Esteri

Taiwan, in arrivo l'aereo di Nancy Pelosi. La Cina: "Gli Usa pagheranno un prezzo"

Allarme bomba in un aeroporto dell'isola
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L'aereo Usa che ha portato in Malaysia la presidente della Camera americana Nancy Pelosi ha lasciato la capitale Kuala Lumpur, in base ai media locali e al sito web di monitoraggio dei voli Flightradar24. A causa delle strettissime misure, i media non hanno potuto verificare visivamente la presenza a bordo di Pelosi e della sua delegazione. Tuttavia, secondo le molteplici anticipazioni circolate, la speaker potrebbe arrivare presto a Taipei dopo un volo di oltre 4 ore. L'attesa è, ora, per il previsto atterraggio all'aeroporto Songshan di Taipei, che secondo le indiscrezioni pubblicate oggi dal quotidiano di Taiwan Liberty Times, è previsto per le 22.20 ora locale, le 16.20 in Italia.

La Cina ha avvertito che gli Stati Uniti "pagheranno un prezzo" se Pelosi visiterà Taiwan. Intanto Taiwan ha rafforzato le misure di sicurezza a causa della minaccia di una bomba. Lo scalo interessato, secondo quanto riferisce l'agenzia ufficiale dell'isola Cna, è quello dell'aeroporto internazionale di Taoyuan. L'allarme bomba è arrivato alla Taoyuan International Airport Corp., che gestisce l'aeroporto ma, al momento, non è stato trovato nulla di sospetto, ha fatto sapere la polizia. L'ufficio di polizia ha detto che il rapporto è stato trasmesso ai pubblici ministeri per ulteriori indagini.

 

La Cina prenderà tutte le misure risolute necessarie se il viaggio a Taiwan della speaker della Camera americana Nancy Pelosi andrà avanti al fine di "garantire la sovranità e gli interessi" di Pechino. In una conferenza stampa particolarmente tesa, la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying ,ha ribadito che la visita a Taiwan sarebbe "sconsiderata e provocatoria", aggiungendo che la colpa sarebbe da attrituire soltanto agli Usa. La parte statunitense "si assumerà la responsabilità e pagherà il prezzo per aver minato la sovranità e gli interessi della Cina", ha continuato Hua. La portavoce del ministero degli Esteri cinese ha poi criticato la cosiddetta "logica da estorsione" con cui gli Usa possono fare quello che vogliono.