Esteri

I dati del Financial Times: "Russia da allarme rosso"

(reuters)
In 28 giorni i morti, secondo i dati Johns Hopkins, sono stati 28.530 su 930.767 casi positivi
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La Russia ha registrato 753mila vittime Covid da inizio pandemia, una delle cifre più alte del mondo stando ad analisi dei dati governativi visionati dal Financial Times. Ufficialmente la cifra, a ieri, è 240.871.

I numeri coprono fino a fine settembre, scrive il Ft e sono stati calcolati attraverso il confronto tra i dati generali sulla mortalità raccolti dall'agenzia di statistica Rosstat  e le tendenze storiche. Si evidenzia che la Russia si è classificata seconda dopo gli Stati Uniti in termini di numero di morti in eccesso.

Le morti in eccesso differiscono dai dati ufficiali relativi al Covid-19 pubblicati dalle agenzie statali russe. Rosstat pubblica il proprio bilancio mensile delle vittime pandemiche, stimando che alla fine di settembre erano morte 462mila persone per malattie respiratorie. Di questi 462mila, la task force Covid del Paese ne ha attribuito 203.549 alla malattia al coronavirus, aggiornato a fine settembre.

Entrambe le agenzie affermano di utilizzare approcci diversi per raccogliere i dati. La task force riceve aggiornamenti quotidiani dagli ospedali sui casi in cui il Covid-19 è stata l'evidente causa primaria di morte, senza approfondimenti, Rosstat invece ottiene dati mensili dai registri civili, che tengono conto degli esami di follow-up.

“La popolazione si comporta come se non ne avesse idea, o non gliene importasse più, mentre le persone hanno iniziato a morire come mosche. È una catastrofe", ha affermato il demografo indipendente Alexey Raksha, un ex dipendente di Rosstat che ha perso il lavoro per aver criticato la gestione dei dati Covid da parte dell'agenzia.  In Russia poco più del 30 per cento della popolazione è completamente vaccinato e c’è una forte remora a vaccinarsi da parte dei russi.

I contagi sono in aumento. Mosca risulta la città più colpita con 5.763 casi e 98 morti nelle ultime 24 ore, seguita da San Pietroburgo con 3.066 positivi e 83 decessi. Dal 30 ottobre e fino al 7 novembre i lavoratori non essenziali sono stati posti in ferie retribuite dal governo russo per cercare di limitare la diffusione del coronavirus. Ci sono in questi giorni segnali che l'annuncio di misure restrittive stia dando i suoi frutti: il numero di persone che hanno ricevuto la pima dose è aumentato del 60% nell'ultima settimana rispetto alla settimana precedente, secondo Gogov.ru.