La Cia avrebbe rimosso il responsabile della sezione di Vienna in seguito alle critiche alla sua gestione: in particolare, avrebbe dato una risposta insufficiente al numero crescente di misteriosi problemi di salute registrati presso l'ambasciata degli Stati Uniti. Lo scrive il "Washington Post", spiegando che la decisione andrebbe letta sostanzialmente come una 'raccomandazione' a prendere sul serio qualsiasi evento collegabile alla "Sindrome dell'Avana", il misterioso malessere che a partire dal 2016 colpi' alcuni diplomatici americani e 14 diplomatici canadesi nella capitale cubana.
Negli ultimi mesi, la capitale austriaca è diventata un focolaio di quelli che la Cia chiama ufficialmente "incidenti sanitari anomali": diplomatici e funzionari dell'intelligence e i figli di alcuni dipendenti avrebbero accusato strani sintomi.
E per gli esperti di intelligence, se tutto questo fosse il risultato di un attacco deliberato, prendere di mira un target di questo tipo segnerebbe "una drammatica escalation".
Un portavoce del Dipartimento di Stato ha assicurato di prendere "ogni rapporto che riceviamo estremamente sul serio" e di essere al lavoro per garantire che i dipendenti interessati "ricevano assistenza e supporto".
Il responsabile della sezione Cia avrebbe pagato il non aver intrapreso un'azione piu' rapida e decisa in risposta ai sintomi segnalati: chi aveva familiarita' con lui lo ha descritto come scettico sul fatto che la malattia fosse autentica e insensibile alla sofferenza del personale che guidava.