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Elezioni Francia, Macron teme il sorpasso e sfida Mélenchon: “Serve la stabilità”

(ansa)
Oggi il secondo turno delle legislative, è testa a testa con la sinistra. Incognita affluenza
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PARIGI - Dopo il suo viaggio a Kiev, che gli ha regalato qualche consenso in patria, Emmanuel Macron scoprirà questa sera se avrà una maggioranza solida per governare nei prossimi5 anni. Il risultato del secondo turno delle legislative è incerto. "Non si può escludere nulla, anche un parlamento appeso" dice il politologo Vincent Martigny, professore al Centre de recherches de la vie politique française (Cevipof). Incalzato dalla coalizione di sinistra guidata da Jean-Luc Mélenchon, il capo dello Stato rischia grosso nel voto di oggi. Con un'affluenza simile a quella di domenica scorsa (52,4%), la coalizione macronista "Ensemble" dovrebbe vincere più del 70% dei ballottaggi per ottenere la maggioranza assoluta, pari a 289 su 577 deputati dell'Assemblée Nationale.

PARIGI - Dopo il suo viaggio a Kiev, che gli ha regalato qualche consenso in patria, Emmanuel Macron scoprirà questa sera se avrà una maggioranza solida per governare nei prossimi5 anni. Il risultato del secondo turno delle legislative è incerto. "Non si può escludere nulla, anche un parlamento appeso" dice il politologo Vincent Martigny, professore al Centre de recherches de la vie politique française (Cevipof). Incalzato dalla coalizione di sinistra guidata da Jean-Luc Mélenchon, il capo dello Stato rischia grosso nel voto di oggi. Con un'affluenza simile a quella di domenica scorsa (52,4%), la coalizione macronista "Ensemble" dovrebbe vincere più del 70% dei ballottaggi per ottenere la maggioranza assoluta, pari a 289 su 577 deputati dell'Assemblée Nationale.


Secondo l'ultima proiezione dell'Ifop, il blocco macronista potrebbe ottenere tra 260 e 300 deputati, in leggero aumento rispetto alle previsioni di qualche giorno fa. Il viaggio in Ucraina di Macron con Mario Draghi e Olaf Scholz ha avuto un effetto positivo sull'immagine del capo di Stato. Prima della partenza, il leader ha invitato i francesi a dargli una maggioranza "solida" e ad avere un "sussulto repubblicano" per evitare "disordini. Non ci sarebbe niente di peggiore che aggiungere altro caos a quello che c'è già a livello internazionale" ha aggiunto. I macronisti agitano lo spettro del tracollo del Paese se fosse la sinistra a vincere, con una possibile coabitazione.


La coalizione Nupes di Mélenchon - vera novità politica di questa elezione - potrebbe avere tra 160 e 190 seggi. "Per ottenere una maggioranza assoluta - spiega Martigny - la gauche dovrebbe vincere l'80 per cento dei ballottaggi. Non è del tutto impossibile ma comunque poco probabile". Un calo dell'affluenza alle urne rispetto al primo turno potrebbe favorire Macron. "Se invece dovesse aumentare, potrebbe sconvolgere le previsioni" continua il politologo. Tutto dipende da quanti deputati prenderà la coalizione "Ensemble", formata dal partito di Macron Renaissance con i centristi di Bayrou e la nuova formazione dell'ex premier Edouard Philippe. "A parte l'ipotesi di una maggioranza assoluta, non esclusa, vedo tre scenari" riflette Martigny.

Il primo: a Macron mancano tra dieci o quindici seggi. "In questo caso, potrebbe cercare rinforzi nei rappresentanti eletti all'estero". Nella seconda ipotesi il capo di Stato potrebbe ritrovarsi con un "buco" compreso tra i 35 e i 50 deputati. "In quel caso sarà molto difficile governare senza un'alleanza più strutturata con i Républicains, che dovrebbero anche esprimere ministri nell'esecutivo". Il partito di destra potrebbe ottenere tra 58 e 78 deputati. Il terzo scenario sarebbe quello più pericoloso per Macron: anche con un rinforzo dei Républicains, non ci sarebbe una maggioranza assoluta con il rischio di ingovernabilità. "Sarebbe una situazione inedita per la Francia" conclude Martigny. "Alla fine, non ci sarebbe altra possibilità che la dissoluzione del parlamento. Ma sappiamo cosa è successo quando l'ha fatto Chirac nel 1997". A vincere fu il socialista Lionel Jospin e l'allora presidente dovette governare in coabitazione.