In Libano sale a 31 morti il bilancio delle vittime dell’esplosione di un’autocisterna carica di benzina avvenuta nell’Akkar, regione nel nordest del Paese, nella notte tra sabato e domenica. I dispersi sono ancora sei, un numero che secondo le autorità potrebbe sommarsi a quello dei decessi.
Un testimone ha riferito all'agenzia di stampa Reuters che l'esplosione è avvenuta mentre l'esercito libanese stava distribuendo benzina da una cisterna nascosta che aveva confiscato. Intorno si erano radunati circa 200 cittadini per far rifornimento di benzina. Il Paese sta affrontando infatti una grave crisi di carburante dovuta al contrabbando e all'incapacità del governo di garantirne l’importazione. La situazione è peggiorata dopo che la Banca Centrale ha annunciato di non poter più finanziare l'import di benzina e diesel a tassi di cambio fortemente scontati.
Il parlamento libanese si riunirà venerdì per discutere le "azioni appropriate” da intraprendere per affrontare questa crisi che sta generando un susseguirsi di violenze nelle città. Una granata è stata lanciata vicino a una stazione di servizio di Beirut durante una disputa per la benzina. Una raffica di spari ha colpito un gruppo di soldati che avevano trattenuto un uomo che aveva cercato di rimpire la sua auto di carburante con la forza.
La crisi ha toccato il fondo nell’ultima settimana con blackout energetici che hanno costretto ospedali e attività commerciali a chiudere. "No benzina= No ambulanza", ha scritto un gruppo di operatori sanitari che hanno protestato ieri a Beirut per denunciare le condizioni critiche in cui si trovano gli ospedali del Paese.
La compagnia telefonica libanese Ogero, da cui dipendono anche i vari provider Internet, ha annunciato che intere ragioni sono senza rete da questa mattina. A Beirut, la compagnia aerea di bandiera Middle East Airlines ha affermato che a causa dell'interruzione di elettricità e dei disservizi sulla rete telefonica i centralini della compagnia e il call center non sono in funzione.
Secondo Najat Rochdi, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per il Libano, “questa situazione può solo peggiorare a meno che non si trovi una soluzione immediata" visto che le forniture d'acqua e i servizi sanitari essenziali sono stati minacciati, avvertendo di una catastrofe umanitaria.