Egitto, il licenziamento di un'insegnante perché ballava la danza del ventre scatena il dibattito sui diritti delle donne
Nel video si vede una signora velata, con il corpo avvolto dalla tunica tipica delle donne conservatrici, ballare al ritmo della musica usata per la danza del ventre. Insieme a lei, sorridente, un collega: sullo sfondo, la nave dove si trovano, in navigazione sulle acque del Nilo. Non sarebbe neanche una storia quella che vede protagonista Aya Yousef, insegnante di arabo egiziana: non lo sarebbe se la donna a causa di quel video non fosse stata licenziata dalla scuola dove insegnava, accusata sostanzialmente di condotta immorale. E se la sua vicenda non avesse scatenato in Egitto un dibattito tale da essere rilanciato anche dalla Bbc, che ieri raccontava la storia sul suo sito web.
La vicenda di Aya ha scatenato infatti un ampio dibattito in Egitto dove da anni la questione femminile è al centro del dibattito di due forze opposte che in modo diverso dalla rivoluzione di piazza Tahrir e dalle energie che ne sono scaturite hanno acquistato forza e visibilità: quella dei l…
Nel video si vede una signora velata, con il corpo avvolto dalla tunica tipica delle donne conservatrici, ballare al ritmo della musica usata per la danza del ventre. Insieme a lei, sorridente, un collega: sullo sfondo, la nave dove si trovano, in navigazione sulle acque del Nilo. Non sarebbe neanche una storia quella che vede protagonista Aya Yousef, insegnante di arabo egiziana: non lo sarebbe se la donna a causa di quel video non fosse stata licenziata dalla scuola dove insegnava, accusata sostanzialmente di condotta immorale. E se la sua vicenda non avesse scatenato in Egitto un dibattito tale da essere rilanciato anche dalla Bbc, che ieri raccontava la storia sul suo sito web.
La vicenda di Aya ha scatenato infatti un ampio dibattito in Egitto dove da anni la questione femminile è al centro del dibattito di due forze opposte che in modo diverso dalla rivoluzione di piazza Tahrir e dalle energie che ne sono scaturite hanno acquistato forza e visibilità: quella dei liberali progressisti, che in Occidente non esiteremmo a definire “laici”, concetto non semplice da trasferire nel mondo arabo. E quella dei conservatori, che politicamente fanno riferimento ai Fratelli musulmani: per quest’ultimi la danza della professoressa Yousef è il segno della degenerazione morale in cui rischia di cadere l’Egitto. Per questo hanno scatenato contro di lei una tempesta sui social network e sui media più conservatori, chiedendo – e ottenendo – che il marito divorziasse da lei, e che fosse licenziata. Per quanto sia una tradizione che ha radici antiche, la danza del ventre infatti in Egitto è spesso associata alla prostituzione: e di questo si sarebbe macchiata la professoressa secondo i suoi accusatori.
La risposta del campo opposto non si è fatta attendere: l’Egyptian center for women’ rights ha offerto all’insegnante un posto di lavoro, mentre studia la possibilità di far causa al ministero dell’Educazione che l’ha mandata via.
Quello che attende di concludersi è solo l’ultimo di una serie di scontri in materia di diritti femminili negli ultimi anni in Egitto: l’arresto di una serie di giovani ragazze, colpevoli solo di aver diffuso su Tik Tok video di loro che ballano. E il clamore che ha suscitato il processo prima e il rilascio poi degli imputati per la violenza di gruppo avvenuta due anni fa nell’hotel di lusso Fairmont del Cairo contro alcune ragazze durante una festa sono i segni di una società in evoluzione, sollecitata da forze opposte che regolarmente si scontrano. In mezzo questa volta è finita la professoressa Yousef e la sua innocua danza.