Il cardinale francese Ricard ammette: abusò di una 14enne quando era parroco
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziROMA – Un nuovo terremoto scuote la Chiesa cattolica francese: il potente cardinale Jean-Pierre Ricard, tuttora membro del dicastero vaticano per la Dottrina della fede – quello responsabile, tra l’altro, dei processi canonici per pedofilia – per due volte presidente della conferenza episcopale d’Oltralpe, ha reso noto di avere abusato di una quattordicenne quando, 43enne, era parroco.
La notizia-choc è stata comunicata dall’attuale presidente della conferenza episcopale, l’arcivescovo di Reims, Eric de Moulins-Beaufort, nel mezzo di una assemblea plenaria, a Lourdes, già monopolizzata dalla crisi degli ab…
ROMA – Un nuovo terremoto scuote la Chiesa cattolica francese: il potente cardinale Jean-Pierre Ricard, tuttora membro del dicastero vaticano per la Dottrina della fede – quello responsabile, tra l’altro, dei processi canonici per pedofilia – per due volte presidente della conferenza episcopale d’Oltralpe, ha reso noto di avere abusato di una quattordicenne quando, 43enne, era parroco.
La notizia-choc è stata comunicata dall’attuale presidente della conferenza episcopale, l’arcivescovo di Reims, Eric de Moulins-Beaufort, nel mezzo di una assemblea plenaria, a Lourdes, già monopolizzata dalla crisi degli abusi sessuali. Solo a fine ottobre la stampa francese ha svelato che il vescovo Michel Santier si era dimesso adducendo motivi di salute, nel 2020, per abusi sessuali compiuti negli anni Novanta, sotto forma di confessioni con strip-tease imposto al penitente, e denunciati già nel 2019 alle autorità ecclesiali, francese e vaticana. Una mancanza di trasparenza che ha sollevato molte critiche anche tra i fedeli.
Dopo il caso della confessione con strip-tease
“Mentre ci chiariamo, nella misura del possibile, su questo affare, la presidenza e il consiglio permanente hanno lavorato sugli altri casi di vescovi messi in causa davanti alla giustizia del nostro Paese o alla giustizia canonica, vi posso dire quello che sappiamo”, ha detto mons. De Moulins-Beuafort in una dichiarazione letta alla stampa, “ma prima devo farvi conoscere quel che abbiamo ricevuto ieri in modo inatteso: l’iniziativa che ora condivido con voi su richiesta di colui che l’ha fatta, è inedita. Leggo un comunicato del cardinal Ricard: “Oggi, mentre la Chiesa in Francia ha deciso di ascoltare le persone vittime e agire con verità, ho deciso di non tacere più la mia situazione e di mettermi a disposizione della giustizia, sia sul piano di società che su quello della Chiesa. Questa iniziativa è difficile, ma ciò che viene per prima è la sofferenza delle vittime e riconoscere gli atti compiuti senza voler nascondere la mia responsabilità. Trentacinque anni fa quando ero parroco mi sono comportato in modo riprovevole con una giovane ragazza di 14 anni. Il mio comportamento ha necessariamente causato in questa persona conseguenze gravi e durevoli. Mi sono spiegato con lei e le ho chiesto perdono. Rinnovo qui la mia richiesta di perdono anche alla sua famiglia. È a causa di questi atti che decido di prendere un tempo di ritiro e di preghiera. Infine chiedo perdono a coloro che ho ferito, e che vivranno questa notizia come una vera e propria prova”.
Dopo alcuni attimi di silenzio, l’arcivescovo di Reims ha chiosato: “Questa ammissione del cardinal Ricard la abbiamo accolta ieri, noi vescovi, come uno choc. Potete immaginarvi la stima nella quale è tenuto da noi che lo abbiamo eletto due volte come nostro presidente e siamo stati testimoni del suo episcopato a Grenoble, Montepellier e a Bordeaux. Immaginiamo lo stupore dei suoi diocesani e di tutti i cattolici di Francia. Devo precisare che il fatto di cui parla è oggetto di una segnalazione alla procura, perché come egli dice la giovane ragazza era minorenne al momento dei fatti, e anche di una segnalazione al dicastero per la dottrina della fede”.
I precedenti: solo tre cardinali
Non si sa ancora cosa deciderà di fare ora la Santa Sede. Dalle parole del porporato francese traspare che verrà aperto probabilmente un processo canonico, oltre che, compatibilmente con i tempi di prescrizione, un processo penale in Francia. Visto il grado della persona coinvolta, però, è direttamente il Papa ad essere chiamato in causa per una eventuale decisione sanzionatoria. I precedenti – ognuno un caso a parte – sono comunque molto rari. Il cardinale Hans Hermann Groer andò in pensione da arcivescovo di Vienna nel 1995 accusato di multipli abusi sessuali di giovani seminaristi senza che il Papa di allora, Giovanni Paolo II, lo sanzionasse. Il cardinale Christoph Schoenborn, successore di Groer a Vienna, accusò l’allora cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano di insabbiamento. Sotto Benedetto XVI, il cardinale scozzese Keith O’Brien, a sua volta accusato di molestie da parte di seminaristi, non minorenni, non partecipò per questo al Conclave del 2013, e nel 2015, dopo un’indagine interna, Francesco gli tolse i diritti e i doveri legati al cardinalato. Il caso più grave è stato quello del cardinale statunitense Tehodore McCarrick, accusato di svariati abusi, compiuti sia nei confronti di maggiorenni che di minorenni: dopo un’inchiesta, nel 2019 Francesco lo ha sia dimesso dallo stato clericale sia espulso dal collegio cardinalizio.
11 vescovi francesi sotto indagine
Il presidente dei vescovi francesi oggi ha comunicato che sono undici, in tutto, i vescovi francesi, in carica o emeriti, che sono “chiamati in causa” per abusi sessuali davanti alla giustizia francese o a quella canonica. L’assemblea plenaria durerà fino a martedì. Monsignor De Moulins-Beuafort ha inoltre ammesso che nel caso di Michel Santier ci sono state una serie di disfunzioni, in Francia e a Roma, che vanno corrette.
Sul volo di ritorno dal Bahrein, domenica, papa Francesco ha risposto proprio ad un giornalista francese in merito agli abusi sessuali sui minori, affermando, tra l’altro, che “bisogna fare la revisione di giudizi vecchi non ben fatti”.