La telefonata al Gru che inchioda Olga-Adela, la spia russa infiltrata in Italia
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonIl 23 febbraio è una festa importante per i militari russi: è la "Giornata dei difensori della patria", celebrata ancora nell'anniversario della fondazione dell'Armata Rossa bolscevica. Proprio in questa ricorrenza lo scorso febbraio dal cellulare di Olga Kolobova è partita una chiamata verso un numero molto riservato: quello del comandante del Dipartimento Numero 5 del Gru, il servizio segreto militare di Mosca. Non a caso, è il reparto che ha gestito le più clamorose operazioni di intelligence in Europa, incluso il tentativo di avvelenare con il gas Novichok Sergej Skripal.
Questa telefonata conferma i sospetti sulla doppia identità di Olga Kolobova, la donna che ha vissuto per quasi dieci anni in Italia con il nome di Maria Adela Kuhfeldt Rivera, come ha ricostruito un'inchiesta condotta da Repubblica con il sito investigativo Bellingcat, il settimanale Der Spiegel e The Insider. Una moderna Mata Hari che &egrav…
Il 23 febbraio è una festa importante per i militari russi: è la "Giornata dei difensori della patria", celebrata ancora nell'anniversario della fondazione dell'Armata Rossa bolscevica. Proprio in questa ricorrenza lo scorso febbraio dal cellulare di Olga Kolobova è partita una chiamata verso un numero molto riservato: quello del comandante del Dipartimento Numero 5 del Gru, il servizio segreto militare di Mosca. Non a caso, è il reparto che ha gestito le più clamorose operazioni di intelligence in Europa, incluso il tentativo di avvelenare con il gas Novichok Sergej Skripal.
Questa telefonata conferma i sospetti sulla doppia identità di Olga Kolobova, la donna che ha vissuto per quasi dieci anni in Italia con il nome di Maria Adela Kuhfeldt Rivera, come ha ricostruito un'inchiesta condotta da Repubblica con il sito investigativo Bellingcat, il settimanale Der Spiegel e The Insider. Una moderna Mata Hari che è riuscita a infiltrare i comandi della Nato e della VI Flotta statunitense di Napoli, stabilendo relazioni con decine di ufficiali e dirigenti.
I tabulati telefonici
I tabulati dello smartphone di Olga-Adela sono stati ottenuti da Bellingcat e chiudono la lunga catena di indizi che lega la donna alla squadra più misteriosa dell'intelligence di Mosca. L'identità di Maria Adela Kuhfeldt Rivera, che asseriva di essere nata in Perù da padre tedesco il 1° settembre 1978, è stata dichiarata falsa dalle autorità di Lima. Nel 2006 viene emesso un passaporto russo con queste generalità che appartiene a una serie di documenti usati dal Gru per gli agenti destinati alle attività clandestine all'estero.
Maria Adela lo usa per entrare nell'Ue con un permesso di studio e muoversi tra Italia, Francia e Malta. Poi dal 2013 si concentra sul nostro Paese, dove apre il marchio di gioielleria Serein e si stabilisce a Napoli, inserendosi nella vita mondana della città. Dal 2015 viene ammessa nel Lions Club "Napoli Monte Nuovo" di Lago Patria, alle porte della metropoli, i cui soci sono quasi esclusivamente militari, tecnici e funzionari della Joint Allied Force dell'Alleanza Atlantica e della VI Flotta della Us Navy.
Le testimonianze dei militari
Un tenente colonnello tedesco, l'Oberstleutnant Thorsten S., ha spiegato a Der Spiegel che la donna - nominata segretaria del club - era attivissima, partecipava a tutti gli eventi e nel 2018, quando le adesioni ripresero a declinare, si era offerta di pagare la tassa di iscrizione per tutti. "Non ho mai capito quali fossero le sue motivazioni", ha detto l'ufficiale. Il colonnello Shelia Bryant, all'epoca ispettrice generale delle forze navali Usa in Europa e Africa poi candidata al Congresso per il Partito Democratico, ha dichiarato: "Era difficile capire dove prendesse i soldi: aveva aperto un negozio e cambiava spesso appartamenti nelle zone più belle di Napoli città senza fonti di guadagno credibili".
La relazione con il contractor Usa
I bilanci della società Serein Srl - esaminati da Repubblica - mostrano ricavi per soli 13mila euro e spese per 300mila: soldi investiti nella frenetica attività di pubbliche relazioni, con cene e party a cui invitava ufficiali della Nato. Con alcuni ha avuto pure relazioni sentimentali: l'ultimo fidanzato noto era un contractor della base americana.
Il 14 settembre 2018 Bellingcat e The Insider hanno smascherato i due agenti-killer del Gru che hanno partecipato all'avvelenamento di Skripal in Inghilterra, pubblicando i loro documenti. E l'indomani Maria Adela è partita all'improvviso da Napoli con un volo per Mosca, senza più riapparire. Ai numerosi amici ha lasciato un messaggio sui social, sostenendo di essere in cura per un tumore.
La vigilia dell'invasione dell'Ucraina
Pochi mesi dopo a Mosca ecco riemergere Olga Kolobova, nata nel 1982: una ragazza che era scomparsa da tredici anni e che compra due appartamenti di lusso e un'Audi pur lavorando come impiegata di basso livello. È la figlia di un colonnello russo, premiato "per avere servito la patria all'estero, in Angola, Iraq e Siria". L'unica foto adolescenziale di Olga è molto somigliante ad Adela. La prova definitiva però arriva dall'immagine sul profilo WhatsApp di Olga Kolobova: è la stessa con i capelli biondi a caschetto pubblicata da Maria Adela nell'ultimo messaggio diffuso agli amici di Napoli. Ora la telefonata al numero del capo delle operazioni clandestine del Gru conferma anche il suo ruolo di agente segreto. Ed è da notare la data della conversazione: il 23 febbraio scorso, alla vigilia dell'invasione dell'Ucraina.