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Colloqui tra Casa Bianca ed Elon Musk su Starlink: potrebbe essere usato anche in Iran

Il satellite decisivo nella guerra in Ucraina potrebbe essere utilizzato per aggirare il black out del regime di Teheran. Ma intanto gli Stati Uniti vogliono vederci chiaro sui piani del miliardario. Anche quelli per Twitter
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NEW YORK - La Casa Bianca e Elon Musk hanno deciso di parlarsi e affrontare il destino del satellite Starlink, risultato decisivo per l’Ucraina e messo a rischio dal miliardario, che ha chiesto di essere pagato, altrimenti interromperà il servizio. La Cnn parla di contatti tra le due parti, con il presidente Joe Biden deciso a non togliere un asset chiave agli ucraini: Starlink sta garantendo la copertura internet in zone remote del Paese e in quelle devastate dagli attacchi russi, ma non solo. Secondo la Casa Bianca il satellite di Musk può diventare la soluzione per aggirare il black out del regime iraniano che, scosso da proteste di massa, ha bloccato l’accesso alla rete e lo scambio di informazioni.

Il primo contatto tra le parti assomiglia a una partita a scacchi che si gioca su più tavoli, perché la notizia è arrivata nelle stesse ore in cui sono emersi due grossi problemi legati all’acquisto di Twitter da parte di Musk. Da u…

NEW YORK - La Casa Bianca e Elon Musk hanno deciso di parlarsi e affrontare il destino del satellite Starlink, risultato decisivo per l’Ucraina e messo a rischio dal miliardario, che ha chiesto di essere pagato, altrimenti interromperà il servizio. La Cnn parla di contatti tra le due parti, con il presidente Joe Biden deciso a non togliere un asset chiave agli ucraini: Starlink sta garantendo la copertura internet in zone remote del Paese e in quelle devastate dagli attacchi russi, ma non solo. Secondo la Casa Bianca il satellite di Musk può diventare la soluzione per aggirare il black out del regime iraniano che, scosso da proteste di massa, ha bloccato l’accesso alla rete e lo scambio di informazioni.

Il primo contatto tra le parti assomiglia a una partita a scacchi che si gioca su più tavoli, perché la notizia è arrivata nelle stesse ore in cui sono emersi due grossi problemi legati all’acquisto di Twitter da parte di Musk. Da un lato ci sono rumor su un piano drammatico di taglio del personale che ha messo i dipendenti di Twitter in agitazione. Il miliardario vorrebbe ridurre del 75 per cento il numero dei lavoratori. Dall’altro, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, gli Stati Uniti starebbero pensando di passare sotto esame la società di Musk per capire le implicazioni sulla sicurezza nazionale.

Indagine su Musk

L’indagine era partita proprio dall’iniziale minaccia del miliardario di sospendere il servizio satellitare per gli ucraini, in risposta alle reazioni negative di Kiev dopo gli ultimi messaggi su Twitter, quando Musk aveva rilanciato una proposta di pace - concessione da parte di Kiev delle regioni autonome - che sembrava scritta direttamente dal Cremlino. In più c’era stata la rivelazione del politologo americano Ian Bremmer che aveva parlato di colloqui sull'Ucraina tra Musk e il presidente russo Vladimir Putin. Il miliardario ha smentito, Bremmer ha confermato tutto.

Nel frattempo l’ex consigliera di Donald Trump, Fiona Hill, ha messo in guardia dal futuro acquirente di Twitter, considerato un possibile alleato di Mosca. L’ex consigliera, in un’intervista a Politico, ha ricordato come Musk, ben prima di essere annesse da Putin, avesse suggerito di inserire le regioni di Kherson e Zaporizhzhia nei negoziati tra Ucraina e Russia, ricordando come le due regioni fornivano l’acqua alla Crimea. Come faceva a sapere tutte queste cose?, si chiede Hill. L’ombra di una commistione tra il miliardario e il Cremlino è ricorrente. Un Twitter completamente in mano a Musk potrebbe diventare un altro elemento chiave nell’informazione social sulla guerra, e sul cui controllo la Casa Bianca nutrirebbe dubbi.

Il piano di Musk per Twitter

Pesa anche il piano di tagli del pesonale. Il 75 per cento sarebbe il triplo di quanto deciso dal board della piattaforma. L’obiettivo è passare da 7500 a 2 mila dipendenti, ma questo finirebbe per abbassare il controllo sui contenuti del social, proprio uno dei grandi obiettivi del miliardario, che vuole fare di Twitter una piattaforma in cui ognuno possa dire le cose senza molti filtri. Anche nei piani dell’attuale management c’è un taglio che dovrebbe portare a un risparmio di 800 milioni di dollari entro la fine del 2023.

Questa concomitanza di piani spiegherebbe perché i vertici di Twitter stiano accelerando per la cessione del social: sarebbe un modo per scaricare su un altro la responsabilità dei dolorosi tagli, e la fine del sogno veloce della new economy digitale. Ma al momento, a parte i segnali d’apertura, c’è una battaglia legale aperta: Twitter chiede il rispetto dell’accordo, che prevede l’acquisto da parte di Musk per 44 miliardi di dollari, offerta che il miliardario aveva congelato. Le firme vanno messe entro il 28 ottobre, la scadenza fissata dalla corte del Delaware. Oltre quella data si aprirà formalmente la battaglia legale.