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Putin cerca in Siria nuove forze per l'attacco alle città ucraine: mille dollari al mese per andare a combattere

Le compagnie di sicurezza come la Wagner sono partite con massicci reclutamenti. Si cercano combattenti già preparati alla guerriglia urbana, per testare la resistenza di Kiev risparmiando le truppe regolati. Ma dalle imboscate ai problemi di comunicazione, le perdite sono dietro l'angolo
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Migliaia di siriani si sono registrati per andare a combattere al fianco della Russia in Ucraina. Lo rivelano diversi media internazionali, affermando che nella nazione mediorientale è in corso una massiccia campagna di reclutamenti, che tocca tutti i territori controllati dalle truppe di Mosca. Da Damasco ad Aleppo, passando per Daraa, Rif Dimashq e l'ovest di Deir Ezzor.

Lo schema è lo stesso applicato dalla Turchia per quanto riguarda la Libia. Le liste di aspiranti combattenti sono formate da elementi delle fazioni più disparate, a volte anche in lotta tra di loro, attratti soprattutto dai maxi stipendi. Ci sono uomini della milizia Qatarji, nota per aver svolto un ruolo di intermediario tra Damasco e Isis e perciò sanzionata dagli Stati Uniti. Non mancano nemmeno membri di gruppi pro-Turchia. Fanno parte di entità che negli anni sono finite sotto l'ala di Hayat Tahrir al-Sham (o HTS), branca qaedista nel paese, che oggi comanda a …

Migliaia di siriani si sono registrati per andare a combattere al fianco della Russia in Ucraina. Lo rivelano diversi media internazionali, affermando che nella nazione mediorientale è in corso una massiccia campagna di reclutamenti, che tocca tutti i territori controllati dalle truppe di Mosca. Da Damasco ad Aleppo, passando per Daraa, Rif Dimashq e l'ovest di Deir Ezzor.

Lo schema è lo stesso applicato dalla Turchia per quanto riguarda la Libia. Le liste di aspiranti combattenti sono formate da elementi delle fazioni più disparate, a volte anche in lotta tra di loro, attratti soprattutto dai maxi stipendi. Ci sono uomini della milizia Qatarji, nota per aver svolto un ruolo di intermediario tra Damasco e Isis e perciò sanzionata dagli Stati Uniti. Non mancano nemmeno membri di gruppi pro-Turchia. Fanno parte di entità che negli anni sono finite sotto l'ala di Hayat Tahrir al-Sham (o HTS), branca qaedista nel paese, che oggi comanda a Idlib facendo il bello e il cattivo tempo, in quanto gestisce in esclusiva tutti gli aiuti economici e logistici provenienti da Ankara.  Le compagini minori o rivali, di conseguenza, ne sono diventate schiave pena la sopravvivenza.

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L'alternativa, infatti, è adeguarsi o cercare altro. In questo caso, la possibilità di combattere altrove per salari fuori-mercato è un'occasione imperdibile. Si parla di cifre fino a mille dollari al mese per una ferma teorica tra i sei e i sette mesi, quando in Siria lo stipendio dei combattenti è un decimo. Non tutti gli iscritti alle liste, però, andranno effettivamente a combattere contro Kiev. I numeri saranno estremamente più bassi, anche perché Mosca non può permettersi di svuotare le aree controllate in Siria, che sarebbero esposte ai crescenti attacchi dell'ex Isis e di varie milizie.

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Per ottenere l'ok bisogna superare un iter di selezione gestito da una compagnia di sicurezza russa. Nessuno dice quale sia, ma con ogni probabilità è la Wagner, presente nel paese mediorientale ormai da oltre un anno. Al candidato vengono poste numerose domande per valutare la sua esperienza militare e i legami di affiliazione. Gli intervistatori vogliono evitare di mandare nella stessa unità guerriglieri provenienti da fazioni rivali per non correre il rischio di scontri interni, scoppiati magari nel bel mezzo di una battaglia. E' già successo in Libia e il risultato è stata una disfatta. I mercenari siriani hanno cominciato a disertare gli ordini e a combattersi tra loro. Tanto che, dopo pochi mesi, hanno chiesto praticamente tutti di rientrare in patria.

L'Ucraina, però, non è la Libia e le difese di Kiev non sono le stesse di quelle di Khalifa Haftar. Ecco perché i reclutatori non possono permettersi errori nelle selezioni. Non a caso, almeno secondo fonti locali, sembra che finora si prediliga assumere chi ha esperienze nel combattimento in aree urbane e abbia già lavorato con le truppe russe o i contractors della Wagner. In particolare, sono molto ricercati membri delle Forze Quds e del Reggimento 25, guidato da Suheil al-Hassan. Quest'ultima unità in particolare è stata addestrata dagli spetsnaz, le forze speciali di Mosca, e opera al loro fianco. La motivazione di questa scelta è semplice: i mercenari siriani da subito dovranno integrarsi con gli altri assetti russi, coinvolti nell'offensiva contro Kiev. Inoltre, è necessario che siano in grado di usare i mezzi e le dotazioni delle truppe di Mosca. Soprattutto ora che l'offensiva si appresta ad arrivare alle grandi città e si prospettano battaglie casa per casa. Gli Ucraini, infatti, hanno già dimostrato più volte che non si arrenderanno e che combatteranno fino all'ultimo. Peraltro, hanno già annunciato che, in caso di sconfitta, continueranno lo stesso a dare filo da torcere al nemico tramite la guerriglia urbana ed extra-urbana.

La Russia di contro ha assetti specializzati nella "urban warfare" limitati e non può correre il rischio di perderli nel caso la situazione globale dovesse precipitare. Non a caso non li ha schierati nello stato vicino. Inoltre, non conosce le reali capacità difensive delle forze di Kiev nei centri urbani. Perciò, vuole mandare avanti i siriani. Nel migliore dei casi prenderanno le città con uno sforzo limitato da parte delle truppe regolari. Nel peggiore, gli analisti di Mosca capiranno contro cosa andrebbe in contro l'esercito. A ciò si aggiunge che in entrambi gli scenari il nemico verrebbe comunque fiaccato. Di fatto, i mercenari del paese mediorientale saranno quella che in guerra viene definita "carne da cannone". Lo saranno già di partenza a causa di alcuni loro limiti oggettivi, a priori dall'integrazione con i soldati russi e con i loro sistemi. Innanzitutto, a differenza del nemico, non conoscono il territorio e la morfologia del terreno. Di conseguenza saranno soggetti a imboscate da parte delle forze ucraine.

Inoltre, non sono abituati a combattere in un territorio dove le temperature e le precipitazioni sono molto diverse da quelle in Siria. Lì, a differenza dell'Ucraina, quando piove gli scontri rallentano o addirittura si fermano. Infine, c'è il problema della lingua. E' vero che siriani e russi operano già da tempo insieme. Ma non lo hanno mai fatto in conflitti ad alta intensità come quello in Ucraina, dove un'interpretazione sbagliata di una comunicazione o di un ordine può causare un disastro, anche in termini di perdite.