✕

Regno Unito, la svolta del leader laburista Keir Starmer: "Siamo un partito patriottico"

Il leader del Labour Keir Starmer (ansa)
Il successore di Corbyn esalta i valori britannici, la Regina, l'unità del Paese e anche il Commonwealth. Sogna di riconquistare le zone operaie e intanto, complici gli scandali dei Tories, stacca Boris Johnson nei sondaggi
2 minuti di lettura

LONDRA. Non una, ma ben due bandiere britanniche dietro di lui. Perché, se non fosse chiaro, il “Labour è un partito profondamente patriottico”. Parola di Sir Keir Starmer, anzi del suo “contratto” con il popolo, che il leader laburista ha presentato ieri a Birmingham. 

I valori del Labour di Starmer

Non è la prima volta che Starmer cerca di fare breccia nel tradizionalismo e nel patriottismo di Boris Johnson. Ma mai come questa volta Sir Keir ha esaltato i valori britannici, “la nostra Regina”, l’unità del Paese (infuriati gli indipendentisti scozzesi), e poi &l…

LONDRA. Non una, ma ben due bandiere britanniche dietro di lui. Perché, se non fosse chiaro, il “Labour è un partito profondamente patriottico”. Parola di Sir Keir Starmer, anzi del suo “contratto” con il popolo, che il leader laburista ha presentato ieri a Birmingham. 

I valori del Labour di Starmer

Non è la prima volta che Starmer cerca di fare breccia nel tradizionalismo e nel patriottismo di Boris Johnson. Ma mai come questa volta Sir Keir ha esaltato i valori britannici, “la nostra Regina”, l’unità del Paese (infuriati gli indipendentisti scozzesi), e poi “il Commonwealth”, il totem della sanità britannica, “i lavoratori” e persino “il deterrente nucleare post Seconda Guerra mondiale”. Perché, come ammoniva Keir Hardie, sindacalista scozzese e fondatore del Labour Party citato da Starmer, “il socialismo britannico deve avere 'uno stile locale'”. Del resto, 59 anni fa, mamma Josephine (infermiera) e papà Rodney (operaio) lo chiamarono Keir proprio in onore di Hardie, quando nacque a Southwark, quartiere popolare di Londra. 

Corbyn? Neanche citato

Sembra passata un’epoca, e invece sono due anni, da quando il partito laburista aveva un leader - l’antagonista Jeremy Corbyn - che invocava egualitarismo e giustizia sociale, ma che si irritava soltanto al pensiero di cantare God Save the Queen, in nome di "un’internazionale socialista" dalle controverse sinergie mondiali. Per non parlare delle accuse di antisemitismo nel partito, che Starmer, ex avvocato e massimo procuratore della Corona, ha cercato di estirpare dal Labour dal suo primo giorno al comando, ricostruendo i rapporti con la comunità ebraica. Corbyn? Non lo ha nemmeno citato nel discorso. Al suo posto, “Attlee, Wilson e Blair. Perché loro hanno vinto”.



Quattro i pilastri del contratto di Starmer con i britannici: “Sicurezza, prosperità, decenza e onestà”, capitalizzando così gli ultimi scandali dei Conservatori, oltre a “sicurezza sul lavoro, lotta contro il cambiamento climatico, e il rispetto”, nota l'ingessato leader ieri risultato positivo al Covid per la seconda volta in pochi mesi. “Nessuno deve essere lasciato indietro. Mio padre operaio lo guardavano dall’alto in basso. Non deve accadere nella nostra società”. 

La sfida con i Tories

Il discorso di Starmer ha uno scopo chiaro: cementare il “momentum” favorevole. Il leader Labour non è mai stato così in testa nei sondaggi: almeno 6 punti su Boris Johnson e addirittura 12 nelle zone “rosse” ex operaie che fecero trionfare l’attuale primo ministro tory alle elezioni 2019. La “Union Jack" del patriottismo e del localismo di Starmer serve proprio per riconquistare queste decadenti circoscrizioni, ma anche per logorare i tories al centro e tra i moderati.


Ciononostante, per Sir Keir sarà dura. Starmer guida i sondaggi soprattutto per i clamorosi harakiri politici di Johnson sul lobbismo di partito e lo sa: “Dovremo guadagnarci la fiducia dei britannici”. Inoltre, avrà altri, tanti avversari, dagli indipendentisti scozzesi alla corrente di sinistra Labour che non gli ha mai perdonato il “tradimento” di Corbyn. Poi dovrà persuadere gli elettori conservatori su temi spinosi come economia e immigrazione. Ma soprattutto, Starmer non ha ancora saputo costruire una visione, una sintesi, o uno slogan convincente per il suo Labour. Infine, nel corpo a corpo politico, Johnson, che in campagna elettorale si scatena, lo ha quasi sempre soverchiato, anche con le sue brucianti caricature (“Sembra il capitano di una nave di pirati somali, haha!”). Sinora Keir Starmer ha risposto solo con serietà e promesse di onestà e giustizia. Basteranno?