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Turchia, Erdogan rinuncia a espellere i 10 ambasciatori occidentali: "Ma siano più cauti"

Il presidente turco Erdogan  
Il presidente turco non darà seguito alla minaccia di espulsione dei diplomatici definiti "persona non grata" a causa della loro richiesta di liberazione del filantropo Osman Kavala. Mentre la valuta ha toccato il minimo storico di 9,85 per un dollaro, dopo la dichiarazione
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"Non è nostra intenzione creare una crisi diplomatica. Chi ci critica d'ora in poi sarà più attento”, ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in riferimento ai 10 ambasciatori a rischio espulsione per aver firmato un appello per la liberazione del filantropo Osman Kavala, in carcere dal 2017 con l'accusa di aver finanziato le proteste di Gezi Park nel 2013 e di aver partecipato al fallito golpe del 2016. Erdogan aveva minacciato l'espulsione dei capi delle missioni diplomatiche di Stati Uniti, Germania, Francia, Olanda, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Canada e Nuova Zelanda. Dichiarati "persona non grata" sabato scorso per aver firmato un appello per un giusto processo e per la liberazione di Kavala.

"Nell'ultimo periodo il nostro Paese è stato oggetto di attacchi e osservazioni inaccettabili. Nessuno può dare ordini al nostro sistema giudiziario ed è nostro dovere rispondere …

"Non è nostra intenzione creare una crisi diplomatica. Chi ci critica d'ora in poi sarà più attento”, ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in riferimento ai 10 ambasciatori a rischio espulsione per aver firmato un appello per la liberazione del filantropo Osman Kavala, in carcere dal 2017 con l'accusa di aver finanziato le proteste di Gezi Park nel 2013 e di aver partecipato al fallito golpe del 2016. Erdogan aveva minacciato l'espulsione dei capi delle missioni diplomatiche di Stati Uniti, Germania, Francia, Olanda, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Canada e Nuova Zelanda. Dichiarati "persona non grata" sabato scorso per aver firmato un appello per un giusto processo e per la liberazione di Kavala.

"Nell'ultimo periodo il nostro Paese è stato oggetto di attacchi e osservazioni inaccettabili. Nessuno può dare ordini al nostro sistema giudiziario ed è nostro dovere rispondere in maniera adeguata. La Costituzione sancisce l'indipendenza del sistema giudiziario e quanto detto da alcuni è un insulto ai nostri giudici, avvocati e magistrati", ha affermato il presidente turco. Questo pomeriggio era filtrata la notizia che Erdogan aveva accolto positivamente la dichiarazione scritta con cui gli ambasciatori in Turchia specificavano che l'appello è conforme all'articolo 41 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, garantendo non vi fosse alcuna interferenza negli affari interni della Turchia."Dopo il richiamo fatto all'articolo 41 della convenzione di Vienna crediamo che questi diplomatici staranno più attenti".

La lira turca crolla ai minimi storici

La lira turca ha toccato l'ennesimo record negativo in seguito all'espulsione ordinata dal presidente Recep Tayyip Erdogan di 10 ambasciatori occidentali in Turchia. La valuta nazionale si è svalutata di oltre il 2% in un giorno arrivando a sfondare la barriera di 1 dollaro per 9,80 lire turche e di 1 euro per 11,40 lire. Secondo gli analisti i mercati non hanno perdonato le minacce del presidente turco nei confronti 

Una svalutazione di oltre il 2% in un giorno solo, in cui la lita turca è arrivata a sfondare la barriera di 1 dollaro per 9,80 lire turche e di 1 euro per 11,40 lire. La valuta nazionale aveva già raggiunto i minimi storici la scorsa settimana dopo che la Banca centrale turca ha annunciato, in una mossa considerata avventata dagli analisti, un nuovo taglio dei tassi di interesse pari a 200 punti base, portando quelli di riferimento dal 18 al 16%.

Autodefinitosi "Nemico dei tassi d'interesse", il presidente Erdogan ha chiesto a lungo uno stimolo monetario per aumentare il credito, le esportazioni e l'occupazione. Ha licenziato gli ultimi tre governatori della Banca centrale in meno di 2 anni e mezzo, minando la credibilità e facendo fuggire gli investitori stranieri.

Gli ultimi record negativi toccati con l'apertura dei mercati dalla lira turca si sono registrati mentre è atteso, secondo fonti citate dall'agenzia di stampa Reuters, un taglio al 16% degli interessi sui prestiti da parte delle banche statali turche in linea con la scelta della Banca centrale di abbassare di 200 punti base i suoi tassi di riferimento. Tra le banche interessate ci sarebbe anche la Halk Bank, coinvolta in un'inchiesta negli Stati Uniti per aver contribuito a creare uno schema per evadere le sanzioni americane contro l'Iran.

L'ennesimo tonfo della valuta nazionale turca arriva non solo dopo l'ordine di espulsione per dieci ambasciatori, ma anche a pochi giorni dal declassamento della Turchia da parte della Financial Action Task Force, organizzazione intergovernativa che si occupa di combattere il riciclaggio di denaro sporco e il finanziamento al terrorismo.