Esteri

Gli ex bambini inuit trapiantati in Danimarca ora vogliono una compensazione

Gli ex bambini inuit trapiantati in Danimarca ora vogliono una compensazione
(reuters)
Negli anni '50 22 piccoli furono separati dalle famiglie: il risultato furono anni di dolore e solitudine
1 minuti di lettura

COPENAGHEN - Sei membri della comunità Inuit danese chiedono un risarcimento al governo per un passato di "sperimentazione sociale" andata male. Il piccolo popolo dell'Artico che abita i ghiacci della Groenlandia, tanti anni fu protagonista di una sorta di esperimento sociale proposto dalla madre patria, la Danimarca.

La storia, raccontata dalla Bbc, parla di 22 bambini inuit che nel 1951 vennero separati dalle loro famiglie per approdare a Copenaghen e diventare "piccoli danesi". L socopo era fare di loro un ponte fra i due Paesi: molte famiglie acconsentirono malvolentieri a mandare i bambini, ma lo fecero tentando di offrire loro condizioni di vita migliore. Le cose non andarono così: i piccoli finirono in famiglie di accoglienza poco accoglienti, isolati fra di loro e dalle famiglie di origine. Per questo i sei sopravvissuti del gruppo originario, ora 70enni, chiedono un risarcimento pari a 28.200 dollari ciascuno, riferiscono gli avvocati.

Le scuse sono arrivate l'anno scorso: "Non possiamo cambiare quello che è successo. Ma possiamo assumerci la responsabilità e chiedere scusa a coloro che avremmo dovuto curare ma che non siamo riusciti a fare", disse la premier danese Mette Frederiksen.

Helen Thiesen, una sopravvissuta del gruppo inuit, raccontò la sua storia alla Bbc nel 2015. Nel 1951 le autorità danesi deciseo di velocizzare il processo di modernizzazione della Groenlandia e di plasmare un nuovo tipo di abitante locale. Il compito di selezionare "i fortunati bambini da rieducare per una vita migliore in Danimarca", fu affidato a preti e insegnanti.

Fu così che a maggio di quell'anno la nave MS Disko salpò da Nuuk con 22 bambini a bordo. Thiesen aveva 7 anni e ricorda che a quel tempo la madre le disse: "La Danimarca è come il paradiso. Non essere triste".

Ma paradiso non era. Arrivati sulla terraferma i bimbi non poterono più contattare le loro famiglie e vennero sistemati in famiglie affidatarie. La maggior parte non vide mai più i genitori e, stando alle testimonianze "vissero con un senso di perdita e di mancanza di autostima".