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Il leader di Hezbollah contro l'Arabia Saudita, si aggrava la crisi in Libano

(afp)
Nasrallah accusa Riad di voler provocare una guerra civile nel Paese con la cacciata dell'ambasciatore libanese e il blocco all'import delle merci
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Hassan Nasrallah alza il tono dello scontro con l'Arabia Saudita, allontanando la possibilità di una soluzione nella crisi che da due settimane contrappone Beirut e i Paesi del Golfo. Nel primo intervento dall'inizio del braccio di ferro generato dalle parole del ministro libanese dell'Informazione George Kordahi - che  aveva criticato l'intervento dell'Arabia Saudita in Yemen - il leader di Hezbollah ha rifiutato l'ipotesi di dimissioni del  ministro e attaccato direttamente Riad: "La reazione saudita è stata esagerata - ha detto in un intervento trasmesso, come sempre, da remoto - lo Yemen non può essere una scusa per i sauditi per attaccare il Libano. L'Arabia saudita vuole una nuova guerra civile in Libano: non ci sarà fine alle domande dei sauditi in Libano". Il ministro degli Esteri saudita Farhan bin Faisal aveva denunciato nei giorni scorsi "l'egemonia di Hezbollah sul Libano", inter…

Hassan Nasrallah alza il tono dello scontro con l'Arabia Saudita, allontanando la possibilità di una soluzione nella crisi che da due settimane contrappone Beirut e i Paesi del Golfo. Nel primo intervento dall'inizio del braccio di ferro generato dalle parole del ministro libanese dell'Informazione George Kordahi - che  aveva criticato l'intervento dell'Arabia Saudita in Yemen - il leader di Hezbollah ha rifiutato l'ipotesi di dimissioni del  ministro e attaccato direttamente Riad: "La reazione saudita è stata esagerata - ha detto in un intervento trasmesso, come sempre, da remoto - lo Yemen non può essere una scusa per i sauditi per attaccare il Libano. L'Arabia saudita vuole una nuova guerra civile in Libano: non ci sarà fine alle domande dei sauditi in Libano". Il ministro degli Esteri saudita Farhan bin Faisal aveva denunciato nei giorni scorsi "l'egemonia di Hezbollah sul Libano", interpretando in chiave anti-Hezbollah la crisi seguita alle parole di Kordahi.

Parole durissime, destinate a complicare ulteriormente la situazione: l'Arabia Saudita, seguita dai Paesi del Golfo, ha espulso l'ambasciatore libanese e bloccato l'importazione di beni dal Paese dei Cedri, tagliando un'arteria vitale per l'economia libanese, già piegata da due anni di crisi finanziaria che ha portato la valuta a perdere oltre l'80% del suo valore contro il dollaro.

La crisi in Yemen

Per Nasrallah la guerra a guida saudita nello Yemen è stata un "clamoroso fallimento" e potrebbe essere risolta solo con un cessate il fuoco e negoziati politici. Secondo il leader sciita l'Arabia Saudita e i Paesi del Golfo hanno "fabbricato" la disputa diplomatica per esercitare pressioni su Hezbollah, alleato dei ribelli Houthi dello Yemen che si oppongono alle forze sostenute dall'Arabia Saudita: la discussione è stata una risposta alle conquiste degli Houthi contro le forze sostenute dai sauditi a Marib. La pressione, per Nasrallah, non funzionerà e l'eventuale caduta della città avrebbe conseguenze "molto pesanti" per i sauditi.

La Siria

Nasrallah ha anche rivendicato la vittoria del presidente Bashar al Assad e dei suoi alleati - con Hezbollah in prima fila - in Siria, sostenendo che l'incontro dei giorni scorsi a Damasco fra il ministro degli Affari esteri degli Emirati Arabi Uniti Abdullah bin Zayed e lo stesso Assad è di fatto "il riconoscimento della vittoria del governo contro i ribelli finanziati dagli Emirati". L'incontro è l'ennesimo segno di riavvicinamento di Damasco ai Paesi arabi dopo i dieci anni di espulsione dalla Lega araba seguiti alla repressione sanguinosa della rivolta popolare del 2001.