✕

Etiopia, le forze del Tigray avanzano. I filo-governativi chiamano alle armi i giovani

Una foto scattata nel villaggio di Afar, nel Tigray (afp)
Le Tdf vogliono conquistare terreno per poter ottenere da Addis Abeba l'allontanamento dei soldati eritrei e un'indagine sulle atrocità commesse nella regione
2 minuti di lettura

Le Forze di difesa del Tigray (Tdf) stanno avanzando in profondità nella regione degli Amhara e hanno catturato altre due città al termine di un'offensiva lanciata negli ultimi tre giorni. Lo ha dichiarato Tsadkan Gebretensae, alto ufficiale militare delle Tdf, aggiungendo che le milizie tigrine sono ora pronte a marciare verso la capitale dell'Etiopia Addis Abeba.

Il presidente dello Stato regionale di Amhara, Agegnehu Teshager, ha esortato i giovani della regione a rispondere alla chiamata delle autorità federali e statali e ad imbracciare le armi in risposta alla "campagna per la sopravvivenza" in prima linea a partire da domani. Fin dallo scoppio del conflitto nel Tigray, nel novembre scorso, le forze amhara combattono al fianco delle Forze di difesa nazionali etiopi (Endf) e delle truppe eritree loro alleate contro il Tpf.

Dopo la riconquista delle principali città della regione - tra cui il capoluogo Macall&egra…

Le Forze di difesa del Tigray (Tdf) stanno avanzando in profondità nella regione degli Amhara e hanno catturato altre due città al termine di un'offensiva lanciata negli ultimi tre giorni. Lo ha dichiarato Tsadkan Gebretensae, alto ufficiale militare delle Tdf, aggiungendo che le milizie tigrine sono ora pronte a marciare verso la capitale dell'Etiopia Addis Abeba.

Il presidente dello Stato regionale di Amhara, Agegnehu Teshager, ha esortato i giovani della regione a rispondere alla chiamata delle autorità federali e statali e ad imbracciare le armi in risposta alla "campagna per la sopravvivenza" in prima linea a partire da domani. Fin dallo scoppio del conflitto nel Tigray, nel novembre scorso, le forze amhara combattono al fianco delle Forze di difesa nazionali etiopi (Endf) e delle truppe eritree loro alleate contro il Tpf.

Dopo la riconquista delle principali città della regione - tra cui il capoluogo Macallè - da parte delle milizie tigrine, nelle ultime settimane anche altre regioni oltre a quella di Amhara hanno annunciato il loro ingresso in guerra al fianco delle truppe federali: Oromia, Sidama, Somali e Benishangul-Gumuz, alimentando ulteriormente i timori che l'Etiopia sprofondi in una situazione di instabilità cronica.

Sebbene il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf) - e il suo braccio armato, le Tdf - abbia finora dichiarato di non avere ambizioni territoriali e di volersi limitare ad indebolire il nemico anche allo scopo di scoraggiare possibili controffensive da parte delle Endf, secondo diversi analisti il vero obiettivo dei tigrini sarebbe infatti quello di controllare il collegamento stradale e ferroviario tra Addis Abeba e Gibuti - principale arteria commerciale per l'Etiopia - creando una sorta di zona cuscinetto di "profondita' strategica" nella regione di Afar, dove i tigrini possono contare anche sul sostegno dei ribelli locali. In un comunicato diffuso in settimana, le Tdf hanno peraltro dichiarato di aver ricevuto la "piena collaborazione" della popolazione locale delle città in cui sono entrate - Sekota, Kobo e Woldia - e di aver intensificato le operazioni militari. Inoltre una simile strategia avrebbe l'obiettivo di lungo termine di conquistare una posizione contrattuale più forte in un'eventuale trattativa per il cessate il fuoco con il governo federale. Il vero obiettivo da parte tigrina sarebe quello di ottenere il pieno ritiro delle forze eritree dalla regione, che - come ha denunciato l'Onu - si sono macchiate di pesanti violazioni ai danni della popolazione.

Nonostante i tentativi dell'esercito federale di contrastare la loro avanzata, anche bombardando località della regione - è il caso della città di Yechila, dove la maggior parte degli edifici è stata distrutta - i tigrini stanno portando avanti ormai da un mese un'operazione di forza volta a destabilizzare il più possibile il nemico. Forti delle conquiste effettuate, i combattenti tigrini hanno rifiutato la proposta di cessate il fuoco che il governo federale ha avanzato dopo la riconquista di Macallè, salvo poi accettarla, ma solo subordinandola ad una serie di condizioni tra cui l'istituzione di un'indagine indipendente sulle atrocità commesse nel Tigray, il ritiro delle truppe eritree e delle milizie Amhara (alleate di Asmara e Addis Abeba), l'accesso incondizionato agli aiuti umanitari nella regione e la piena fornitura di servizi essenziali come elettricità, telecomunicazioni, banche, sanità e istruzione.