Si dice preoccupato Christopher Wray, direttore dell'Fbi. Colpito dalle minacce ricevute dai sostenitori di Donald Trump dopo la perquisizione da parte dei suoi agenti della residenza in Florida dell'ex presidente.
Wray, 55 anni, fu nominato alla guida dell'Agenzia proprio da Donald Trump che all'epoca disse: "Ha un curriculum impeccabile. Ci renderà fieri". Ma da allora lo scenario è completamente cambiato. In una lettera aperta il deputato repubblicano dell'Ohio Mike Turner ha chiesto al direttore dell'Fbi di presentarsi davanti al Congresso per dare spiegazioni "sulle azioni che ha ordinato. Chiedo un'informativa immediata alla Commissione intelligence della Camera. Meritiamo di sapere", si legge nel messaggio.
Mentre su Twitter si moltiplicano i post che invocano il taglio dei fondi all'Agenzia e la vendita di gadget e magliette con l'hashtag "defundFbi". Anche un avversario di Trump e probabile candidato alle primarie per il 2024, il senatore repubblicano Josh Hawley, ha chiesto la rimozione di Wray. "Se ne deve andare subito. E l'Fbi deve essere riformata da cima a fondo".
Le perquisizioni nella tenuta di Mar-a-Lago - per i documenti che avrebbe sottratto dalla Casa Bianca - hanno avuto l'effetto di scatenare e galvanizzare l'elettorato più estremista di Trump. Ma è solo uno dei fronti giudiziar. Il tycoon è alle prese anche con un'altra grana: le indagini della procuratrice di New York sulla possibilità che abbia gonfiato il valore dei suoi asset per ottenere condizioni fiscali migliori. Trump si è appellato al quinto emendamento della Costituzione e si è rifiutato di rispondere alle domande.