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Turchia, esplosione in una miniera di carbone: 41 morti

Turchia, esplosione in una miniera di carbone: 41 morti
(reuters)
L'incidente sarebbe legato a un accumulo di gas. Al momento dello scoppio nelle gallerie c'erano 110 persone
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Un'esplosione all'interno di una miniera di carbone nel nord-ovest della Turchia ha provocato la morte di 41 dei 110 minatori al lavoro. Il bilancio definitivo della tragedia è stato il presidente Recep Tayyip Erdogan, annunciando che era stato trovato morto l'ultimo disperso. "La nostra priorità era trovare i minatori in galleria. Finalmente siamo arrivati all'ultimo. E' morto anche lui, portando a 41 il numero delle vittime", ha detto il capo dello Stato, sancendo la conclusione delle operazioni di soccorso, durate 20 ore.

Undici persone sono state ricoverate in ospedale, cinque in condizioni gravi, mentre altre 58 sono riuscite a uscire da sole dalla miniera o sono state tratte in salvo illese.

Sulla causa dell'esplosione nella TTK Amasra Muessese Mudurlugu della città di Amasra, nella provincia costiera di Bartin, sul Mar Nero, è stata aperta un'inchiesta. Secondo il sindacato dei minatori Maden-Is, citato dai media turchi, sarebbe stato un accumulo di gas a provocare l'incidente.

Diverse squadre di soccorso sono state inviate nell'area, anche dalle province vicine, ha affermato l'agenzia turca per la gestione dei disastri, l'Afad.

Prima di arrivare sul posto, Erdogan aveva inviato i suoi ministri dell'Energia e dell'Interno. Il presidente ha promesso di porre fine a questo genere di disastri: "Non vogliamo vedre carenze o rischi inutili", ha affermato aggiungendo che un'indagine accerterà i responsabili. 

 

Gli infortuni sul lavoro sono frequenti in Turchia, dove il forte sviluppo economico dell'ultimo decennio è andato spesso a scapito della sicurezza, in particolare nel settore edile e minerario. L'incidente più grave avvenne a Soma nel 2014: 301 minatori furono uccisi in una miniera di carbone, dopo un'esplosione e un incendio che avevano causato il crollo di un pozzo.