Honduras, l'ultima vittoria di Berta Caceres: condannato il mandante del suo omicidio
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoBerta Cáceres, leader indigena della tribù Lenca e nota attivista ambientale dell’Honduras, ha ottenuto finalmente giustizia. Ci sono voluti sei anni di indagini, processi tra continui boicotaggi e appelli internazionali, per ottenere anche la condanna di quello che il Tribunale ha definito il regista del suo omicidio.
Da sempre impegnata contro la costruzione di una diga idroelettrica che avrebbe deviato il percorso del fiume Gualcarque, considerato sacro dalle popolazioni orginarie perché essenziale alla loro sopravvivenza, Berta venne assassinata la notte del 3 marzo 2016 mentre si trovava nella sua casa di La Esperanza. Tre sicari fecero irruzione e spararono una selva di proiettili contro la donna che stava andando a dormire. Con lei c’era anche un suo amico che si salvò fingendosi morto.
Dopo aver condannato due anni fa gli autori materiali dell’omicidio, i giudici della Corte Suprema hanno emesso una sentenza di colpevolezza nei c…
Berta Cáceres, leader indigena della tribù Lenca e nota attivista ambientale dell’Honduras, ha ottenuto finalmente giustizia. Ci sono voluti sei anni di indagini, processi tra continui boicotaggi e appelli internazionali, per ottenere anche la condanna di quello che il Tribunale ha definito il regista del suo omicidio.
Da sempre impegnata contro la costruzione di una diga idroelettrica che avrebbe deviato il percorso del fiume Gualcarque, considerato sacro dalle popolazioni orginarie perché essenziale alla loro sopravvivenza, Berta venne assassinata la notte del 3 marzo 2016 mentre si trovava nella sua casa di La Esperanza. Tre sicari fecero irruzione e spararono una selva di proiettili contro la donna che stava andando a dormire. Con lei c’era anche un suo amico che si salvò fingendosi morto.
Dopo aver condannato due anni fa gli autori materiali dell’omicidio, i giudici della Corte Suprema hanno emesso una sentenza di colpevolezza nei confronti di David Castillo Mejía, ex presidente esecutivo della Desa, la Desarollos Energéticos S.A., la società incaricata di realizzare l’opera nella zona di Agua Zarca. L’entità della pena inflitta sarà fissata il prossimo agosto.
Ex ufficiale dell’intelligence dell’esercito dell’Honduras, addestrato con i berretti verdi negli Usa, Castillo si è sempre difeso sostenendo che era amico dell’attivista e che non avrebbe certo voluto ucciderla. Ma El Pais, annunciando il verdetto, ricorda che la Corte, grazie ai messaggi sui cellulari che l’ex militare si era scambiato con i sicari, è riuscita a smentirlo. Nel dispositivo della sentenza viene definito “coautore” dell’omicidio; si spiega che l’uomo ha mantenuto i contatti con la vittima proprio per raccogliere informazioni su dove vivesse e quali fossero i suoi spostamenti.
Catturato mentre tentava di lasciare l’Honduras nel 2018 all’aeroporto di San Pedro Sula, l’ex ufficiale dei Servizi, come presidente esecutivo della Desa chiese al capo della sicurezza dell’impresa Douglas Bustillo, anche lui ex militare in congedo, di organizzare l’agguato. Questi si rivolse a un vecchio compagno d’armi, il maggiore Mariano Díaz Chávez, istruttore della Polizia militare e membro delle Forze Speciali, per contattare alcuni sicari. Secondo la Procura, per portare a termine l’assassinio vennero tutti pagati con 2.200 dollari. Sia Bustillo sia Díaz Chávez sono stati condannati a 30 anni di carcere nel 2019.
Decine di indigeni e militanti ambientalisti hanno accolto con grida di gioia e lunghi applausi la sentenza. “Berta non è morta, Berta si è trasformata in milioni di attivisti”, hanno gridato. Da ore sostavano davanti alla sede della Corte Suprema. Tra loro c’era anche la figlia di Berta Cáceres, Berta Zúñiga. “Questa sentenza”, ha detto, “è una vittoria popolare e un ulteriore passo per bloccare l’impunità. La condanna significa che le strutture del potere non sono in grado di corrompere la giustizia. Continueremo la nostra battaglia per portare davanti alla giustizia anche la famiglia Atala Sabla che non è estranea all’omicidio”.
Ma la famiglia Atala Sabla ha sempre sostenuto di essere stata all’oscuro del piano messo a punto dal presidente esecutivo della loro impresa. Circostanza che appare dubbia anche se non sono mai state trovate prove di un suo coinvolgimento.
Berta Cáceres divenne nota in tutto il mondo ben prima del suo vigliacco assassinio. Sostenuta da numerose organizzazioni internazionali e giuristi di fama nella sua battaglia contro la diga si era vista assegnare il Goldman Enviromental Prize, il più prestigioso riconoscimento per l’impegno ambientale.