Nobel per la pace, i tre nomi "anti-Putin" nella rosa dei favoriti
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - La cosiddetta "operazione militare speciale" russa in Ucraina domina da mesi il dibattito internazionale, tanto che secondo gli scommettitori e gli analisti, sul podio dei papabili insigniti del Premio Nobel per la pace che verrà conferito domani, oltre al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ci sono due oppositori che guidano la lotta al presidente russo Vladimir Putin o alle dittature post-sovietiche. E che in nome di questa lotta stanno pagando un duro prezzo. La bielorussa Svetlana Tikhanovskaja l’esilio, il russo Aleksej Navalny il carcere.
Svetlana Tikhanovskaja
Secondo gli ultimi pronostici, Svetlana Tikhanovskaja è la favorita. Si definisce la “leader della Bielorussia democratica”. Nel 202…
MOSCA - La cosiddetta "operazione militare speciale" russa in Ucraina domina da mesi il dibattito internazionale, tanto che secondo gli scommettitori e gli analisti, sul podio dei papabili insigniti del Premio Nobel per la pace che verrà conferito domani, oltre al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ci sono due oppositori che guidano la lotta al presidente russo Vladimir Putin o alle dittature post-sovietiche. E che in nome di questa lotta stanno pagando un duro prezzo. La bielorussa Svetlana Tikhanovskaja l’esilio, il russo Aleksej Navalny il carcere.
Svetlana Tikhanovskaja
Secondo gli ultimi pronostici, Svetlana Tikhanovskaja è la favorita. Si definisce la “leader della Bielorussia democratica”. Nel 2020 ha sfidato Aleksandr Lukashenko candidandosi alle presidenziali bielorusse dopo che il marito Serghej Tikhanovskij era stato escluso dalla corsa e incarcerato. Costretta a fuggire all’estero all’indomani del voto fraudolento del 9 agosto 202 che ha provocato una rivolta repressa con la forza, quest’ex insegnante d’inglese diventata pasionaria continua a guidare dall’esilio il movimento di protesta contro “l’ultimo dittatore d’Europa”. Il Parlamento Europeo ha già riconosciuto il suo impegno conferendole il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, spesso anticipatore delle decisioni di Oslo. Il Nobel sarebbe un prezioso riconoscimento per la lotta del popolo bielorusso che continua a subire durissime repressioni, ma anche fonte d’ispirazione per il desiderio di cambiamento nel mondo e in particolare nello spazio ex sovietico.
Aleksej Navalny
Anche l’oppositore in carcere Aleksej Navalny è sul podio dei papabili Nobel per la pace: al secondo posto per gli analisti delle scommesse. Il blogger anti-corruzione è stato per anni l’unica voce riconoscibile dell’opposizione russa prima di essere avvelenato nel 2020 con l’agente nervino Novichok. Sopravvissuto miracolosamente e curato in Germania, è stato arrestato nel gennaio 2021 non appena atterrato a Mosca. È stato condannato a nove anni di carcere sotto regime severo per una vecchia causa giudicata politica dalle organizzazioni per i diritti umani. Anche da dietro le sbarre non smette di lanciare messaggi contro Vladimir Putin e di incoraggiare proteste in Russia contro la cosiddetta “operazione militare speciale”. Premiarlo vorrebbe dire scommettere sulla possibilità di “un’altra Russia”. Non è la prima volta che un dissidente in carcere viene insignito del Nobel benché sia in carcere. Lo stesso Navalny è stato insignito del Premio Sakharov l’anno scorso nonostante si trovasse già in cella.
Volodymyr Zelensky
Terzo secondo i pronostici è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’uomo che da oltre sette mesi sta guidando la dura resistenza contro l’aggressione di Vladimir Putin, già nella lista Time 100 del 2022. Dallo scorso 24 febbraio ha smesso giacca e cravatta e indossato un completo color kaki. Non si è arreso e non ha lasciato il Paese come speravano invece le autorità russe. È rimasto a Kiev insieme alla sua gente, nonostante i rischi. Conferirgli il Nobel sarebbe non solo un incoraggiamento per il popolo ucraino, ma anche un chiaro messaggio al presidente russo. Premiare il leader di un Paese in pieno conflitto sarebbe però una scelta non scevra da polemiche.