Elezioni midterm, propaganda russa al lavoro negli Usa per penalizzare i candidati dem
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Ci risiamo. La macchina della propaganda russa è al lavoro, come nel 2016 e 2020, per diffondere disinformazione finalizzata a penalizzare i candidati democratici nelle sfide chiave delle elezioni midterm americane. La denuncia viene da uno studio pubblicato dalla compagnia di analisi dei social media Graphika, e rilanciato da Axios.
Già nel 2020 Graphika aveva denunciato le operazioni del network Posing as Patriots, che usava finti attori per diffondere la disinformazione su piattaforme del mondo conservatore come Gab, Parler e Gettr. La società di analisi aveva attribuito queste attività alla Newsroom for American and European Based Citizens, in realt…
NEW YORK - Ci risiamo. La macchina della propaganda russa è al lavoro, come nel 2016 e 2020, per diffondere disinformazione finalizzata a penalizzare i candidati democratici nelle sfide chiave delle elezioni midterm americane. La denuncia viene da uno studio pubblicato dalla compagnia di analisi dei social media Graphika, e rilanciato da Axios.
Già nel 2020 Graphika aveva denunciato le operazioni del network Posing as Patriots, che usava finti attori per diffondere la disinformazione su piattaforme del mondo conservatore come Gab, Parler e Gettr. La società di analisi aveva attribuito queste attività alla Newsroom for American and European Based Citizens, in realtà un falso media di destra associato a membri della Internet Research Agency, l’agenzia di San Pietroburgo incaricata di gestire le attività per influenzare i processi democratici occidentali.
Posing as Patriots aveva sospeso le sue operazioni nel gennaio scorso, ma ad agosto le ha riprese, in particolare con una serie di vignette disegnate da un autore che si firma Schmitz. Questi cartoon attaccano candidati democratici in sfide chiave per il voto dell’8 novembre, come Raphael Warnock e Stacey Abrams in Georgia, John Fetterman in Pennsylvania, Tim Ryan in Ohio e Kathy Ochul a New York. L’obiettivo è farli diventare virali, in modo da screditare politici impegnati in campagne che decideranno il controllo del Senato e poltrone importanti da governatore. Poi la disinformazione prende di mira anche la politica di Biden in Ucraina, accusandolo di buttare soldi per aiutare Kiev, quando invece queste risorse dovrebbero essere usate per aiutare i cittadini americani, secondo la tipica linea isolazionista prediletta da Trump e i suoi seguaci. Quindi le vignette accusano il Dipartimento alla Giustizia di essere diventato uno strumento politico dei democratici, come sostiene Donald nel timore di essere incriminato, e difendono il suo ex consigliere Bannon.
Graphika ha collegato alcuni protagonisti delle operazioni alla rete di Evgenij Prigozhin, lo "chef di Putin" da tempo impegnato a gestire la disinformazione, anche attraverso la Foundation to Battle Injustice, che quindi usa la conveniente e suggestiva sigla Fbi. La società di analisi dice che al momento la campagna non ha attirato l’attenzione sperata dai suoi promotori, ma comunque il solo fatto che esista è una preoccupante indicazione di come Mosca punti ancora a deragliare i processi della democrazia occidentale. Le minacce però non si fermano qui, perché la compagnia di ricerca Mandiant, di proprietà di Google, ha appena denunciato operazioni simili lanciate invece dalla Cina.