ROMA - Gli occhi dal cielo si posano sulle aree dove è più intenso il martellamento dell'armata russa in Ucraina, e il primo effetto che balza alla vista è uno: devastazione.
Ma c'è anche l'angoscia di Irpin, luogo decisivo di scontro, con la sua fila di auto di gente comune, incolonnate verso il ponte distrutto: bisogna saltare a piedi, tra assi e sterpaglie, per provare a lasciarsi indietro la morsa dell'esercito russo che incalza, sperando che in quel momento le sventagliate di artiglieria guardino altrove. O ancora Moschun, sobborgo a nord della capitale Kiev, con le sue case punteggiate di rosso e nero, i colori del fuoco e delle nubi di fumo che le avvolgono.
Le immagini della Maxar sono rilanciate dal profilo twitter di Mike Eckel, reporter RadioFreeEurope/RadioLiberty che già aveva coperto gli eventi in Crimea, Cecenia e Georgia.
La Maxar, che ha sede negli Usa, in Colorado, dice di sé di sapere combinare "le capacità dell'infrastruttura spaziale e dell'intelligence terrestre per offrire soluzioni innovative alle missioni commerciali e governative". Nel conflitto ucraino, i suoi scatti satellitari sono arrivati a orientare in qualche modo gli sviluppi di quel che accade sul terreno. Dalle sue lenti sono passate le prime immagini dell'ormai nota colonna di blindati e mezzi militari russi, lunga 60 chilometri, che ha puntato verso la capitale Kiev. Già Mariupol era finita nel suo radar, con un evocativo confronto tra il "prima e il dopo" gli attacchi russi sulla città.
La mappa del conflitto a Kiev
Tra i suoi lanci più recenti, su Twitter, anche il dettaglio di una batteria di artiglieria da Ozera, nei pressi dell'aeroporto internazionale Antonov, con tanto di fumo presente su molte postazioni a indicare che sono state centrate dalle forze nemiche.