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Presidenziali francesi, da Jane Birkin a Marc Levy: l'appello del mondo della cultura per fermare Marine Le Pen

(afp)
"Non votare Macron equivale a dare un voto a Rassemblement National", scrivono artisti e scrittori, nonostante alcuni non abbiano molta fiducia nel presidente uscente. Anche lo sport si mobilita. La candidata della destra non l'ha presa bene: "Di molti firmatari non conosco nemmeno il nome"
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PARIGI - Il mondo della cultura francese si mobilita contro Marine Le Pen. A una settimana dal voto di ballottaggio, sono infatti già almeno cinquecento gli attori, musicisti e scrittori che hanno sottoscritto l'appello a "votare senza esitazione" per il presidente uscente Emmanuel Macron. Denunciando il programma della leader di Rassemblement National come "xenofobo" e incentrato sulla chiusura: "Non possiamo immaginare una Francia guidata da chi persegue un programma incentrato sul ritiro in sé stessi, una persona che ha stretto alleanze e amicizie con potenze totalitarie e guerrafondaie" scrivono dunque, nell'appello fatto pervenire ai maggiori media francesi.

A sottoscriverlo, appunto, alcuni dei più celebri artisti francesi: e tra questi, attori come Fabrice Luchini, Béatrice Dalle e quel François Cluzet da tempo impegnato nella lotta al surriscaldamento climatico tanto da aver firmato nel settembre 2018 (d…

PARIGI - Il mondo della cultura francese si mobilita contro Marine Le Pen. A una settimana dal voto di ballottaggio, sono infatti già almeno cinquecento gli attori, musicisti e scrittori che hanno sottoscritto l'appello a "votare senza esitazione" per il presidente uscente Emmanuel Macron. Denunciando il programma della leader di Rassemblement National come "xenofobo" e incentrato sulla chiusura: "Non possiamo immaginare una Francia guidata da chi persegue un programma incentrato sul ritiro in sé stessi, una persona che ha stretto alleanze e amicizie con potenze totalitarie e guerrafondaie" scrivono dunque, nell'appello fatto pervenire ai maggiori media francesi.

A sottoscriverlo, appunto, alcuni dei più celebri artisti francesi: e tra questi, attori come Fabrice Luchini, Béatrice Dalle e quel François Cluzet da tempo impegnato nella lotta al surriscaldamento climatico tanto da aver firmato nel settembre 2018 (dopo le dimissioni del ministro dell'ambiente Nicolas Hulot) l'appello per salvare il Pianeta che venne pubblicato sulla prima pagina di Le Monde.

Spiccano poi i nomi del chitarrista jazz Thomas Dutronc, della giovane cantautrice Clara Luciani e di una superstar come Jane Birkin insieme alla figlia attrice, regista e musicista Charlotte Gainsbourg. E pure uno dei romanzieri francesi più letti al mondo, lo scrittore Marc Levy (autore, fra l'altro de I figli della Libertà e Lei & Lui).

L'appoggio al presidente uscente, le tante personalità firmatarie ci tengono a chiarirlo, è più di testa che di pancia: "Per alcuni di noi l'esito di questo primo turno non è stato quello desiderato. Per alcuni di noi resta la sfiducia". Ma è necessario, insistono, fare barriera contro Le Pen, "la cui base è diventata molto potente" insistono. "Non abbiamo né dubbi né esitazioni quando si tratta di scegliere fra democrazia e populismo. Non osiamo nemmeno immaginare quale spazio avrebbe la cultura all'interno del nostro Paese se fosse l'estrema destra a dover scegliere". Senza dimenticare la guerra in Ucraina: "Non possiamo nemmeno lontanamente immaginare la sensazione del popolo ucraino invaso, bombardato e massacrato, se dovesse trovarsi a scoprire che abbiamo eletto alla guida del nostro Paese un'amica di Putin, una complice del capo del Cremlino".

Quello degli artisti, d'altronde, non è l'unico appello del genere a circolare in queste ore in Francia. Due giorni fa, alti funzionari del mondo della cultura, compreso l'ex ministro Jack Lang, hanno sottolineato in un documento analogo che l'astensione equivale a un voto per la Le Pen. E pure il mondo dello Sport è mobilitato per Macron.

I toni sono analoghi: "Noi, sportivi francesi di ogni ceto e di tutte le discipline, non possiamo immaginare che questo momento storico sia segnato dal sigillo di una presidenza di estrema destra. Se siamo pienamente consapevoli delle difficoltà che stanno attraversando molti francesi, siamo convinti che votare per un partito che metterebbe in pericolo i valori repubblicani sarebbe il peggior rimedio. Lo sport in cui crediamo, quello dei valori dell'Olimpismo, è fatto di amicizia e rispetto; è il luogo della diversità. Rifiuta ogni discriminazione. Ovunque sul territorio, nelle nostre città, nelle nostre periferie e nelle nostre campagne, lo sport è un potente rimedio all'esclusione. In questi tempi incerti, è un punto di incontro...". Fra i firmatari, l'ex velocista e campionessa olimpica Marie-José Pérec, la judoka nera Clarisse Agbégnénou, oro a Tokyo 2020, il pallavolista di origine serba Nikola Karabatic e almeno altri 50 atleti di fama.

La candidata della destra non l'ha presa bene: "La demonizzazione nei miei confronti è politica e mediatica", ha commentato ieri. "Non ne sono sorpresa, ma, certo, se Macron è tanto sicuro di vincere, non dovrebbe andare a cercare atleti e artisti di cui la maggior parte dei nomi mi sono sconosciuti".