Il presidente russo sfrutta quella che ritiene essere una posizione strategica superiore rispetto al ripiegamento degli Stati Uniti, alla frammentazione e alla debolezza europee, per guadagnare nelle "zone grigie" dell'Europa dell'est. A fronte dell'aggressione, l'Occidente non deve sentirsi intimidito
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Il presidente russo Vladimir Putin è impegnato in un inasprimento su più fronti delle intimidazioni all'interno dell'Europa: sta sfruttando quella che egli ritiene essere una posizione strategica superiore della Russia rispetto al ripiegamento degli Stati Uniti, alla frammentazione e alla debolezza europee, e la possibilità di guadagnare molto nelle "zone grigie" dell'Europa dell'est. A fronte dell'aggressione russa, l'Occidente non deve sentirsi intimidito ma, al contrario, resistere con fermezza.
Tra le pressioni che la Russia esercita sull'Europa vi sono:
Una stretta sulle forniture di gas all'Europa in vista dell'inverno, così che quest'ultima non possa permettersi di opporsi senza compromettere di conseguenza la possibilità di riscaldarsi durante i mesi invernali;
Lo sfruttamento della Bielorussia per spingere i migranti verso l'Unione europea;
Il presidente russo Vladimir Putin è impegnato in un inasprimento su più fronti delle intimidazioni all'interno dell'Europa: sta sfruttando quella che egli ritiene essere una posizione strategica superiore della Russia rispetto al ripiegamento degli Stati Uniti, alla frammentazione e alla debolezza europee, e la possibilità di guadagnare molto nelle "zone grigie" dell'Europa dell'est. A fronte dell'aggressione russa, l'Occidente non deve sentirsi intimidito ma, al contrario, resistere con fermezza.
Tra le pressioni che la Russia esercita sull'Europa vi sono:
Una stretta sulle forniture di gas all'Europa in vista dell'inverno, così che quest'ultima non possa permettersi di opporsi senza compromettere di conseguenza la possibilità di riscaldarsi durante i mesi invernali;
Lo sfruttamento della Bielorussia per spingere i migranti verso l'Unione europea;
La concentrazione di armi pesanti e di soldati russi in Ucraina e intorno a essa, in particolar modo a nord della città di Kiev, in Crimea e nel Donbass, e a est del Distretto militare meridionale della Federazione Russa;
La minaccia di un nuovo conflitto nei Balcani tramite un sostegno attivo del nazionalismo serbo che potrebbe comportare un'eventuale divisione della Bosnia-Erzegovina e sfide all'indipendenza del Montenegro e
La promozione di una compagine "3+3" (Russia, Iran, Turchia, Armenia, Azerbaijan, Georgia) per intervenire nel Caucaso e subentrare all'influenza statunitense e al Partenariato orientale dell'Unione europea.
Tutte queste manovre vanno a sommarsi alle interferenze della Russia nella politica interna dei Paesi occidentali, all'opera di disinformazione, alle tangenti, alla corruzione e a tutti gli altri espedienti di cui la Russia si è avvalsa per indebolire l'Europa e gli Stati Uniti e ai quali abbiamo già fatto l'abitudine.
La minaccia all'Ucraina
In particolare, per ciò che concerne l'Ucraina, la Russia ha avviato i preparativi di una nuova aggressione militare, che potrebbe verificarsi in qualsiasi momento.In un testo storico di diecimila parole - e in dichiarazioni ufficiali di altri esponenti quali l'ex presidente Medvedev - il presidente russo Putin ha messo in discussione la legittimità dell'Ucraina a essere uno Stato indipendente e ha giustificato l'offensiva in corso in quel Paese da parte della Russia. Putin ha accusato le autorità ucraine di essere russofobe e le ha messe in guardia dall'utilizzare gli "ex territori sovietici" per intimorire la Russia.
La Russia ha assunto l'effettivo controllo della sicurezza in Bielorussia, tanto che il presidente Putin adesso può incutere paura all'Ucraina da nord oltre che da est. L'enorme concentrazione di soldati e di mezzi militari russi in corso è la terza quest'anno: la prima è stata ad aprile con oltre centomila soldati russi e vari equipaggiamenti militari dispiegati all'interno e intorno all'Ucraina. La seconda è stata in occasione dell'esercitazione Zapad-21. Adesso stiamo assistendo a una concentrazione di soldati e armamenti attorno all'Ucraina di portata addirittura superiore a quella di aprile e senza che ne sia stata data notizia con un annuncio ad hoc.
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni, dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni
Il tempismo delle manovre russe è ben calcolato: l'8 dicembre 2021 ricorre il ventunesimo anniversario del crollo dell'Unione Sovietica, evento che Putin ha più volte deplorato definendolo la più enorme tragedia del XX secolo. Perdipiù, in Germania la cancelliera Angela Merkel passerà il testimone a un governo guidato dall'Spd, mentre la Russia è impegnata a fare piazza pulita degli ultimi impedimenti che si frappongono al completamento del gasdotto Nordstream 2. Ad aprile la Francia sarà impegnata nelle elezioni. Il presidente Biden ha ritirato le truppe americane dall'Afghanistan e ha reso noto di voler fare altrettanto in Iraq e in Siria, mentre la sua posizione politica negli Stati Uniti si va indebolendo.
Putin ha reagito alle iniziative del presidente Zelensky contro l'influenza russa in Ucraina - in particolare le manovre contro Viktor Medvechuk (ai cui figli Putin ha fatto da padrino) - interrompendo bruscamente e in modo ufficiale i contatti tra i due Paesi. In un commento pubblico Medvedev ha criticato Zelensky e il suo staff in modo diretto, insinuando poi che, poiché sono russofoni ed ebrei, non sanno chi sono e non sono "ucraini".
Niente di quanto qui precisato sta a significare che la Russia sia irreparabilmente impegnata in una nuova invasione dell'Ucraina. Piuttosto, il presidente Putin sta mettendo in atto le forze e le argomentazioni necessarie a offrirgli la possibilità di invadere l'Ucraina, opzione irrealizzabile qualora non avesse messo in atto questi primi passi preliminari. In verità, è molto più probabile che Putin sia alla ricerca di agevolazioni e di gesti distensivi da parte dell'Ucraina e dell'Occidente in cambio della sua decisione di non invadere il Paese. Il fatto che abbia ammassato al confine le truppe necessarie a invadere l'Ucraina, però, implica che adesso è indispensabile una risposta vigorosa da parte dell'Occidente per dimostrare che un intervento simile costerebbe davvero troppo caro alla Russia.
La resistenza occidentale
In simili circostanze, l'Amministrazione Biden e vari governi europei hanno iniziato a opporre resistenza in modo encomiabile. Nel tentativo di dimostrare, forse, che non ripeterà l'errore commesso nello scongiurare l'illecita annessione della Crimea nel 2014 da parte della Russia, l'Occidente ha varato alcune iniziative.
Gli Stati Uniti hanno attirato l'attenzione dell'opinione pubblica sulle attività agguerrite russe a un alto livello politico e diplomatico, tra altre cose fornendo rapporti aggiornati e con iniziative diplomatiche presso la Nato e nelle capitali europee.
Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito e altri Paesi ancora hanno riaffermato con energia il loro sostegno all'integrità sovrana e territoriale dell'Ucraina. Gli Stati Uniti hanno ribadito ciò con una visita del segretario della Difesa Austin a Kiev, seguita da una visita del ministro ucraino della Difesa Reznikov a Washington, e garantendo assistenza sul piano della sicurezza;
Il presidente della Commissione Affari Esteri del senato degli Stati Uniti, Robert Menendez, ha presentato un disegno di legge in virtù del quale se le truppe russe penetreranno ancor più in Ucraina scatteranno nuove pesanti sanzioni. Il Regno Unito ha annunciato di voler prendere in considerazione un dispiegamento temporaneo di soldati britannici per missioni di addestramento ed esercitazione in Ucraina;
Il presidente francese Macron ha dichiarato ufficialmente che, qualora la Russia effettuasse ulteriori incursioni militari in Russia ci sarebbero gravi ripercussioni e gli enti tedeschi di regolamentazione hanno bloccato l'attestato finale di certificazione del gasdotto Nordstream 2 per almeno due mesi.
Come è prevedibile, malgrado i suoi interventi aggressivi visibili a tutti, la Russia ha dichiarato di non minacciare nessuno, accusando gli Stati Uniti e gli altri Paesi di essere i primi a voler esasperare la situazione che rischia di degenerare in un conflitto. Perfino un commento relativamente fattuale del direttore di questo giornale (La Repubblica) ha attirato un rimprovero immediato e offensivo da parte della portavoce della ministra degli Affari Esteri russi, Maria Zakharova.
L'Occidente non dovrebbe farsi distrarre da questa retorica russa aggressiva. Al contrario: soltanto una contro-pressione ferma e determinata garantirà che la Russia non esasperi ancor più la situazione.
Lo squilibrio tra Kiev e Mosca
Tra le ulteriori misure che si potrebbero adottare per contrastare questa pressione si potrebbero mettere in atto le seguenti: Stati Uniti e Ue dovrebbero annunciare fin d'ora quali sanzioni o quali altri provvedimenti sarebbero presi immediatamente, e in modo coordinato, se la Russia facesse avanzare i suoi soldati ancor più all'interno del territorio ucraino; le nazioni occidentali dovrebbero dare il via a una successione regolare di visite di alto livello ai funzionari più importanti della politica estera e della Difesa di Kiev, e organizzare sopralluoghi nelle aree oggetto di conflitto in Oriente; gli Stati Uniti e altri alleati della Nato dovrebbero aumentare i livelli e la qualità delle operazioni di assistenza alla sicurezza e addestramento delle truppe ucraine; gli Stati Uniti dovrebbero declassificare le intelligence riguardanti la concentrazione delle forze armate russe e la sua leadership dei soldati all'interno dell'Ucraina (Donbas); gli Stati Uniti e vari altri Paesi amici dell'Ucraina dovrebbero nominare nuovi rappresentanti speciali, impegnati nello specifico a porre fine alla guerra all'Ucraina.
Mentre l'Occidente prende in considerazione le opzioni politiche praticabili, deve tenere bene a mente il ruolo strategico che l'Ucraina riveste per il futuro dell'Europa. I Paesi dell'Ue possono pensare che il futuro dell'Europa dipenda dalla politica monetaria, o dal nuovo cancelliere tedesco o dall'esito delle elezioni francesi, e già si discute di queste cose.
Tuttavia, da una prospettiva diversa si vede che il futuro dell'Europa sarà determinato da una cosa sola: se la Russia resterà un vicino ostile o se, un giorno, si trasformerà in un partner costruttivo. Tenuto conto del sistema creato sotto la presidenza di Putin, l'unico modo con il quale la Russia cambierà rispetto alla sua attuale posizione ostile è se cambierà essa stessa, ovvero se il popolo russo sarà in grado di dare un mandato a un governo che rifletta gli interessi reali del Paese, invece di quelli dell'ex élite del Kgb.
Da questo punto di vista, il successo dell'Ucraina come democrazia di mercato, con sicurezza e sovranità sul proprio territorio, è di importanza vitale per gli Stati Uniti e per l'Europa. Se l'Ucraina riuscirà a essere all'altezza degli standard europei sarà un segnale di buon auspicio e anche la Russia potrà diventare uno Stato che vive all'altezza di quegli standard. Al contrario, se l'Ucraina sarà trascinata a fondo dalla Russia, il Cremlino la sfrutterà per perpetuare l'attuale forma di autoritarismo russo in patria e di aggressione all'estero.