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(afp)

Cina, il Plenum del Partito comunista apre la strada alla nuova era: Xi Jinping verso il potere a vita

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PECHINO - Come Mao, come Deng. E, forse, anche di più. In una Pechino già mezza blindata per il Covid e con le strade e i tetti imbiancati dalla prima, e insolita, nevicata del fine settimana, tra le segrete stanze dell'Hotel Jingxi, a ovest della capitale, i 376 membri del Comitato centrale hanno dato il via al sesto Plenum del Partito comunista, il "conclave rosso" che già si preannuncia "storico": quello che catapulterà ufficialmente la Cina nella Nuova Era. Ovviamente, quella di Xi Jinping.

Nel mitico e inaccessibile albergone bianco in stile sovietico nel distretto di Haidian, presidiato ad ogni angolo dai soldati in alta uniforme dell'Esercito di liberazione, a due passi dal Museo militare e dal Ministero della Difesa, si è sempre fatta la storia. Qui, nel '76 l'élite del Partito approvò l'arresto della famigerata Banda dei Quattro guidata da Jiang Qing, moglie del Grande Timoniere. Qui, du…

PECHINO - Come Mao, come Deng. E, forse, anche di più. In una Pechino già mezza blindata per il Covid e con le strade e i tetti imbiancati dalla prima, e insolita, nevicata del fine settimana, tra le segrete stanze dell'Hotel Jingxi, a ovest della capitale, i 376 membri del Comitato centrale hanno dato il via al sesto Plenum del Partito comunista, il "conclave rosso" che già si preannuncia "storico": quello che catapulterà ufficialmente la Cina nella Nuova Era. Ovviamente, quella di Xi Jinping.

Nel mitico e inaccessibile albergone bianco in stile sovietico nel distretto di Haidian, presidiato ad ogni angolo dai soldati in alta uniforme dell'Esercito di liberazione, a due passi dal Museo militare e dal Ministero della Difesa, si è sempre fatta la storia. Qui, nel '76 l'élite del Partito approvò l'arresto della famigerata Banda dei Quattro guidata da Jiang Qing, moglie del Grande Timoniere. Qui, due anni dopo, la Cina decise di aprirsi al mondo, con l'epoca delle riforme. Sempre qui, undici anni più tardi, passate appena tre settimane dalla strage di Tiananmen i papaveri del Pcc si riunirono per dichiarare la "decisiva vittoria che fermò la rivolta contro-rivoluzionaria". E ora, in questi quattro giorni di riunioni a porte chiusissime - fino a giovedì - la storia si scriverà di nuovo.

Una nuova risoluzione, in questo che è l'evento annuale più importante della politica cinese, è già stata annunciata sui "principali traguardi e l'esperienza storica" del Partito: soltanto la terza in 100 anni di vita. Nel '45 servì a Mao Zedong per imporsi come leader senza rivali stabilendo che solamente la sua era "la linea politica giusta", nell'81 diede a Deng Xiaoping il potere di portare avanti l'era delle aperture e delle riforme e affrancarsi - più o meno - dalla gestione maoista. Questa del 2021 che porrà l'accento sulle "grandi conquiste" tralasciando pezzi di storia poco graditi al presidente sarà il preludio a quello che succederà il prossimo autunno quando Xi - già "nucleo" della leadership, con il suo Pensiero scritto in Costituzione e ora pure sui libri di testo a scuola - senza più limiti di mandato a imbrigliarlo si imporrà ancora davanti al Congresso per altri cinque anni, assicurandosi un inedito terzo mandato e la guida della Cina, potenzialmente, a vita. Grazie anche alle promozioni delle ultime settimane nei ranghi alti nel Partito degli uomini a lui più fedeli. 

Per prepararsi al Plenum, i media di Stato avevano già messo in moto tutta la propaganda possibile in questi giorni lanciandosi in elogi sperticati al Nuovo Timoniere - il leader che dai tempi di Mao ha accumulato più potere nelle proprie mani - descrivendolo come "l'uomo che porterà il Partito verso un nuovo viaggio, determinato e d'azione, dai sentimenti e dai pensieri profondi, che ha una visione lungimirante e lavora senza mai fermarsi". Un documento - presentato da Xi e il cui testo si conoscerà soltanto a lavori finiti - che traccerà le linee ideologiche dei decenni a venire e che consacrerà definitivamente il leader accanto a Mao e Deng nell'Olimpo della Repubblica popolare. Ponendo l'accento, presumibilmente, sulle nuove riforme politiche, sociali ed economiche che il presidente ha accelerato in questo ultimo anno e mezzo: la lotta alla povertà, la stretta sulle Big Tech, il controllo dei dati personali, il giro di vite sulle celebrità, la riorganizzazione del mercato immobiliare e dell'economia tutta: la "prosperità comune".

Con la risoluzione in tasca, Xi arriverà all'appuntamento del prossimo anno ancora più rafforzato per imporre e portare avanti le proprie riforme, per continuare a rivaleggiare con gli Stati Uniti, e ovviamente, per fare ancora di più la voce grossa su Taiwan, la cui riunificazione è "una missione storica". 

Se Mao ha creato la nuova Cina e Deng l'ha resa ricca, Xi l'ha fatta diventare ancora più forte. Accentuando il proprio culto della personalità. "Il Plenum sarà in parte celebrazione, in parte un'iniezione di fiducia e in parte un promemoria della visione di Xi, tanto per il Partito quanto per la Cina tutta", osserva Charles Parton del Council on Geostrategy. Più che una risoluzione sulla storia passata, dunque, sarà una risoluzione sulla leadership futura. Con Xi ancora, e per sempre, al centro.