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Ramzan Kadyrov, chi è il leader ceceno che vuole l'atomica e manda i tre figli minorenni in guerra

Ramzan Kadyrov, chi è il leader ceceno che vuole l'atomica e manda i tre figli minorenni in guerra
(ansa)
Fedelissimo di Putin, è uno dei nazionalisti più intransigenti che chiedono le teste dei generali e invocano la legge marziale
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Leader ceceno fedelissimo di Putin, falco, uno dei pochi che chiede esplicitamente l'uso di un'arma nucleare tattica in Ucraina. Chi è Razman Kadyrov? Basta forse per raccontare il personaggio la sua ultima uscita, la sua ultima decisione: quella di mandare al fronte in Ucraina i tre figli minorenni.

Kadyrov invia al fronte i tre figli: "Minore età non sia una scusa"

Akhmat, Eli e Adam hanno 16, 15 e 14 anni. Presto, a detta del padre, saranno anche loro al fronte, a combattere in Ucraina. Perché "è arrivato il momento di provarsi in una vera battaglia e io non posso che accogliere con favore il loro desiderio", ha scritto Kadyrov su Telegram, in quella che sembra l'ultima mossa - in ordine di tempo - sfoderata dal leader carismatico con migliaia di follower, come a volersi confermare sponda per chi in questa missione russa crede in maniera assoluta e poco tollera tentennamenti.

(ansa)

Il loro addestramento militare - dice - era cominciato già da piccoli. I tempi sono maturi, quindi, secondo il leader ceceno, affinché si confrontino con la battaglia sul campo. "La minore età - ha sentenziato - non dovrebbe interferire con l'addestramento dei difensori della nostra madrepatria".

Kadyrov ha anche pubblicato il video di uno dei ragazzi impegnato negli addestramenti, mentre manovra armi. Ma non è la prima volta che l'alleato di ferro di Putin mostra pubblicamente gli effetti della sua educazione sui tre figli: già nel 2016 - come ricorda anche la Bbc - erano stati filmati mentre prendevano a pugni gli avversari in una brutale gara di arti marziali e il video era stato condiviso sui social. In quell'occasione attirando anche critiche in Russia.

Kadyrov duro contro i generali: l'ipotesi dell'arma atomica

Nei giorni della perdita di Lyman e della controffensiva ucraina che non sembra trovare freni, tanto che alcuni iniziano a chiedersi qual è il momento giusto per fermarsi, Kadyrov è uno dei nazionalisti che chiedono le teste dei generali e invocano la legge marziale. Sono attacchi che segnano una spaccatura sempre più profonda tra l'esercito regolare al comando del ministro della Difesa Serghej Shojgu e del capo di stato maggiore Valerij Gerasimov e le milizie irregolari, come Kadyrov appunto e i mercenari di Wagner al soldo di Evgenij Prigozhin.

Tanto che, davanti a queste crepe, ci sono analisti che prevedono purghe dei vertici militari o paventano addirittura un golpe.

Meno di un mese fa Kadyrov chiamava alle armi e alla creazione di battaglioni di volontari in ogni regione russa evocando così una specie di auto-mobilitazione, offrendo a questo scopo anche la sua popolarità sui social con interventi sul suo profilo Telegram che conta oltre due milioni di iscritti.

Nei giorni scorsi poi, dopo il ritiro delle forze russe da Lyman nel Donetsk, ha anche invitato Mosca a valutare l'impiego in Ucraina di un'arma nucleare a basso potenziale. Suggerimento quest'ultimo già respinto dal Cremlino che lo ha bollato come una richiesta "emotiva".