La segretaria di Fight Impunity: “Sono sconvolta e nauseata. Panzeri stava per arruolare anche il superburocrate Ue”
dal nostro inviato Claudio Tito , dal nostro inviato Claudio TitoSTRASBURGO - "Deve capire che non è un bel momento. Sono sconvolta. Non mi aspettavo nulla di tutto questo. Sono allibita, nauseata". Simona Russo lavora nella Ong di Antonio Panzeri, la "Fight Impunity". È una delle collaboratrici del fondatore dell'organizzazione. Risponde al telefono con un filo di voce. È tramortita dall'inchiesta, non se ne capacita. Ma conferma che il giro di amicizie di Panzeri era davvero ampio e comprendeva anche Klaus Welle, il potente segretario generale tedesco del Parlamento europeo, che sta per chiudere il mandato ultradecennale ed era in procinto di entrare proprio nel board di "Fight Impunity".
Russo, lei proprio non si era fatta un'idea di quello che nascondeva Panzeri dietro la "Fight Impunity"?
"Assolutamente no. Mi sembra incredibile. Sono davvero sconvolta. Si rende conto che io sono andata a lavorare, anche con delle convinzioni personali, in una Associazione che…
STRASBURGO - "Deve capire che non è un bel momento. Sono sconvolta. Non mi aspettavo nulla di tutto questo. Sono allibita, nauseata". Simona Russo lavora nella Ong di Antonio Panzeri, la "Fight Impunity". È una delle collaboratrici del fondatore dell'organizzazione. Risponde al telefono con un filo di voce. È tramortita dall'inchiesta, non se ne capacita. Ma conferma che il giro di amicizie di Panzeri era davvero ampio e comprendeva anche Klaus Welle, il potente segretario generale tedesco del Parlamento europeo, che sta per chiudere il mandato ultradecennale ed era in procinto di entrare proprio nel board di "Fight Impunity".
Russo, lei proprio non si era fatta un'idea di quello che nascondeva Panzeri dietro la "Fight Impunity"?
"Assolutamente no. Mi sembra incredibile. Sono davvero sconvolta. Si rende conto che io sono andata a lavorare, anche con delle convinzioni personali, in una Associazione che si chiama 'Combattere l'impunità' e scopro che proprio qui c'erano degli impuniti? Ora ho una sola preoccupazione".
Quale?
"Non voglio che il mio nome venga associato a questa vicenda. Perché davvero non ho nulla a che fare con tutte quelle orribili storie che sto leggendo sui giornali".
Ma i suoi compiti quali erano?
"Io mi occupavo della logistica e in parte dell'amministrazione. Sentivo Panzeri dieci volte al giorno. Se bisognava organizzare dei viaggi o formulare degli inviti per i convegni, li facevo".
Se si occupava di amministrazione, avrà visto anche i soldi.
"Ma guardi che la nostra Ong è piccola. Per dire: in cassa in questo momento ci sono 170 mila euro. Non stiamo parlando di chissà quali cifre".
La procura belga ha messo i sigilli anche al suo ufficio?
"Io in realtà sono una consulente esterna. Non è che avessi un ufficio. Poi, però, la polizia è venuta anche da me. Ha fatto una perquisizione a casa. È stato terribile".
E cosa hanno trovato?
"Ma cosa vuole che abbiano trovato? Niente. Io davvero non avevo capito cosa succedeva e non ho alcun ruolo in quelle vicende. Non potrei comunque averlo avuto".
Ma l'Organizzazione come si finanziava?
"Erano quasi tutti donatori. Ma da quel che ho visto è tutto registrato. Non ho mai visto donazioni strane".
Si ricorda se il Parlamento europeo ha mai concesso fondi o finanziamenti?
"Non mi pare proprio. Poteva succedere che per alcuni progetti specifici ci fosse una compartecipazione alle spese. Ad esempio stavamo organizzando una Conferenza sui processi di pace nel mondo. E in situazioni del genere il Parlamento europeo poteva pagare le spese per alcuni degli invitati che considerava giusto prendessero parte all'evento. In altre occasioni ha pagato il rinfresco. Ma stiamo parlando di questo tipo di cose. Finanziamenti veri e propri non mi risultano".
A proposito di Parlamento europeo, in questi giorni è circolata la voce che Klaus Welle, l'attuale segretario generale del Parlamento europeo che lascerà il suo incarico a fine mese, sarebbe entrato nel board della Ong a gennaio. Le risulta?
"Panzeri me ne aveva parlato. In effetti stava organizzando un evento per gennaio proprio con questo scopo".
Quindi il rapporto tra Panzeri e Welle era buono?
"Questo non lo so. So che mi aveva accennato che ci sarebbe stato questo innesto".
E lei come ha conosciuto Panzeri?
"Nella scorsa legislatura ero nella squadra degli assistenti del gruppo S&D. Poi quando il mio contratto è scaduto, l'onorevole sapeva che cercavo un lavoro. Me l'ha proposto e ho accettato. Del resto, ero disoccupata. Che dovevo fare? Uno sipendio mi serviva. Anzi...".
Cosa?
"Io in realtà non mi sono mai occupata di Medio Oriente e Africa. La mia specializzazione è il Sud America. Ma avevo bisogno di lavorare".
E adesso che può succedere?
"Davvero non lo so. Sono preoccupata dal fatto che qui non si sa niente. Non è arrivata nessuna comunicazione né ai collaboratori né al board. Non sappiamo neppure se riceveremo lo stipendio di dicembre. Sono sconfortata".