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"All'industria serve il modello green ma vanno evitati gli estremismi"

Il forum dei giovani per il clima (ansa)
Intervista a Gozzi, presidente della multinazionale dell’acciaio Duferco  
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"Sgombero subito il campo...la mia azienda è decarbonizzata, produciamo acciaio da forno elettrico e a Brescia abbiamo il primo laminatoio europeo alimentato solo con energia rinnovabile. Però vanno evitati estremismi e ideologici che rischiano di fare danni molto gravi. E la scelta di Bruxelles, in questo senso, è un azzardo". Antonio Gozzi è presidente della Duferco, multinazionale dell'acciaio, e coordina le aziende "energivore", cioè ad alto consumo, associate a Confindustria: siderurgia, chimica, fonderie, carta, vetro, cemento, ceramica.


Perché azzardo europeo?
"Con il piano 'Green fit to 55' l'Europa ha scelto di essere la prima della c…

"Sgombero subito il campo...la mia azienda è decarbonizzata, produciamo acciaio da forno elettrico e a Brescia abbiamo il primo laminatoio europeo alimentato solo con energia rinnovabile. Però vanno evitati estremismi e ideologici che rischiano di fare danni molto gravi. E la scelta di Bruxelles, in questo senso, è un azzardo". Antonio Gozzi è presidente della Duferco, multinazionale dell'acciaio, e coordina le aziende "energivore", cioè ad alto consumo, associate a Confindustria: siderurgia, chimica, fonderie, carta, vetro, cemento, ceramica.


Perché azzardo europeo?
"Con il piano 'Green fit to 55' l'Europa ha scelto di essere la prima della classe. Scommette di raggiungere un vantaggio ambientale competitivo costringendo gli altri a inseguirla. Ma il vecchio continente produce solo l'8% delle emissioni globali e non è assolutamente detto che il resto del pianeta ci segua lungo questo percorso. Il rischio, dunque, è che non si risolva l'emergenza mondiale e che venga smantellato il patrimonio industriale europeo".
Non crede che il peso politico della Ue possa convincere il resto del mondo?
"L'Europa non riesce a condizionare giganti come Cina, India o Stati Uniti. Oltretutto, a dettare la linea Ue sono i Paesi nordici, poco industrializzati e che possono contare sul vento del Mare del Nord per l'energia eolica".

 


Va bene la sua premessa, ma non è che le imprese puntano a frenare la svolta green?
"Se non si decarbonizza si chiude, non c'è alcun dubbio su questo. Il problema è come procedere: vanno evitati estremismi ideologici che guardano ad un'unica fonte energetica. Serve neutralità tecnologica, cioè anche altri modelli, come la cattura dell'anidride carbonica o il biogas".
Il premier Draghi dice che bisogna agire ora...
"Certo, ma bisogna anche valutare gli impatti sociali ed economici . Guardate cosa sta succedendo con i rincari delle bollette: il prezzo del gas è schizzato in alto perché c'è carenza di offerta visto che le grandi compagnie non investono più nei giacimenti. In fondo, la rivolta dei gilet gialli degli scorsi anni in Francia, dovrebbe insegnarci qualcosa. D'accordo la transizione ecologica, ma servono progetti industriali accompagnati da sostegni pubblici".