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Cop26, Timmermans: "Risultato storico. Il mio voto è 9"

Il vicepresidente della Commissione europea si mostra soddisfatto dell'esito della Conferenza di Glasgow. E sullo "strappo" finale di India e Cina dice: "Fino a qualche mese fa impegni del genere sul carbone erano impensabili"
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GLASGOW. "Non sono un insegnante, non mi piace dare voti. Ma se me lo chiede, darei a questa Cop26 un 9. È un risultato comunque storico, nonostante le critiche e i risvolti finali. E mi spiace se Greta e gli altri giovani attivisti sono rimasti delusi. Li capisco. Ma abbiamo bisogno di loro". Frans Timmermans, 60 anni, parla a Repubblica e ad altri giornalisti stranieri nella fredda notte di Glasgow, subito dopo la chiusura della plenaria del vertice sul clima e il clamoroso strappo "last-minute" di India e Cina sul carbone.
 
Vicepresidente Timmmermans, perché lei dà voto 9 a questo summit? Molti sono rimasti delusi dall'esito finale e dalla sconfitta sul carbone.
"Non c'è un accordo perfetto, soprattutto in consessi simili a livello globale, o all'Onu. Abbiamo promesso i 100 miliardi di dollari per i Paesi poveri, abbiamo trovato accordi per vere innovazioni finanziarie da questo punto di vista. Anche i fondi …
GLASGOW. "Non sono un insegnante, non mi piace dare voti. Ma se me lo chiede, darei a questa Cop26 un 9. È un risultato comunque storico, nonostante le critiche e i risvolti finali. E mi spiace se Greta e gli altri giovani attivisti sono rimasti delusi. Li capisco. Ma abbiamo bisogno di loro". Frans Timmermans, 60 anni, parla a Repubblica e ad altri giornalisti stranieri nella fredda notte di Glasgow, subito dopo la chiusura della plenaria del vertice sul clima e il clamoroso strappo "last-minute" di India e Cina sul carbone.
 
Vicepresidente Timmmermans, perché lei dà voto 9 a questo summit? Molti sono rimasti delusi dall'esito finale e dalla sconfitta sul carbone.
"Non c'è un accordo perfetto, soprattutto in consessi simili a livello globale, o all'Onu. Abbiamo promesso i 100 miliardi di dollari per i Paesi poveri, abbiamo trovato accordi per vere innovazioni finanziarie da questo punto di vista. Anche i fondi per l'adattamento al climate change sono strumenti assolutamente inediti. Inoltre, abbiamo promesso la fine degli investimenti all'estero in combustibili fossili e abbiamo stilato un percorso per sbarazzarci del carbone".
 
Però la clamorosa svolta finale voluta da India e Cina fa pensare il contrario.
"Invece i risultati ottenuti ci permettono di tenere vivo il sogno di mantenere l'aumento della temperatura terrestre sotto 1,5 gradi. Capisco le dinamiche di quanto capitato oggi, capisco chi dice che si tratta di un completo fallimento passare dalla terminologia nel testo di "phase out" ("rinuncia" al carbone) a "phase down" ("riduzione"). Ma guardiamo tutto in prospettiva. Anche il "phase down" era impensabile fino a qualche mese fa con India e Cina. Quindi è davvero un grande risultato".
 
È sorpreso dell'atteggiamento di India e Cina con questo showdown finale sul carbone?
"Sono sorpreso dagli impegni che hanno assunto su questo negli ultimi mesi, impensabili fino a poco tempo fa, come ho constatato durante la mia recente trasferta in India. Oggi (ieri, ndr) non hanno voluto cedere sul concetto di "phase out" del carbone. Ma gli emendamenti finali non hanno indebolito lo spirito e la sostanza di questo accordo. Ripeto, su queste basi, 1,5 gradi è ancora un obiettivo raggiungibile".
 
Però i Paesi poveri e in via di sviluppo criticano fortemente l'Ue per essersi opposta a un vero meccanismo di "Loss and Damage", ossia di compensazioni a queste nazioni colpite dall'inquinamento causato da quelle più ricche.
"Si tratta di un argomento arrivato tardi nell'agenda di questo summit. Ma abbiamo fatto progressi. Questo è solo un inizio. Abbiamo promesso ai Paesi in via di sviluppo come possiamo allargare questo programma. Ma bisogna ancora capire l'esatta definizione di perdita (loss) e danno (damage), come determinare la loro natura e come raccogliere soldi".
 
Greta Thunberg e molti altri giovani ambientalisti sono profondamente delusi da questo accordo. Lei cosa vuole dire loro?
"Capisco la delusione, anche io ho nipotini. Ma non scoraggiatevi. Abbiamo bisogno di voi. Senza Greta e gli altri giovani, per esempio, non ci sarebbe stato il Green Deal in Europa. Mi spiace se voi giovani siete rimasti delusi ma abbiamo fatto del nostro meglio. E, ripeto, abbiamo bisogno di voi".