nello sviluppo dell’istituto Ordo Iuris, i laureati del Collegium Intermarium daranno un giorno forma alla politica, al diritto e all’identità dell’Europa centrale, intesa come una regione abitata da cittadini consapevoli e privi di complessi rispetto ai paesi occidentali e orientali, forti di un’educazione di alto profilo mondiale”, afferma Ordo Iuris. Tymoteusz Zych riassume sul Web la concezione dell’ateneo con queste parole “Siamo fautori della comunicazione con persone libere di pensare e aperte al dialogo. […] Nella società odierna sono due le parti che si fronteggiano. Da un lato ci sono le persone che hanno fatto propri i dogmi ideologici del liberalismo di estrema sinistra e del marxismo culturale. Dall’altro lato abbiamo tutto il resto della società, ovvero persone che sostengono i valori tradizionali, in Polonia soprattutto valori cattolici. Ma ci sono anche altre persone che pur non essendo necessariamente cristiane sanno con certezza che i dogmi ideologici non sono assoluti; persone a cui non piace il fatto che negli ultimi anni gli spazi per la libertà di dibattito siano andati via via restringendosi. Il nostro è un progetto aperto, indirizzato anche a chi non è necessariamente d’accordo al cento per cento con ogni principio sostenuto da Ordo Iuris”.
Ci renderemo presto conto se i docenti dell’università “che si propone di essere la fucina delle élites dell’intera regione dell’Intermarium” sapranno separare la libertà di dibattito dal diritto di diffondere fandonie e tesi contrarie alla scienza, assurde teorie complottiste e principi razzisti ed omofobi.
(Copyright Gazeta Wyborcza/Lena-Leading European Newspaper Alliance. Traduzione di Dario Prola)