"Meloni è un modello”. I seguaci di Trump ammaliati da “Maga Giorgia”
dalla nostra inviata Anna Lombardi , dalla nostra inviata Anna LombardiNEW YORK - Make America Giorgia Again. Meloni, s'intende. La premier italiana ha ormai conquistato anche la destra trumpiana americana: considerata un tale modello di successo politico che alla vigilia del voto di midterm il video di un suo discorso del 2019 - dove parlava di attacco globale "all'identità nazionale, religiosa, familiare e di genere... motivo per cui noi oggi facciamo tanta paura" - condiviso inizialmente dallo stratega conservatore americano Greg Price subito dopo il risultato delle elezioni italiane, è ormai diventato virale negli ambienti più conservatori americani.
"Sensazionale", lo ha infatti definito l'ultrafalco senatore repubblicano del Texas Ted Cruz. "Ben detto, avanti così", ha invece scritto rilanciando quel video una dalle figure più estreme della destra, vale a dire Marjorie Taylor Greene, deputata complottista della Georgia, seguace di quelle teorie di QAnon secondo cui Hillar…
NEW YORK - Make America Giorgia Again. Meloni, s'intende. La premier italiana ha ormai conquistato anche la destra trumpiana americana: considerata un tale modello di successo politico che alla vigilia del voto di midterm il video di un suo discorso del 2019 - dove parlava di attacco globale "all'identità nazionale, religiosa, familiare e di genere... motivo per cui noi oggi facciamo tanta paura" - condiviso inizialmente dallo stratega conservatore americano Greg Price subito dopo il risultato delle elezioni italiane, è ormai diventato virale negli ambienti più conservatori americani.
"Sensazionale", lo ha infatti definito l'ultrafalco senatore repubblicano del Texas Ted Cruz. "Ben detto, avanti così", ha invece scritto rilanciando quel video una dalle figure più estreme della destra, vale a dire Marjorie Taylor Greene, deputata complottista della Georgia, seguace di quelle teorie di QAnon secondo cui Hillary Clinton e Barack Obama sarebbero pedofili che stuprano bambini nel sottoscala di una pizzeria di Washington, la grande sostenitrice della violenza politica che mostrò la strada ai rivoltosi del 6 gennaio ricevendo alcuni di loro il giorno prima. Mentre per Steve Cortes, ex stratega di Trump, Meloni è "un modello per tutti coloro che si presentano al voto l'8 novembre".
Sì, per i repubblicani "Maga" - trumpiani, cioè, secondo lo slogan di The Donald "Make America Great Again" - l'ascesa dell'italiana Meloni "rappresenta l'affermazione dei loro stessi valori e dei loro stessi obiettivi", come ha scritto venerdì il Washington Post, primo a segnalare un fenomeno poi ampiamente ripreso dai media americani: "Nella loro narrazione, che prevale su social e media di destra, Giorgia Meloni è la voce della verità. Capace di esprimere chiaramente le sue convinzioni, senza far compromessi, sconfiggendo i media che la definivano fascista, razzista e anche peggio". Accuse, va da sé visto quel che sostengono, qui in America riferite anche a molti di loro. E infatti nella premier italiana già si riconosce Kari Lane, fra le più attive negazioniste del voto che portò Joe Biden alla Casa Bianca, oggi candidata in Arizona: "Stanno tentando con me lo stesso tipo di linciaggio che hanno rivolto a lei".
Certo, nota sempre il quotidiano della capitale americana: la leader italiana, capo di un governo "far right", di estrema destra, "è riuscita a fare quel che i repubblicani avevano sperato e mai ottenuto da Trump: ha moderato... E non ha mai detto di voler mettere in discussione il risultato delle elezioni, se sconfitta".