Come vivono le famiglie russe medie la "mobilitazione parziale" annunciata da Putin il 21 settembre? Non tutti hanno la possibilità di fuggire all'estero per evitare la leva e quindi ricorrono alla più antica delle soluzioni, la tangente. Nel frattempo, diversi canali Telegram aiutano a sfuggire ai controlli delle autorità nelle strade del centro e sul metrò di Mosca. Chi cade nella rete rischia di partire seduta stante per l'Ucraina.
Sono passate quasi quarantotto ore dall'annuncio di Putin e una cappa di panico è scesa su molte famiglie, le quali hanno figli e nipoti in età di leva. Solo ora l'invasione dell'Ucraina comincia a toccarle direttamente. Per sapere di più delle strategie che intendono adottare per fronteggiare la situazione mi sono messo in contatto con persone che conosco da più di trent'anni, che vivono nella città di Samara, mille chilometri a sud est di Mosca. Nonna ottantenne, genitori cinquantenni e due figli di vent'anni, un ragazzo e una ragazza. La giovane si è appena sposata con un coetaneo che lavora nel negozio di alimentari del padre.
Nonna Vera è disperata (i nomi sono ovviamente di fantasia, e alcuni dettagli secondari sono stati alterati): "Ho visto la guerra da bambina e non posso ancora credere che sia tornata a colpire la mia famiglia. Già da un mese alcune delle medicine prodotte in Occidente non arrivano più. Nel mio caso ci sono farmaci sostitutivi cinesi, ma diverse mie conoscenti non sono così fortunate e sono molto preoccupate". La vita quotidiana è cambiata molto dall'inizio dell'operazione speciale? "Sì - continua Vera - . Adesso ci accorgiamo che mancano alcuni beni, i prezzi solo saliti e temo che i miei nipoti debbano partire per il fronte".
Il figlio Nikolaj ha perso il lavoro in una azienda a marzo e adesso si occupa di import-export dalla Cina. Lui dà la colpa all'Occidente per la situazione attuale, ma allo stesso tempo comincia a percepire che la vittoria non sarà proclamata a breve. "Il presidente ci aveva promesso che l'esercito avrebbe risolto il problema in Ucraina in pochi giorni, senza coinvolgere la popolazione, senza alcuna mobilitazione generale. Adesso invece c'è il rischio concreto che nostro figlio venga spedito a combattere in Donbass". Gli chiedo come pensa di fronteggiare la situazione. "Mi sono già attivato. Ho seguito lo stesso metodo che la mia famiglia usò per assicurarsi che io non dovessi fare il servizio militare negli anni Ottanta". Qual è il metodo? "È molto semplice - risponde Nikolai - . Ho immediatamente chiamato il nostro medico che sta già preparando un certificato per esentare mio figlio. E abbiamo ottimi contatti all'Ufficio della leva. Domani mi assicurerò che nostro figlio non sia nella lista, anche se tutto questo mi costerà caro".
Il figlio si inserisce nella conversazione: "Non serve fare tutto ciò! Sono già comparsi annunci di medici e infermieri che sono in grado di romperti un braccio o una gamba per evitare la leva!". Sembra difficile da credere eppure è vero. Jurij mi manda l'immagine della pubblicità: "Offro di rompere un braccio, senza dolore, 1.500 rubli a servizio". Vi è dunque un effetto perverso della mobilitazione: un aumento delle mazzette. Secondo Transparency International, la corruzione in Russia è altissima, a livelli simili di quelli della Liberia, del Mali e della Mauritania, con un valore di 29 punti su 100, il peggiore dato di un Paese europeo. Questo clima ha un effetto cruciale sulla capacità di un Paese di combattere una guerra. Infatti, alcuni analisti hanno documentato come i comandanti militari sul campo riferiscono informazioni errate ai superiori per ottenere munizioni, rifornimenti e finanziamenti, facendo credere di aver più uomini di quanti effettivamente ne hanno. Diventa quindi imposibile pianificare una offensiva.
Nel frattempo, unità mobili della milizia pattugliano le strade, i centri commerciali e le stazioni del metrò, fermando giovani in età di leva e, dopo una breve colloquio, emettono ordini di presentarsi agli uffici militari. È ormai chiaro che i decreti di mobilitazione sono abbastanza vaghi da permettere alle autorità di arruolare chi vogliono. Ivan Astashin, un ex seguace di Limonov incarcerato per dieci anni e oggi attivista per i diritti umani in libertà vigilata a Mosca, dichiara a Repubblica che vengono mobilitati anche coloro che sono stati condannati per attività "terroristiche" (cioè oppositori del regime). "Gli agenti ci intimidiscono, dicendo che se non ci presentiamo agli uffici della leva verremo arrestati, sbattuti in prigione e poi l'unico modo per uscire sarà di unirsi alle milizie del gruppo Wagner. Non mi stupirebbe se in questo momento un funzionario di polizia mi stesse cercando".
Diversi canali Telegram sono stati aperti in queste ore per informare la rete su dove si trovano i poliziotti, per evitarli. Il canale Telegram "Dove distribuiscono le cartoline di chiamata?" ha già 52 mila abbonati. Ogni minuto arrivano segnalazioni, corredate di foto e video. Questo è loro tenore: "Entrata del metro Novogireevo, due ufficiali della guardia nazionale, da evitare!", "Metro Kurskaya, agenti sul vagone, scappate!!". I messaggi sono talmente tanti che gli amministratori hanno scritto: "Grazie per tutte le vostre segnalazioni. Non abbiamo il tempo materiale per metterle tutte in rete. Ma in breve: ci sono unità che pattugliano tutte le stazioni del metro e degli autobus. Oggi dopo pranzo si sono spostate nei centri commerciali. Questi sono i luoghi da evitare a tuti i costi". Il politologo Grigorij Yudin, che a febbraio fu ricoverato in ospedale per le percosse subite durante le prime manifestazioni di piazza contro l'invasione, ha ricordato: "Putin aveva promesso che l'operazione militare in Ucraina sarebbe stata condotta senza interferire nella vita quotidiana. Questo patto si è infranto e il dittatore non è più credibile. Questo è solo un altro passo verso la distruzione del Paese".