La faida dei Khamenei la sorella dell’ayatollah denuncia il regime
di Daniele Raineri , di Daniele RaineriUna sorella del leader supremo iraniano Ali Khamenei ieri ha pubblicato una lettera aperta contro il regime, mentre il paese è agitato da quasi tre mesi da grandi proteste e da rivolte locali cominciate dopo la morte della ventiduenne Mahsa Amini nelle mani della polizia morale. Scrive Badri Hosseini Khamenei, che vive in Iran: «Penso sia il momento appropriato per dichiarare che mi oppongo alle azioni di mio fratello ed esprimo la mia vicinanza a tutte le madri che piangono per i crimini commessi dal regime della Repubblica islamica». Il testo è stato pubblicato ieri pomeriggio da suo figlio Mahmoud, che vive in Francia, ed è datato “dicembre 2022”.
Una sorella del leader supremo iraniano Ali Khamenei ieri ha pubblicato una lettera aperta contro il regime, mentre il paese è agitato da quasi tre mesi da grandi proteste e da rivolte locali cominciate dopo la morte della ventiduenne Mahsa Amini nelle mani della polizia morale. Scrive Badri Hosseini Khamenei, che vive in Iran: «Penso sia il momento appropriato per dichiarare che mi oppongo alle azioni di mio fratello ed esprimo la mia vicinanza a tutte le madri che piangono per i crimini commessi dal regime della Repubblica islamica». Il testo è stato pubblicato ieri pomeriggio da suo figlio Mahmoud, che vive in Francia, ed è datato “dicembre 2022”.
Da una settimana il regime iraniano ha cominciato una riflessione ufficiale sull’obbligo del velo per le donne, in vigore fin dall’inizio del potere khomeinista nel 1979. Uno degli organismi che si dovrà esprimere è la Commissione culturale del Parlamento e due giorni fa uno dei membri, Hossein Jalali, ha detto che una misura futura potrebbe essere il blocco del conto in banca di una donna se sarà sorpresa tre volte senza velo e che ci potrebbe essere un avvertimento con un messaggio sul telefono. In pratica la polizia morale sparisce - nel senso che non si dovrebbero vedere più agenti in giro per le strade che maltrattano chi non rispetta i codici di abbigliamento - ma ci saranno nuove punizioni. Jalali nota come tutti che in questi giorni di proteste molte donne a Teheran, soprattutto nei quartieri nord, non portano più il velo in pubblico e dice che si tratta di una situazione eccezionale che «finirà non appena finiranno i disordini».