La scelta è stata fatta, dice, ma da chi? La scelta di un capo solo al comando. La scelta di un popolo fantasma. I militari attendono sulla Piazza Rossa la cerimonia di annessione. Il cartello viola che alcuni operai stanno sistemando enumera le quattro regioni che saranno incorporate. Appena sotto, seguita da un punto esclamativo, in un carattere più corposo, la parola Russia.
Una superficie di 107mila chilometri quadrati cambia confini con una firma, una semplice firma su un foglio. Non fa rumore. Sicuramente meno dell'applauso di una folla immensa: di convinti? di forzati? Sicuramente meno delle note di un concerto che celebra il giorno in cui la cosiddetta Storia forza la geografia. La modifica, o la violenta. In ogni caso, la stravolge. Senza che il corso dei fiumi sia deviato, né la linea di una catena montuosa. È un fatto di geografia umana. O forse disumana.