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Quella in Ucraina è una guerra per procura? La storia, le minacce, i rischi per l'Occidente: tutto quello che c'è da sapere

Dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, a Lawrence d'Arabia: l'anatomia delle guerre indirette fra passato remoto, l'Afghanistan di ieri e il pantano ucraino
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LONDRA – “La Nato è impegnata in una guerra per procura contro di noi” ha detto due giorni fa il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ammonendo che questo contribuisce ad aumentare “considerevolmente” il rischio di una guerra nucleare fra Mosca e l’Occidente. Altri responsabili russi avvertono che la reazione potrà includere attacchi a “centri decisionali occidentali a Kiev”, un riferimento all’apparente presenza di consiglieri e istruttori militari occidentali in Ucraina, o addirittura contro i paesi della Nato da cui arrivano armi all’Ucraina. Ma cosa significa una tale escalation e come si è arrivati a questo punto? Ecco alcune domande e risposte per capire se il conflitto in Ucraina è diventato effettivamente una “guerra per procura” e quali sono i precedenti.

Cosa ha detto Lavrov?

Il capo della diplomazia russa ha protestato per l’invio all’Ucraina di armi…

LONDRA – “La Nato è impegnata in una guerra per procura contro di noi” ha detto due giorni fa il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ammonendo che questo contribuisce ad aumentare “considerevolmente” il rischio di una guerra nucleare fra Mosca e l’Occidente. Altri responsabili russi avvertono che la reazione potrà includere attacchi a “centri decisionali occidentali a Kiev”, un riferimento all’apparente presenza di consiglieri e istruttori militari occidentali in Ucraina, o addirittura contro i paesi della Nato da cui arrivano armi all’Ucraina. Ma cosa significa una tale escalation e come si è arrivati a questo punto? Ecco alcune domande e risposte per capire se il conflitto in Ucraina è diventato effettivamente una “guerra per procura” e quali sono i precedenti.

Cosa ha detto Lavrov?

Il capo della diplomazia russa ha protestato per l’invio all’Ucraina di armi occidentali più sofisticate rispetto alla prima fase della guerra: missili anticarro, mezzi corazzati, droni di nuova generazione, affermando che questi ordigni costituiscono “una provocazione” e che avranno l’effetto di prolungare il conflitto. “In sostanza, armando l’Ucraina, la Nato è impegnata in una guerra per procura contro la Russia”, ha detto Lavrov, “e la guerra è guerra”.

L’Occidente ha risposto alle sue affermazioni?

Ieri una fonte britannica ha dichiarato al Guardian: “C’è una narrativa russa secondo cui questa è una guerra per procura tra la Nato e Mosca. Non è così. Noi stiamo appoggiando il diritto ucraino all’autodifesa”. Un commento interpretabile come una precisazione rispetto alle parole di qualche giorno prima del sottosegretario alla Difesa britannico James Heappey secondo cui “è legittimo” usare armi date da Londra a Kiev per attacchi sul territorio russo. Negli stessi giorni il segretario alla Difesa americano Austin si è espresso sulla necessità di “indebolire la Russia affinché non faccia più cose come quelle sta facendo adesso”. Lo stesso presidente Biden ha affermato che l’Ucraina “deve vincere”. Vari commentatori occidentali osservano che, dopo il fallito attacco russo su Kiev e l’affondamento dell’incrociatore russo Moskva, gli obiettivi occidentali della guerra sembrano essere cambiati: da un iniziale intervento per impedire che l’Ucraina intera sia sopraffatta dall’invasione a un tentativo di infliggere una sconfitta perlomeno simbolica alla Russia.

Ciò vuol dire che, con le nuove armi, l’Ucraina potrà contrattaccare, colpire la Russia sul suo territorio e liberare completamente il proprio?

No. Per il momento l’Ucraina non sembra in grado di riconquistare militarmente il territorio perduto. Ha respinto le forze russe nell’avanzata su Kiev e, pur cedendo qualche località, il fronte del Donbass sostanzialmente resiste alla nuova offensiva in corso nell’Est del Paese. Ma a Sud, lungo le coste del mare di Azov e del mar Nero, la Russia appare in controllo del corridoio di terra conquistato fino alla penisola della Crimea e non sembra indietreggiare. Gli sporadici attacchi di elicotteri e razzi ucraini in territorio russo sono avvenuti nelle vicinanze del confine e si sono limitati a colpire serbatoi di petrolio per rendere più difficili i rifornimenti di carburante alle forze russe.

Quanto è seria la minaccia russa di colpire centri occidentali a Kiev o paesi Nato?

È possibile che razzi russi cerchino di distruggere i centri operativi ucraini. Non è chiaro, tuttavia, quanti siano e dove siano gli istruttori militari occidentali. Citando fonti ucraine, il Times di Londra ha rivelato nelle scorse settimane la presenza nei dintorni di Kiev di alcuni commando delle Sas, le forze speciali britanniche, per insegnare alle forze ucraine come usare i nuovi lanciarazzi forniti da Londra, ma non ci sono state conferme ufficiali. Quanto all’ipotesi che Mosca risponda bombardando un paese della Nato, per esempio la Polonia, da dove partono i convogli con le armi occidentali destinate all’Ucraina, gli esperti militari la considerano al momento poco probabile: una mossa simile rischierebbe di provocare un più diretto intervento militare della Nato e la Russia non avrebbe niente da guadagnarci.

E la minaccia evocata da Lavrov dell’uso di armi nucleari da parte russa?

L’hanno evocata anche funzionari occidentali, tra cui il direttore della Cia William Burns, oltre al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Tuttavia vale per le armi nucleari quello che vale per l’ipotesi di un attacco convenzionale contro la Polonia o altri paesi della Nato: uno scenario simile potrebbe provocare una risposta analoga da parte della Alleanza Atlantica contro la Russia, senza vantaggi per Mosca.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, con l'omologo eritreo Osman Saleh (a sinistra) (reuters)

Diverso è il discorso per l’uso di armi nucleari tattiche, cioè molto meno potenti di un missile strategico ma egualmente letali, contro l’Ucraina. Ma anche questo potrebbe avvenire verosimilmente solo nel caso di una situazione disperata per la Russia: sia l’uso di armi nucleari che l’uso di armi chimiche russe in Ucraina porterebbe sicuramente a un maggiore coinvolgimento della Nato nella guerra, proprio quello che Mosca non vuole. Si passerebbe da una “guerra per procura” a un conflitto diretto.

Ma cosa significa guerra “per procura”?

È un conflitto armato fra due Stati che combattono su istigazione, per conto o con l’aiuto di altri paesi, non direttamente coinvolti nelle ostilità. Di fatto consiste nel finanziare, fornire armi, dare istruzioni e altre forme di assistenza militare a uno o entrambi i belligeranti, senza partecipare in prima persona ai combattimenti.

Quando sono cominciate le guerre per procura?

Il concetto che il nemico del mio nemico è un mio amico esiste fin dall’antichità. L’Impero Bizantino ha usato le guerre per procura come un metodo di politica estera verso i suoi avversari. Sia l’Impero Ottomano che grandi potenze europee come Francia, Spagne e Inghilterra vi hanno fatto regolarmente ricorso, per esempio attraverso la pirateria. Durante la Prima guerra mondiale, la rivolta araba contro l’Impero Ottomano, parzialmente istigata e guidata da Londra, con la presenza sul campo di una figura diventata leggendaria come Lawrence d’Arabia, viene considerata una guerra per procura. E anche la guerra civile spagnola è stata in parte una guerra per procura, in cui l’Italia fascista e la Germania nazista appoggiavano i nazionalisti franchisti, mentre l’Unione Sovietica appoggiava i repubblicani.

Quali sono state le più note guerre per procura dal 1945 in poi?

Durante la guerra fredda, Usa e Urss sono diventate protagoniste di numerose guerre per procura: in Corea, in Vietnam, in Angola, in Nicaragua, dove gli Stati Uniti appoggiavano militarmente con armi e consiglieri militari una delle due parti per opporsi alla controparte comunista appoggiata dall’Unione Sovietica. In alcuni di questi conflitti, come in Corea e Vietnam, la guerra per procura ha poi visto il coinvolgimento diretto di truppe americane, con gravi perdite per gli Usa. In Medio Oriente la guerra per procura tra Usa e Urss ha visto Washington appoggiare Israele e Mosca appoggiare i paesi arabi. In Afghanistan, durante l’occupazione sovietica, gli Stati Uniti sono intervenuti “per procura” fornendo armi e consiglieri ai mujaheddin afghani: un’operazione vittoriosa, che condusse al ritiro sovietico e alla caduta del regime filosovietico, ma che ha poi messo in moto una lunga guerra civile e, dopo un’altra guerra ventennale in risposta all’attacco terroristico all’America, ha prodotto il ritiro e la sconfitta degli Usa e dei loro alleati.

In conclusione, anche quella in Ucraina è oggi una guerra per procura?

Per quanto i responsabili occidentali lo neghino, ne ha tutte le caratteristiche: finanziamenti, aiuti militari in armamenti e intelligence, probabile presenza di consiglieri militari sul terreno. In un primo tempo l’obiettivo era salvare l’Ucraina. Adesso c’è anche l’impegno a punire e indebolire la Russia, affinché non ci riprovi come manifesta già intenzione di fare in Moldavia e come potrebbe fare in Georgia o altrove. Nella nuova guerra fredda fra mondo libero e autocrazia russa, è possibile che le guerre per procura diventino sempre più frequenti.