Il salario minimo negli Stati Uniti continua ad essere uno dei temi più caldi dell'estate americana. La California infatti ha approvato il "Fast Recovery Act", legge firmata dal governatore democratico Gavin Newson in occasione del Labour Day per "rendere omaggio ai lavoratori che mantengono in funzione il nostro stato mentre costruiamo un'economia più forte e inclusiva per tutti i californiani".
Se da un lato il gigante della ristorazione McDonald's guida la protesta delle società del comparto, dall'altro la legge segna un importante crocevia per il salario minimo dei dipendenti dei fast food, aumentandolo a 22 dollari all'ora dai 15 dollari attuali approvati nel Golden State lo scorso aprile del 2016.
La misura si applicherà a tutte le catene del settore che hanno oltre 26 dipendenti con almeno 100 sedi a livello nazionale, e verrà accompagnata dall'istituzione del primo consiglio statale creato ad-hoc nella nazione per determinare i nuovi standard della retribuzione, gli orari e le condizioni di lavoro del comparto della ristorazione.
Già nel 2019 il presidente Biden aveva firmato un nuovo decreto per lanciare un pacchetti di aiuti economici contro il Covid, ma stavolta questa azione, come ha commentato Newsom, dà in maniera più specifica ai lavoratori dei fast food "una voce più forte ". Crea, cioè, "un posto al tavolo per stabilire salari equi e standard critici su salute e sicurezza", ha ribadito il governatore dem della California.
Le società del settore si sono immediatamente mobilitate contro l'approvazione della legge. L'accusa? Una misura "ipocrita e mal concepita", secondo il presidente di McDonald's Usa, Joe Erlinger. Il rischio, secondo uno studio citato dal Ceo dell'International Franchise Association Matthew Haller, infatti, è che il provvedimento possa portare a un aumento dei prezzi nei fast food, un +20% dei prezzi dei menu.
Un 'problema' che avrebbe come contro-soluzione la sostituzione dei cassieri con postazioni automatiche per ordini e pagamenti. Se "non puoi far pagare abbastanza il cibo per compensare ciò che accadrà dal punto di vista del lavoro", come specificato Greg Flynn, presidente del Flynn Restaurant Grou che gestisce marchi in franchising in 44 stati e possiede 105 ristoranti nel Golden State, allora tutto sarà "più difficile e meno attraente".