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Iraq, Sadr primo alle elezioni. Ma a vincere è l'astensionismo

(reuters)
Solo il 41% degli iracheni è andato a votare due giorni fa per le elezioni parlamentari: il segno della delusione che si respira nel Paese ostaggio di corruzione e crisi economica
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BAGDAD - Il blocco politico guidato dal leader sciita Muqtada al Sadr ha annunciato la vittoria alle elezioni parlamentari anticipate che si sono svolte in Iraq due giorni fa. Lo ha dichiarato lo stesso Al Sadr in un discorso televisivo. "Questo è il giorno del popolo iracheno, è il giorno della vittoria contro la corruzione, il terrorismo, le milizie, la povertà, l'ingiustizia e la schiavitù".

Secondo l'agenzia di stampa ufficiale Ina, i partiti sadristi avrebbero ottenuto una maggioranza relativa dei seggi in parlamento, con 73 seggi su 329. Lo spoglio non è ancora concluso, ma l'affluenza alle urne è stata molto bassa: si è fermata al 41 per cento, in calo rispetto alle elezioni del 2018, quando l'affluenza è stata del 44,5 per cento.

Il movimento sadrista durante l'estate aveva in un primo momento annunciato il boicottaggio del voto, per poi tornare sui suoi passi. La carismatica figura del "populista" Al Sadr, nemico giurato degli Stati Uniti, rappresenta in realtà un'alternativa più gradita all'Occidente degli oltranzisti filo-iraniani, come la coalizione Al Fatah di Hadi al Amiri, che raccoglie rappresentanti di milizie sostenute dall'Iran e ritenute responsabili di attacchi contro forze e strutture della coalizione internazionale a guida Usa.

Al Sadr ha da tempo preso le distanze dai movimenti più filo-iraniani ed elogiato le iniziative di dialogo del primo ministro Mustafa Al Kadhimi, mentre esponenti sadristi del governo iracheno hanno avuto di recente incontri con diverse diplomatici occidentali.